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Ospedali smart 2027. Mayo Clinic prima al mondo, Karolinska leader in Europa. Italia con 17 strutture: Ieo, Gemelli e San Raffaele sul podio nazionale
Pubblicata la nuova classifica Newsweek-Statista dei 410 ospedali più avanzati al mondo nell’impiego di intelligenza artificiale, robotica, telemedicina e tecnologie digitali. Gli Stati Uniti dominano con sette strutture nelle prime dieci posizioni, ma Corea del Sud e Israele conquistano rispettivamente il quarto e il sesto posto. Il Karolinska di Stoccolma è il primo europeo, decimo nella graduatoria mondiale. Cinque ospedali italiani tra i primi cento: guida l’Istituto Europeo di Oncologia di Milano (45°), seguito dal Gemelli di Roma (51°) e dal San Raffaele (67°). Lombardia e Lazio concentrano quasi due terzi delle strutture italiane selezionate.
Sono 17 gli ospedali italiani che conquistano un posto nella nuova classifica World’s Best Smart Hospitals 2027, realizzata dal settimanale statunitense Newsweek in collaborazione con Statista. La sesta edizione del ranking internazionale comprende complessivamente 410 strutture di 33 Paesi, selezionate per il livello di innovazione tecnologica e per la capacità di integrare intelligenza artificiale, robotica, telemedicina e strumenti digitali nell’attività clinica e nell’organizzazione ospedaliera.
A dominare la classifica mondiale sono ancora una volta gli Stati Uniti, che occupano sette delle prime dieci posizioni. Ma tra i grandi protagonisti figurano anche Corea del Sud e Israele, mentre il primo ospedale europeo compare soltanto al decimo posto.
Per l’Italia il risultato è significativo: cinque ospedali figurano tra i primi cento al mondo e nove tra i primi 150. A guidare la pattuglia nazionale è l’Istituto Europeo di Oncologia di Milano, 45° nella graduatoria mondiale, seguito dal Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma, 51°, e dall’Ospedale San Raffaele di Milano, 67°.
La top ten mondiale: Mayo Clinic prima, sette ospedali americani nei primi dieci
Al vertice della classifica si conferma la Mayo Clinic di Rochester, negli Stati Uniti, che conquista il primo posto mondiale. Seguono la Cleveland Clinic e il Mount Sinai Hospital di New York, rispettivamente seconda e terzo.
Al quarto posto si inserisce il Samsung Medical Center di Seul, in Corea del Sud, primo ospedale asiatico della graduatoria e prima struttura non statunitense. In quinta posizione figura l’MD Anderson Cancer Center di Houston, mentre al sesto posto troviamo lo Sheba Medical Center di Ramat Gan, in Israele.
Settimo lo Stanford Hospital, seguito dal Massachusetts General Hospital di Boston, ottavo, e dal Johns Hopkins Hospital di Baltimora, nono.
A chiudere la top ten è il Karolinska University Hospital di Stoccolma, in Svezia, primo ospedale europeo della classifica 2027.
La fotografia evidenzia la netta supremazia americana, ma anche la capacità di alcuni grandi poli ospedalieri asiatici e mediorientali di competere ai massimi livelli nell’innovazione.
Un altro elemento interessante riguarda il riconoscimento specifico dell’innovazione nell’intelligenza artificiale, attribuito da Newsweek a sei dei primi dieci ospedali: Mayo Clinic, Cleveland Clinic, Samsung Medical Center, MD Anderson, Sheba Medical Center e Stanford Hospital.
Europa: Karolinska decimo al mondo, il primo italiano è 45°
Il Karolinska University Hospital di Stoccolma rappresenta il vertice europeo della graduatoria, conquistando la decima posizione mondiale.
Per trovare il primo ospedale italiano bisogna invece scendere al 45° posto, occupato dall’Ieo di Milano. Il Gemelli si colloca al 51° e il San Raffaele al 67°.
Il confronto con le posizioni di vertice internazionali restituisce una fotografia articolata. Da una parte l’Italia riesce a collocare alcune delle proprie strutture tra le eccellenze mondiali dell’innovazione ospedaliera; dall’altra, nessun ospedale nazionale figura tra i primi quaranta.
Naturalmente, il ranking fotografa una dimensione specifica, quella della trasformazione digitale e dell’innovazione tecnologica, e non rappresenta una classifica generale sulla qualità delle cure.
La classifica italiana: cinque ospedali tra i primi cento, nove nei primi 150
Scorrendo la graduatoria, dopo Ieo, Gemelli e San Raffaele troviamo l’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano, in 76ª posizione, e l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, 96°.
Sono dunque cinque le strutture italiane presenti tra i cento migliori ospedali smart al mondo.
Seguono il Centro Cardiologico Monzino di Milano, 131°, l’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini di Roma, 144ª, l’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, 146°, e il Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano, 150°.
Complessivamente sono nove gli ospedali italiani compresi nelle prime 150 posizioni mondiali.
Nella seconda parte della classifica compaiono Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, al 229° posto, l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, 276°, il Policlinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna, 304°, l’Istituto Giannina Gaslini di Genova, 312°, il Policlinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma, 313°, l’Ospedale Meyer di Firenze, 318°, le Molinette di Torino, 345°, e il Policlinico di Bari, 378°.
Lombardia in testa con sette ospedali. Nel Mezzogiorno presente soltanto la Puglia
La distribuzione geografica dei riconoscimenti evidenzia una netta prevalenza del Centro-Nord.
La Lombardia è la Regione con il maggior numero di strutture selezionate, ben sette: Ieo, San Raffaele, Humanitas, Monzino, Papa Giovanni XXIII, Niguarda e Istituto Nazionale dei Tumori.
Segue il Lazio con quattro ospedali: Gemelli, Bambino Gesù, San Camillo Forlanini e Campus Bio-Medico.
La Puglia conta due presenze, Casa Sollievo della Sofferenza e Policlinico di Bari. Una struttura ciascuna per Emilia-Romagna, Liguria, Toscana e Piemonte.
Lombardia e Lazio concentrano quindi 11 dei 17 ospedali italiani presenti nella classifica, pari al 64,7% del totale nazionale.
Un dato che testimonia il peso dei grandi poli ospedalieri e universitari nella trasformazione digitale, ma che evidenzia anche una distribuzione territoriale molto disomogenea delle strutture riconosciute a livello internazionale.
Nel Mezzogiorno l’unica Regione rappresentata è infatti la Puglia, mentre non figurano ospedali delle Isole.
Come viene costruita la classifica: reputazione al 67,5%, maturità digitale al 30%
La metodologia adottata da Newsweek e Statista si basa su tre componenti principali.
La prima riguarda la reputazione degli ospedali, costruita attraverso le raccomandazioni di manager e professionisti sanitari, e rappresenta il 67,5% del punteggio complessivo. Le valutazioni internazionali pesano per il 39%, quelle nazionali per il 28,5%.
La rilevazione si è svolta tra maggio e giugno 2026. Ai partecipanti non era consentito raccomandare la propria struttura di appartenenza. Nel calcolo sono state considerate, con un peso inferiore, anche le raccomandazioni delle due precedenti rilevazioni.
La seconda componente, pari al 30%, misura la maturità digitale attraverso la Statista Smart Hospitals Digital Maturity Survey, un questionario specifico che valuta il livello di implementazione e utilizzo delle tecnologie digitali nelle strutture ospedaliere.
La valutazione riguarda sette ambiti: sistemi informativi digitali, infrastrutture tecnologiche, formazione e feedback, intelligenza artificiale, robotica e automazione, governance e accreditamento, valutazione e audit.
Le risposte devono essere validate dai vertici aziendali o dai responsabili della trasformazione digitale e accompagnate, quando richiesto, da documentazione di supporto.
Il restante 2,5% del punteggio deriva dalle certificazioni e dagli accreditamenti nazionali e internazionali pertinenti alla sanità digitale.
La classifica assegna inoltre un riconoscimento del livello di maturità digitale attraverso un sistema da uno a cinque simboli. Nella top ten mondiale Mayo Clinic, Samsung Medical Center, Sheba Medical Center e Stanford Hospital raggiungono tutti il massimo livello di cinque.
Newsweek sottolinea che per l’edizione 2027 la metodologia di valutazione della maturità digitale è stata significativamente rivista, con criteri più articolati e stringenti.
La sfida non è soltanto avere ospedali tecnologicamente avanzati, ma diffondere l’innovazione
Occorre infine ricordare che la classifica non costituisce una valutazione assoluta della qualità delle cure.
Il ranking prende in considerazione il livello di innovazione e maturità digitale e la reputazione tecnologica delle strutture, ma non misura direttamente gli esiti clinici, la sopravvivenza dei pazienti, i tempi di attesa o l’appropriatezza delle prestazioni.
Inoltre, la reputazione professionale continua ad avere un peso prevalente nella determinazione del risultato finale.
Pertanto, la presenza nella graduatoria costituisce un riconoscimento della capacità di innovazione tecnologica di una struttura, mentre la mancata inclusione non può essere interpretata automaticamente come un giudizio negativo sulla qualità dell’assistenza.
Per il Servizio sanitario nazionale italiano, la fotografia restituita da Newsweek e Statista mette comunque in evidenza una questione di fondo.
L’Italia dispone di centri ospedalieri capaci di competere a livello internazionale sul terreno dell’innovazione, ma la forte concentrazione geografica dei riconoscimenti richiama il tema della diffusione delle nuove tecnologie nel resto del sistema sanitario.
La vera sfida sarà riuscire a trasferire le esperienze più avanzate anche alle altre strutture ospedaliere e ai servizi territoriali, affinché intelligenza artificiale, telemedicina, interoperabilità dei dati e nuove tecnologie non rimangano patrimonio di pochi grandi centri, ma diventino strumenti ordinari per migliorare l’assistenza.
Perché il successo della trasformazione digitale della sanità non si misurerà soltanto attraverso le posizioni conquistate nelle classifiche internazionali, ma soprattutto nella capacità di tradurre l’innovazione in benefici concreti per i pazienti e in una maggiore equità di accesso alle cure.
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