Garantire la continuità delle forniture di cannabis terapeutica e scongiurare possibili difficoltà di accesso alle cure per i pazienti italiani. È l’appello rivolto al Governo dall’Associazione Luca Coscioni, Meglio Legale e Forum Droghe, che nel corso di una conferenza stampa hanno illustrato le criticità legate alla crisi della società olandese Bedrocan, principale fornitrice di cannabis a uso medico per l’Italia, chiedendo interventi urgenti per rafforzare il sistema nazionale di approvvigionamento.
Secondo quanto ricostruito dalle associazioni, all’origine della crisi di Bedrocan ci sarebbero due fattori legati alla riforma del mercato olandese. Da una parte, il Governo dei Paesi Bassi ha deciso di non rinnovare il contratto che autorizzava l’azienda a produrre e distribuire cannabis nell’ambito del monopolio statale, con l’obiettivo di consentire ai produttori di vendere direttamente alle farmacie. Dall’altra, la modifica della legislazione sugli stupefacenti necessaria per rendere operativa la liberalizzazione non entrerà in vigore prima del 1° luglio 2028.
In questo intervallo normativo, spiegano i promotori dell’appello, Bedrocan si sarebbe trovata senza il proprio principale acquirente e senza la possibilità di sostituirlo sul mercato nazionale. A complicare ulteriormente la situazione sarebbe stato il fallimento delle trattative con il ministero della Salute olandese per il pagamento e il trasferimento dei lotti residui. L’assenza di un accordo, insieme al divieto di esportazione, avrebbe impedito all’azienda di ottenere i finanziamenti necessari per proseguire l’attività.
Scorte e importazioni, chiesto un tavolo urgente con le istituzioni
Alla luce dell’importanza delle forniture olandesi per il mercato italiano, le tre associazioni chiedono innanzitutto al Governo di convocare tutte le istituzioni coinvolte e i professionisti interessati, per verificare l’effettiva disponibilità delle scorte di cannabis terapeutica e chiarire le previsioni di approvvigionamento per il 2027. L’obiettivo è disporre di informazioni aggiornate sulla capacità del sistema di garantire la continuità dei trattamenti prescritti ai pazienti.
Tra le richieste figura anche la riattivazione del tavolo di confronto con le associazioni dei pazienti che seguono piani terapeutici a base di cannabinoidi. I promotori propongono inoltre di rivedere le modalità di compilazione delle ricette e di consentire la spedizione dei prodotti anche per posta, così da agevolare l’accesso alle terapie per le persone che risiedono in territori privi di farmacie adeguatamente fornite.
Produzione italiana, chiesto il potenziamento dello Stabilimento Farmaceutico Militare di Firenze
Un altro punto centrale riguarda il rafforzamento della produzione nazionale. Associazione Luca Coscioni, Meglio Legale e Forum Droghe sollecitano l’attuazione delle disposizioni approvate nel 2017, a partire dall’ampliamento della capacità produttiva dello Stabilimento Farmaceutico Militare di Firenze. Secondo i dati richiamati dalle organizzazioni, dopo dodici anni la produzione prevista per il 2026 si ferma a 125 chilogrammi, una quantità che, secondo i promotori dell’appello, rende necessario un potenziamento del sistema.
Le associazioni chiedono inoltre l’apertura di bandi per consentire la produzione nazionale da parte di operatori privati, con l’obiettivo di diversificare le fonti di approvvigionamento e ridurre la dipendenza dalle importazioni. A queste misure dovrebbe accompagnarsi una revisione dei meccanismi delle gare d’appalto per l’acquisto delle infiorescenze, insieme a interventi per rafforzare la formazione del personale sanitario e garantire l’effettiva copertura delle prescrizioni da parte del Servizio sanitario nazionale.
La proposta di un’Agenzia nazionale per la cannabis medica
L’ultima proposta riguarda la governance del settore. Le tre organizzazioni chiedono di trasferire le funzioni di organismo di controllo a una vera e propria Agenzia nazionale per la cannabis medica, incaricata di programmare i fabbisogni, coordinare la produzione e le importazioni e garantire una gestione più trasparente delle informazioni relative alla disponibilità dei prodotti.
L’Agenzia dovrebbe inoltre pubblicare dati aggiornati e disaggregati sui quantitativi prodotti e importati, sul numero dei pazienti e sulle prescrizioni emesse, assumendo competenze anche nel controllo della qualità, nella promozione della ricerca scientifica e nelle relazioni con gli organismi europei e internazionali. Una struttura che, secondo le associazioni, permetterebbe una programmazione più efficace delle forniture e una maggiore capacità di risposta ai bisogni terapeutici.
Alla conferenza stampa sono intervenuti Marco Perduca dell’Associazione Luca Coscioni, Antonella Soldo di Meglio Legale, Leonardo Fiorentini di Forum Droghe, il farmacista Marco Ternelli, Manuel Valor di CannabiService e Peppe Brescia dell’Associazione Luca Coscioni e di Meglio Legale. La richiesta condivisa è di affrontare le criticità dell’approvvigionamento con interventi strutturali, evitando che le difficoltà del mercato internazionale si traducano in ostacoli alla continuità terapeutica dei pazienti italiani.