Tumori pediatrici. Mastronuzzi (AIEOP): “Guariamo oltre l’80% dei pazienti, ma la sfida è guarire bene”
La presidente AIEOP richiama l'attenzione sulle conseguenze a lungo termine dei trattamenti oncologici pediatrici. Un sopravvissuto su 4 presenta effetti collaterali gravi, con possibili ripercussioni su salute fisica, percorso scolastico e relazioni sociali. L'obiettivo è aumentare le guarigioni e ridurre i danni
Guarire oltre l’80% dei bambini e degli adolescenti affetti da patologie oncoematologiche è un risultato importante, ma oggi la sfida non è soltanto aumentare il numero dei pazienti che sopravvivono alla malattia. È anche garantire loro una buona qualità di vita, limitando le conseguenze che i trattamenti possono provocare a distanza di anni. È il messaggio lanciato da Angela Mastronuzzi, presidente dell’Associazione Italiana di Ematologia e Oncologia Pediatrica (AIEOP), a margine del Congresso nazionale dell’Associazione che si è svolto a Lecce.
Grazie ai protocolli terapeutici cooperativi, spiega Mastronuzzi, oggi è possibile ottenere la guarigione in più dell’80% dei pazienti. Un risultato che presenta tuttavia differenze significative a seconda delle patologie: per alcune le percentuali di guarigione superano il 90-95%, mentre per altre le possibilità terapeutiche rimangono ancora estremamente limitate.
Accanto alla necessità di migliorare ulteriormente questi risultati emerge però un’altra questione: gli effetti collaterali a lungo termine delle cure. La chemioterapia tradizionale e la radioterapia continuano a rappresentare componenti importanti dei percorsi terapeutici, ma possono lasciare conseguenze anche gravi nei pazienti che superano la malattia. Infatti, come specificato da Mastronuzzi, in un sopravvissuto su quattro gli effetti tardivi possono essere così importanti da compromettere significativamente la qualità della vita oppure, nei casi più gravi, contribuire al decesso per cause secondarie, diverse dal tumore originario.
Una doppia sfida: aumentare le guarigioni e ridurre i danni delle cure La necessità di affrontare contemporaneamente questi due obiettivi è al centro dell’impegno dell’oncoematologia pediatrica. “L’attenzione alla qualità della vita è massima e il nostro lavoro è duplice”, sottolinea Mastronuzzi. Da un lato occorre continuare a migliorare le possibilità di cura per le patologie che presentano ancora prognosi sfavorevoli. Dall’altro è necessario ridurre, attraverso le strategie terapeutiche e gli interventi di prevenzione, il rischio di conseguenze a lungo termine legate ai trattamenti.
Gli effetti delle cure, infatti, non riguardano soltanto i possibili danni fisici agli organi. Possono estendersi anche alla sfera psicologica, scolastica e sociale, influenzando il percorso di crescita e la vita adulta degli ex pazienti. Mastronuzzi richiama, in particolare, le difficoltà che possono emergere nel rendimento scolastico e nei percorsi universitari, una minore frequenza di relazioni affettive stabili rispetto ai coetanei che non hanno avuto una malattia oncoematologica e una maggiore presenza di ideazione suicidaria. Aspetti che, insieme alle conseguenze fisiche dei trattamenti, rendono necessario mantenere alta l’attenzione sulla salute e sul benessere dei pazienti anche dopo la guarigione.
Non basta guarire: bisogna guarire bene La prospettiva indicata dalla presidente AIEOP è quella di un’assistenza che non si limiti al controllo della malattia, ma consideri anche le condizioni di vita dei bambini e degli adolescenti una volta concluso il percorso terapeutico. L’obiettivo è ridurre il più possibile il peso delle conseguenze tardive e consentire agli ex pazienti di affrontare il futuro con opportunità e aspettative di vita paragonabili a quelle dei loro coetanei. Un concetto che Mastronuzzi sintetizza con un messaggio preciso: “non soltanto deve guarire, ma deve guarire bene”. La sfida dell’oncoematologia pediatrica è dunque duplice: continuare ad aumentare le probabilità di guarigione e fare in modo che i progressi ottenuti nella cura dei tumori si traducano anche in una migliore qualità della vita nel lungo periodo.
Il Ministero della Salute prova a mettere al riparo la farmaceutica italiana dagli effetti delle nuove politiche commerciali americane e presenta al Mef un pacchetto di interventi da inserire nella...
Ogni anno, in Europa, sono 2,7 milioni i nuovi casi di cancro, pari a 5 ogni minuto. Dall’altro lato, grazie alle campagne di prevenzione e a cure sempre più efficaci,...
Con l’avvicinarsi della stagione fredda torna a crescere in Europa l’attenzione sulle infezioni respiratorie. Influenza, Covid-19, virus respiratorio sinciziale (Rsv) e infezioni pneumococciche possono provocare malattie gravi, soprattutto nelle persone...
Uno dei temi trattati in occasione del 59esimo Congresso Nazionale della Società Italiana di Igiene (SItI), attualmente in corso, è la prevenzione del Virus Respiratorio Sinciziale (RSV). Nel dibattito, gli...