“Dovere di Parola”: dalla collaborazione tra professionisti sanitari può nascere una nuova strategia di prevenzione
La salute degli animali da compagnia, quella delle persone e la tutela dell’ambiente sono strettamente interconnesse. Al centro del nuovo appuntamento di "Dovere di parola", promosso da Boehringer Ingelheim, il valore dell’approccio One Health, la necessità di rafforzare la sorveglianza epidemiologica e il ruolo di istituzioni, medici, veterinari, farmacisti, ricerca, imprese e cittadini. La leishmaniosi rappresenta un esempio concreto della necessità di superare una visione frammentata della salute e investire in prevenzione, informazione e collaborazione
Una famiglia italiana su due ha un animale da compagnia. Un dato che racconta un cambiamento sociale profondo e che invita a guardare alla salute degli animali non soltanto come a una questione individuale o familiare, ma anche come a una componente della salute pubblica. Cani e gatti condividono sempre più spesso gli spazi domestici, le abitudini e la quotidianità delle persone. Una vicinanza che rende ancora più importante promuovere comportamenti consapevoli, garantire cure adeguate e prevenire i rischi sanitari. È da questa consapevolezza che ha preso le mosse il nuovo appuntamento di “Dovere di parola”, dal titolo “Amici a quattro zampe: custodire la loro salute per tutelare la nostra”, dedicato al rapporto tra salute animale, salute umana e ambiente. Il filo conduttore del confronto è stato il concetto di interconnessione: una visione che riconosce come il benessere delle persone, quello degli animali e l’equilibrio ambientale siano dimensioni inseparabili. Nel corso dell’incontro, il ragionamento si è concentrato anche sulla leishmaniosi, esempio concreto della necessità di integrare conoscenze, sorveglianza epidemiologica e strategie di prevenzione. Sullo sfondo, una domanda più ampia: come trasformare la consapevolezza di questa interconnessione in politiche, servizi e comportamenti capaci di tutelare la salute collettiva?
Salute animale: una questione di sanità pubblica
A sottolineare la necessità di un cambio di prospettiva è stato Emanuele Ferraro, amministratore delegato di Boehringer Ingelheim Animal Health Italia, che ha richiamato il valore della responsabilità condivisa e del dialogo tra i diversi attori coinvolti. “La parola chiave del mio messaggio è responsabilità. La responsabilità di chi oggi vuole guardare ai cambiamenti in atto, non limitandosi a osservarli, ma promuovendo un’apertura e un dialogo tra le diverse istituzioni e tutti gli stakeholder coinvolti nei temi che affronteremo”. Il punto di partenza è rappresentato proprio dalla crescente presenza degli animali da compagnia nella società italiana. “L’Italia registra uno dei tassi di possesso più elevati a livello globale: oggi una famiglia su due ha un animale da compagnia. Parliamo, quindi, di numeri importanti e di una responsabilità altrettanto significativa nei confronti dei nostri animali”, ha osservato Ferraro. Numeri che, secondo l’amministratore delegato, rendono necessario superare una visione della prevenzione limitata al singolo animale, per inserirla in una strategia sanitaria più ampia. “La prevenzione non può riguardare soltanto il singolo animale, ma deve inserirsi in una visione più ampia di politica sanitaria”. Il passaggio è sostanziale: “Se è vero, come sappiamo, che esiste una stretta interconnessione tra salute animale, salute umana e salute ambientale, allora dobbiamo riconoscere che la salute animale deve diventare a tutti gli effetti una questione di sanità pubblica – ha sottolineato Ferraro -. Oggi ci sono diverse competenze che possono mirare tutte a un comune obiettivo. Quando parliamo di competenze parliamo delle istituzioni, ricercatori, medici di medicina umana, medici veterinari, farmacisti, cittadini, ma anche aziende private come Boehringer Ingelheim, che possono mirare a un comune obiettivo e guardano la salute da prospettive diverse. Qual è l’area di miglioramento? Sicuramente quella di poter permettere che queste diverse competenze possano dialogare. In questo noi come azienda siamo sempre in prima fila”.
Informazione, dati e prevenzione
La collaborazione, tuttavia, deve essere accompagnata da strumenti concreti. Ferraro ne ha individuati tre: informazione, dati e prevenzione. In primo luogo, è fondamentale che i cittadini possano contare su informazioni scientificamente solide e comprensibili, soprattutto in un contesto nel quale le notizie false possono compromettere la corretta percezione dei rischi. “Un altro elemento fondamentale è l’esigenza di garantire un’informazione quanto più possibile trasparente, plurale e diretta al punto”, ha affermato Ferraro, richiamando la necessità di affrontare i temi della salute attraverso un confronto aperto e fondato su conoscenze attendibili. “È strettamente necessario oggi, quando parliamo di salute, che il cittadino sia ben informato di che cosa vuol dire salute, anche salute pubblica, e possa basarsi su informazioni che siano solide, scientifiche e quanto più chiare possibili. Questo perché, in un momento in cui le fake news emergono e sappiamo quanto siano presenti in questo particolare momento storico, è sempre più necessario fare informazione sulla prevenzione, perché già essa stessa è prevenzione”. Accanto all’informazione, il secondo elemento è rappresentato dai dati, indispensabili per comprendere i fenomeni e orientare le decisioni. “Il dato sicuramente è quello che ci permette oggi di oggettivare quando parliamo di una tematica legata alla salute, che sia salute pubblica o salute animale, e all’interno di questo contesto permette di prendere delle decisioni ponderate”. Il terzo pilastro è la prevenzione, che deve essere considerata parte integrante di una strategia sanitaria complessiva. Per Ferraro, questo richiede anche un cambiamento culturale: passare da un modello nel quale la prevenzione è percepita come responsabilità del singolo a uno nel quale diventa un obiettivo collettivo. “La prevenzione è al cuore chiaramente di quella che è la visione della salute interconnessa, ma serve un passaggio: dobbiamo muoverci da una prevenzione che è vista come responsabilità del singolo a una prevenzione costruita su una responsabilità collettiva”. Un principio che chiama in causa non soltanto i proprietari di animali, ma l’intero sistema sanitario, le istituzioni, i professionisti e le imprese. È questa, secondo Ferraro, la condizione per affrontare in modo efficace le sfide legate alla salute degli animali e delle persone.
Il ruolo delle istituzioni: formazione, comunicazione e regole condivise
La necessità di rafforzare il coordinamento tra i diversi soggetti è stata al centro anche dell’intervento di Fabrizio Benzoni, componente della Commissione Attività produttive, commercio e turismo della Camera dei deputati. Secondo il parlamentare, esiste già un sistema in grado di sostenere questa visione, ma occorre renderlo più efficace, migliorando la collaborazione tra i territori e investendo nella formazione. ” Dobbiamo fare sistema. Il dibattito di stasera ha alimentato questa visione e questa necessità. Dobbiamo imparare tanto da quello che è il settore anche degli allevamenti, che funziona molto bene. Dobbiamo imparare come omogeneizzare il lavoro delle Regioni, che non sempre è il medesimo. Dobbiamo continuare a lavorare sulla formazione di tutto l’ambiente veterinario-sanitario, su quello che è il tema della prevenzione, e bisogna lavorare sulla comunicazione”. L’obiettivo è costruire una cultura del benessere animale e umano che possa tradursi anche in strumenti normativi e organizzativi adeguati. Formazione, prevenzione e comunicazione sono, in questa prospettiva, elementi fondamentali per accompagnare l’evoluzione del settore. “Questi sono degli elementi fondamentali che riguardano tanto la cultura del benessere animale, del benessere delle persone e la legislazione di conseguenza, perché possiamo seguire e aiutare a incrementare questa visione, questo settore. Una priorità che oggi è uscita e di cui ci facciamo carico nelle prossime settimane”. Benzoni ha ricordato come negli ultimi dieci anni sia cresciuta l’attenzione normativa nei confronti del benessere animale. Un’evoluzione che riflette anche il cambiamento del rapporto tra persone e animali domestici, ormai considerati da molte famiglie parte integrante del nucleo familiare. “C’è stato soprattutto un cambiamento culturale per il quale – aggiunge – gli animali domestici sono oggi elementi della famiglia, elementi che convivono con le persone più anziane, i più giovani, ma anche nei nostri ambiti di casa più privati, come la camera da letto”. La trasformazione della società, secondo il deputato, impone di adeguare anche le politiche di prevenzione. La maggiore vicinanza tra persone e animali richiede infatti conoscenze, strumenti e servizi che aiutino le famiglie a prendersi cura dei propri compagni di vita in modo responsabile. “Non solo c’è un percorso di crescita di questa attenzione, ma nei prossimi due-tre anni, sarà importante implementare ancora di più questo lavoro”, ha aggiunto Benzoni, indicando la necessità di proseguire nel rafforzamento delle iniziative e delle misure di tutela.ù
Medici veterinari, una competenza indispensabile per la salute collettiva
Il riconoscimento del ruolo dei professionisti veterinari è uno dei punti che collegano maggiormente la dimensione istituzionale a quella sanitaria. A richiamarlo è stata la senatrice Vita Maria Nocco, componente della Commissione Bilancio del Senato della Repubblica, secondo cui il cambiamento del rapporto tra persone e animali richiede nuove strategie di prevenzione e un maggiore coinvolgimento delle competenze veterinarie. “Vorrei partire da come sta cambiando la nostra società. Da una parte assistiamo a un fenomeno di denatalità, con un numero sempre minore di figli; dall’altra, vediamo come gli animali da affezione assumano un ruolo sempre più importante all’interno del nucleo familiare. Il rapporto tra esseri umani e animali da compagnia si sta trasformando e consolidando, diventando una componente fondamentale della vita di molte famiglie”. Questi cambiamenti, ha spiegato Nocco, devono essere interpretati anche dalla politica, soprattutto quando si parla di prevenzione. La tutela della salute non può riguardare esclusivamente le malattie che colpiscono le persone, ma deve considerare anche la relazione sempre più stretta con gli animali e i possibili rischi legati alle malattie trasmissibili. “La prevenzione, infatti, non può riguardare esclusivamente le malattie che colpiscono l’essere umano, ma deve tenere conto anche della relazione sempre più stretta tra persone e animali.
Nuove sfide sanitarie
Una relazione che pone nuove sfide sul piano sanitario e richiede ulteriori studi, ricerche e strategie per affrontare anche il rischio di malattie trasmissibili tra animali ed esseri umani”. In questo contesto, il medico veterinario rappresenta una figura fondamentale per la gestione del rapporto tra persone e animali e per la tutela della salute pubblica. Nocco ha ricordato il proprio impegno istituzionale durante l’esame del disegno di legge sul riordino delle professioni sanitarie, quando ha ritenuto importante intervenire affinché venisse adeguatamente riconosciuto anche il ruolo dei veterinari. “Quando alla Camera si è affrontato il disegno di legge sul riordino delle professioni sanitarie, ho ritenuto importante intervenire affinché venisse riconosciuto adeguatamente anche il ruolo dei medici veterinari. Mi sono confrontata con il Ministero della Salute, evidenziando la necessità di includere il principio One Health e di garantire che anche la professione veterinaria fosse ricompresa nel percorso di riordino”. Il riconoscimento istituzionale, secondo Nocco, è coerente con la funzione svolta dai veterinari nella sorveglianza epidemiologica, nelle vaccinazioni e nella prevenzione delle malattie. “Non sarebbe stato coerente parlare di un riordino delle professioni sanitarie senza considerare una figura così importante per la prevenzione e la tutela della salute pubblica. Quando parliamo di sorveglianza epidemiologica, vaccinazioni e prevenzione delle malattie, il contributo dei medici veterinari è indispensabile. La loro competenza deve essere valorizzata anche all’interno del sistema sanitario, perché la salute animale è parte integrante di una strategia più ampia di protezione della salute collettiva”.
Informazione e formazione
Accanto al riconoscimento delle professionalità, resta fondamentale investire nell’informazione e nella formazione, portando questi temi anche nelle scuole. La consapevolezza dei cittadini, ha sottolineato la senatrice, deve essere accompagnata da condizioni concrete che permettano di attuare la prevenzione attraverso servizi adeguati e una collaborazione effettiva tra tutte le figure coinvolte. “È fondamentale che le persone acquisiscano maggiore consapevolezza dei rischi e comprendano quanto i comportamenti individuali possano incidere sulla salute propria, su quella degli animali e, più in generale, sulla salute pubblica. Allo stesso tempo, però, non possiamo limitarci a informare: dobbiamo creare le condizioni affinché la prevenzione possa essere realmente attuata, attraverso servizi adeguati, competenze riconosciute e una collaborazione concreta tra tutte le figure coinvolte”.
Leishmaniosi, un esempio concreto del legame tra salute animale e umana
La leishmaniosi è stata uno dei riferimenti concreti del confronto per comprendere come la salute degli animali, quella delle persone e l’ambiente possano intrecciarsi. “La leishmaniosi – ha ricordato la senatrice Nocco -, a gennaio 2026, è stata inserita come malattia di interesse nazionale, soprattutto sottoposta anche al piano di sorveglianza epidemiologica. Diciamo che la società sta cambiando: all’interno della nostra società sempre più aumentano le relazioni e l’animale d’affezione entra a far parte delle abitazioni, della vita quotidiana delle persone. Una relazione che diventa sempre più importante, ma allo stesso momento porta con sé anche dei rischi”. La senatrice ha sottolineato la necessità di conoscere questi rischi e di investire in informazione e formazione, considerando che alcune malattie possono avere implicazioni per l’intera popolazione. La sorveglianza epidemiologica permette di raccogliere dati e analizzarli, offrendo elementi utili per valutare e adottare eventuali provvedimenti. “Naturalmente, la strategia migliore – ha aggiunto Benzoni – è intervenire prima, attraverso una corretta prevenzione, per ridurre il rischio che l’animale contragga la malattia e che si creino condizioni favorevoli alla sua diffusione”. La riflessione, ha aggiunto, non riguarda soltanto la leishmaniosi. La diffusione o la comparsa di alcune malattie trasmesse da vettori e il cambiamento delle condizioni ambientali impongono una crescente attenzione alle interazioni tra animali, persone e ambiente.
Una responsabilità condivisa per la salute del futuro
Dal confronto di “Dovere di parola” emerge una visione comune: la salute animale non può essere considerata separatamente da quella umana e ambientale. La crescente presenza degli animali da compagnia nelle famiglie, i rischi legati ad alcune malattie e la necessità di una sorveglianza epidemiologica efficace rendono indispensabile un approccio integrato. Il modello One Health richiede un sistema nel quale istituzioni, medici, veterinari, farmacisti, professionisti della salute umana, ricercatori, aziende e cittadini possano collaborare, condividendo conoscenze e responsabilità. Per raggiungere questo obiettivo occorre investire nell’informazione scientifica, nella formazione, nella raccolta e nell’analisi dei dati e in politiche di prevenzione capaci di superare le differenze tra territori e ambiti professionali. Il messaggio conclusivo è quello richiamato da Ferraro: “Abbiamo il dovere di farlo insieme”. Una responsabilità che riguarda l’intera collettività e che richiede un cambiamento culturale, oltre che organizzativo. Prendersi cura degli animali significa riconoscere il loro valore nella vita delle persone, ma anche comprendere che la loro salute è parte di un sistema più ampio. È da questa consapevolezza che può partire una strategia di prevenzione più efficace, nell’interesse degli animali, delle persone e dell’ambiente.
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