Numero 116/117. In Umbria 30 medici CA diffidano la Regione, lo Smi li sostiene: “Crea disservizi nelle cure mediche”

Numero 116/117. In Umbria 30 medici CA diffidano la Regione, lo Smi li sostiene: “Crea disservizi nelle cure mediche”

Numero 116/117. In Umbria 30 medici CA diffidano la Regione, lo Smi li sostiene: “Crea disservizi nelle cure mediche”

I medici contestano l’assenza di triage sanitario e di presidio clinico notturno, con l'87% delle chiamate trasferito alla Continuità Assistenziale, ma anche disparità retributive. Lucarelli (Smi): “Le criticità si risolvoni ascoltando i medici”.

Trenta medici della Continuità Assistenziale umbra hanno diffidato la Regione, la Usl Umbria 1 e la Usl Umbria 2, chiedendo interventi urgenti sul funzionamento del numero 116117 e sul trattamento economico. L’atto, inviato dall’avvocato Antonio Polenzani e rilanciato sulla stampa locale, è stato indirizzato alla presidente Stefania Proietti e ai vertici della sanità regionale e delle due aziende sanitarie.

Sul fronte del 116117, i medici contestano l’assenza di un triage sanitario preliminare, l’algoritmo non ancora operativo e la mancanza di un presidio clinico nelle ore notturne e festive. Secondo i dati raccolti dai firmatari, l’87% delle chiamate viene trasferito alla Continuità Assistenziale.

Nel mirino anche le retribuzioni: 25,10 euro l’ora per il lavoro notturno contro 38,72 euro per quello diurno, con una differenza del 35%. I medici lamentano inoltre il mancato riconoscimento di maggiorazioni, reperibilità e incentivi previsti dalla contrattazione nazionale.

Una protesta, quella dei 30 medici, sostenuta anche dallo Smi Umbria. “Il nuovo centro telefonico il 116/117, della Regione Umbria prevede un accesso telefonico gratuito e attivo 24 ore su 24 per i bisogni sanitari non urgenti e per l’orientamento ai servizi territoriali dei cittadini. Un’ esperienza nuova per cui avevamo valutato sin dall’inizio del periodo sperimentale del servizio di chiedere al Comitato Consultivo Aziendale delle ASL che venissero convocati i Coordinatori della Continuità Assistenziale, per esaminare e risolvere le eventuali criticità”, spiega in una nota Maurizio Lucarelli, segretario regionale Umbria, vice presidente nazionale Smi.

“Abbiamo più volte, anche per vie brevi, sollevato la questione ed evidenziato le difficoltà del personale medico, ma questo punto non ci resta che appoggiare le ragioni della diffida, a partire dalla realtà dei fatti: otto chiamate su dieci, gestite dalla centrale finirebbero affidate alla Continuità Assistenziale”, aggiunge Lucarelli. “In più la centrale telefonica non erogherebbe assistenza medica: le richieste rischierebbero di restare in attesa senza un vero triage sanitario preliminare e senza presidio clinico nelle ore notturne, festive e prefestive”.

La diffida chiede, per queste ragioni, alla Regione Umbra di sottrarre il triage al personale non sanitario e di garantire un presidio clinico anche di notte.

Per lo Smi “le tante criticità del sistema delle Cure Primarie devono essere risolte con i medici ascoltando chi opera quotidianamente. Ai medici Continuità Assistenziale, devono essere riconosciute la quota notturna e festiva, la reperibilità, la formazione e gli incentivi previsti dalla fonte contrattuale nazionale. In questo modo si potrà riconoscere dignità alla professione medica e garantire un’assistenza medica di qualità ai cittadini umbri”.

03 Novembre 2026

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