Ritirato l’emendamento che prevedeva la semplice annotazione delle società odontoiatriche all’Albo professionale, senza introdurre un esplicito regime di responsabilità disciplinare. Al suo posto arriva una nuova proposta, presentata dal relatore Ugo Cappellacci, che prevede, come regola generale, l’esercizio dell’attività odontoiatrica in forma societaria attraverso le Società tra professionisti (Stp), iscritte all’Albo e soggette alla vigilanza dell’Ordine. Il nuovo emendamento stabilisce inoltre specifiche eccezioni e un periodo di 24 mesi per consentire alle società già operanti di adeguarsi alle disposizioni.
La novità arriva nell’ambito dell’esame del disegno di legge “Prestazioni sanitarie” (C. 2365), già approvato dal Senato e attualmente all’attenzione della Commissione Affari sociali della Camera. A esprimere soddisfazione è Andrea Senna, presidente della Commissione Albo Odontoiatri (Cao) nazionale, che nei giorni scorsi, insieme alla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO), aveva chiesto al Parlamento di rafforzare le garanzie di autonomia clinica e responsabilità deontologica nell’odontoiatria esercitata attraverso società.
Dalla semplice annotazione all’iscrizione all’Albo
Al centro della questione c’era l’emendamento 25.04, a prima firma del deputato Matteo Rosso, che prevedeva l’annotazione delle società operanti nel settore odontoiatrico all’Albo degli Odontoiatri. Una soluzione contestata dalla Fnomceo e dalla Cao nazionale perché non introduceva espressamente un regime di responsabilità disciplinare equivalente a quello previsto per le Stp, nelle quali anche la società, e non soltanto il singolo professionista, è soggetta alla vigilanza dell’Ordine.
La posizione delle due organizzazioni era stata formalizzata in una lettera indirizzata al presidente della Commissione Affari sociali della Camera, Ugo Cappellacci, e ai suoi componenti, firmata dal presidente della Fnomceo Filippo Anelli e da Andrea Senna. La richiesta era di ricondurre, come regola generale, l’attività odontoiatrica societaria al modello delle Società tra professionisti, per tutelare l’indipendenza delle decisioni cliniche da eventuali condizionamenti economici e organizzativi.
Il nuovo emendamento 25.0100, presentato da Cappellacci, riprende questa impostazione, prevedendo l’iscrizione delle società all’Albo professionale e un periodo transitorio di due anni per le realtà già esistenti. La proposta dovrà ora essere esaminata dalla Commissione, mentre la Cao nazionale chiede alle forze parlamentari di sostenerne l’approvazione.
Senna: “Anche le direttive societarie devono essere soggette al controllo deontologico”
“Le società che organizzano le cure devono rispondere delle proprie scelte. La semplice annotazione nell’Albo non basta: servono responsabilità deontologica e poteri effettivi di vigilanza”, dichiara Senna. “Bene, dunque, il ritiro dell’emendamento 25.04 sull’annotazione delle società odontoiatriche. Ora chiediamo alla Commissione di approvare la proposta Cappellacci sulle Società tra professionisti: la tutela dei pazienti deve venire prima delle logiche commerciali”.
La questione riguarda soprattutto la possibilità per gli Ordini professionali di intervenire anche quando eventuali decisioni organizzative assunte dalle società possano incidere sull’autonomia del professionista. Il modello delle Stp, secondo la Cao, consentirebbe di superare una responsabilità limitata al singolo odontoiatra, estendendo la vigilanza deontologica anche all’organizzazione societaria attraverso la quale vengono erogate le prestazioni sanitarie.
“Ringraziamo il Presidente Cappellacci per aver accolto la nostra proposta e aver dimostrato sensibilità alla materia”, prosegue Senna. “Non basta che il singolo Odontoiatra risponda del proprio operato: anche le direttive societarie che incidono sull’autonomia clinica devono essere soggette al controllo deontologico. Il modello delle STP dà all’Ordine gli strumenti per esercitare questa vigilanza e tutelare il rapporto fiduciario con il paziente”.
L’appello al Parlamento per l’approvazione dell’emendamento
Con il ritiro dell’emendamento Rosso e la presentazione della nuova proposta, il confronto parlamentare si concentra ora sulla disciplina delle società che esercitano l’odontoiatria. Per la Cao nazionale, l’obiettivo è garantire che le esigenze economiche e organizzative delle strutture non prevalgano sull’appropriatezza delle prestazioni, sulla sicurezza delle cure e sull’indipendenza professionale degli odontoiatri.
“Adesso occorre una scelta chiara”, conclude Senna, rivolgendo un appello alle forze parlamentari affinché sostengano l’emendamento Cappellacci. Una scelta “che metta al centro la salute dei pazienti e l’indipendenza dell’Odontoiatra. Il Parlamento ha l’opportunità di dare una risposta concreta: chi eroga le cure deve assumersene anche la responsabilità”.