Due nuovi vaccini sperimentali contro il virus Ebola Bundibugyo, responsabile dell’epidemia in corso nella Repubblica Democratica del Congo (RDC), potrebbero presto essere inclusi nello studio clinico Tumaini. A raccomandarne l’inserimento sono stati i gruppi di esperti convocati dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Sarà la prima volta che vaccini specificamente sviluppati contro il virus Bundibugyo verranno valutati nel corso di un’epidemia causata dallo stesso virus.
I due candidati sono ChAdOx1, sviluppato dall’Università di Oxford in collaborazione con il Serum Institute of India, e mRNA-1469 di Moderna. Il Gruppo consultivo tecnico indipendente dell’Oms per la definizione delle priorità tra i vaccini candidati ne ha raccomandato questa settimana l’ulteriore valutazione clinica, sulla base delle evidenze precliniche e dei primi dati clinici disponibili. Le aziende sono state informate lunedì e l’inclusione dei vaccini nella sperimentazione avverrà dopo il rilascio delle necessarie autorizzazioni nazionali.
“Il fatto che questi vaccini siano pronti per entrare nelle sperimentazioni cliniche testimonia la forza della scienza e della collaborazione – ha dichiarato Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Oms – ringrazio gli scienziati, gli operatori sanitari e i partner della Repubblica Democratica del Congo e di tutto il mondo che ci hanno permesso di raggiungere questo traguardo, e soprattutto le persone che partecipano alla sperimentazione. La loro partecipazione consentirà di raccogliere evidenze fondamentali che potrebbero contribuire a salvare vite umane. I vaccini da soli non porranno fine a questa epidemia, ma potrebbero diventare un nuovo e potente strumento per contenerla”.
La sperimentazione è coordinata dall’Institut National de Recherche Biomédicale (INRB), l’istituto nazionale di sanità pubblica e ricerca biomedica della RDC, con il sostegno dell’Università di Anversa, dell’Oms, di Epicentre, di Medici Senza Frontiere, dell’Istituto di Medicina Tropicale di Anversa e dei Centri africani per il controllo e la prevenzione delle malattie (Africa CDC). Lo sviluppo accelerato dei vaccini candidati è stato reso possibile anche grazie agli investimenti della Coalition for Epidemic Preparedness Innovations (CEPI).
Lo studio Tumaini e la vaccinazione ad anello
Lo studio Tumaini è progettato per valutare più vaccini candidati nell’ambito di un’unica sperimentazione, attraverso la vaccinazione ad anello, una strategia che prevede il coinvolgimento dei contatti delle persone con infezione confermata da virus Bundibugyo. Si tratta di un approccio già sperimentato dall’Oms e dai suoi partner durante l’epidemia di Ebola che colpì l’Africa occidentale circa dieci anni fa. In quell’occasione, uno studio condotto in Guinea dimostrò l’efficacia del vaccino Ervebo contro il virus Ebola, noto anche come Zaire ebolavirus.
Ervebo è il primo vaccino già in valutazione nello studio Tumaini, che ne sta esaminando l’efficacia contro il virus Bundibugyo. Attualmente sono stati costituiti quattro anelli di vaccinazione e altri sono in preparazione. Comprendono i contatti delle persone che hanno contratto la malattia o sono decedute a causa dell’infezione.
Proseguono anche gli studi sui trattamenti
Parallelamente alla ricerca sui vaccini, avanzano le sperimentazioni sulle possibili terapie contro la malattia da virus Bundibugyo. Lo studio PARTNERS, promosso dall’Oms e avviato a luglio, sta valutando se l’anticorpo monoclonale MBP134, l’antivirale remdesivir o una combinazione dei due possano migliorare la sopravvivenza dei pazienti con infezione confermata.
Alla sperimentazione sarà presto aggiunto anche maftivimab, per valutarne il potenziale impiego terapeutico. È inoltre in corso uno studio complementare sull’utilizzo di obeldevisir come profilassi post-esposizione.
L’Oms sostiene le attività di ricerca durante l’epidemia attraverso il programma R&D Blueprint e il Programma per le emergenze sanitarie, contribuendo alla definizione dei protocolli di studio, alla consulenza scientifica e tecnica, al coordinamento tra i partner e al supporto operativo. L’obiettivo è integrare nella risposta all’epidemia sperimentazioni condotte secondo rigorosi criteri scientifici ed etici.
I primi risultati degli studi sui trattamenti sono attesi nei prossimi mesi, mentre quelli della sperimentazione sui vaccini sono previsti per l’inizio del 2027.