La prima riunione dei “saggi”. Napolitano: “Per il loro lavoro non più di otto, dieci giorni”

La prima riunione dei “saggi”. Napolitano: “Per il loro lavoro non più di otto, dieci giorni”

La prima riunione dei “saggi”. Napolitano: “Per il loro lavoro non più di otto, dieci giorni”
Questo "il tempo giusto per i due gruppi di lavoro". Così il presidente della Repubblica al termine delle prime due riunioni dei gruppi di esperti sui temi economici e istituzionali. E chiarisce: "Qui non si crea nulla che possa interferire né nell'attività del Parlamento, né nelle decisioni che spettano alle forze politiche".

"Sabato ho proceduto in condizioni di particolare urgenza e difficoltà, data anche la coincidenza festiva, alla ricerca di persone che per funzioni di vertice in varie istituzioni e per esperienze concrete compiute in rapporto ad alcuni temi essenziali potessero dare il contributo richiesto. L'indubbio valore dei nomi da me subito resi noti, non mi ha messo al riparo da equivoci e dubbi circa i criteri della scelta o la non presenza di altri nomi certamente validi".
 
Così il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, si è rivolto prima al gruppo di lavoro in materia economico-sociale ed europea – composto dal presidente dell'Istat, Enrico Giovannini, dal presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, Giovanni Pitruzzella, dal membro del Direttorio della Banca d'Italia, Salvatore Rossi, dall'on. Giancarlo Giorgetti e dal sen. Filippo Bubbico, presidenti delle Commissioni speciali operanti alla Camera e al Senato, e dal ministro Enzo Moavero Milanesi – e poi a quello in materia istituzionale – di cui fanno parte il presidente emerito della Corte costituzionale Valerio Onida, il sen. Mario Mauro, il sen. Gaetano Quagliariello e il prof. Luciano Violante – nelle rispettive riunioni odierne al Quirinale.
 
"Comprendo – ha continuato il Presidente Napolitano – il disappunto che con accenti polemici si è espresso per non aver inserito in quella rosa delle personalità femminili, anche individuandole al di fuori di vertici istituzionali cui non abbiano avuto finora accesso. Mi dispiace e me ne scuso, pur trattandosi di organismi non formalizzati e di breve durata cui ho dato vita con obbligata estrema rapidità. Per nomine più sostanziali e di lungo periodo, come quelle che mi è spettato fare per la Corte Costituzionale e per il CNEL, ho dato il giusto peso alla componente femminile. E ai gruppi di lavoro ora istituiti saranno certamente ben presenti gli apporti venuti su molteplici temi da personalità femminili".
 
"Vorrei però – ha affermato a questo punto il Capo dello Stato – soprattutto cogliere l'occasione, visto che questa modesta decisione – perché si tratta di una decisione di portata assai limitata – ha dato luogo anche a reazioni di sospetto e interpretazioni francamente sconcertanti, per osservare che è del tutto ovvio che qui non si crea nulla che possa interferire né nell'attività del Parlamento, anche in questa fase in cui lavora nei limiti noti, né nelle decisioni che spettano alle forze politiche. Io mi sono trovato in una condizione di impossibilità a proseguire nella ricerca di una soluzione alla crisi di governo, data la rigidità delle posizioni delle principali forze politiche. E ho detto chiaramente che attraverso questi gruppi si può concorrere almeno a creare condizioni più favorevoli allo scopo di sbloccare una situazione politica irrigidita in posizioni inconciliabili. Questo non significa, se mi permettete, che questi gruppi di lavoro indicheranno un tipo o un altro di soluzioni di governo. Indicheranno quali sono, rimettendo un pò al centro dell'attenzione problemi seri, urgenti e di fondo del paese, questioni da affrontare – sia di carattere istituzionale sia di carattere economico-sociale nel contesto europeo – anche permettendo una misurazione delle divergenze e convergenze in proposito".
 
Nell'incontro con i componenti del gruppo di lavoro sulle materie istituzionali, svoltosi dopo la riunione del gruppo in materia economico-finanziario ed europeo, il presidente Napolitano ha affermato di aver "molto apprezzato il contributo che già questa mattina hanno cominciato a dare i Presidenti delle Commissioni speciali del Senato e della Camera per l'esame di atti di governo che sono strumenti previsti dai regolamenti quando ci sia una situazione di crisi di governo in atto e il Parlamento debba comunque pronunciarsi anche su provvedimenti legittimi del governo dimissionario in carica. Perché anche attraverso quello che ci hanno detto i due presidenti – l'on. Giorgetti e il sen. Bubbico – e come ho potuto vedere dai resoconti delle due Commissioni, si è lavorato in modo molto dialogante e costruttivo. Quindi, spero di aver chiarito così anche la questione della durata temporale dei gruppi di lavoro. Essa è segnata intanto dal fatto che sono gruppi che ho preso l'iniziativa di creare avendo io stesso un tempo segnato, come tutti sanno, e non pensando che siano gruppi di lavoro che scavalchino il tempo della mia presidenza".
 
E il Presidente Napolitano ha precisato: "Per essere utili, il tempo giusto è tra otto e dieci giorni". 

02 Aprile 2013

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