Autismo. Il legame con la somministrazione dei vaccini non esiste

Autismo. Il legame con la somministrazione dei vaccini non esiste

Autismo. Il legame con la somministrazione dei vaccini non esiste
Un genitore su 10 rifiuta o ritarda le vaccinazioni perché convinto che sono pericolose, e in particolare che potrebbero essere collegate allo sviluppo di disordini dello spettro autistico. Niente di più falso: uno studio statunitense dimostra infatti come questa idea non sia supportata dalla ricerca.

Negli ultimi tempi se ne sono sentite tante sui presunti effetti dei vaccini sui bambini. Dopo la smentita di Michele Conversano, presidente Siti (Società Italiana di Igiene), sulle conseguenze che questi avrebbero sulla sessualità, una teoria fantasiosamente esposta da un membro del Meetup di 5 Stelle di Segrate appena qualche settimana fa, nella settimana della Giornata Mondiale dell’autismo arriva uno studio che dimostra la falsità di un’altra credenza popolare piuttosto diffusa: quella che i vaccini somministrati troppo presto possano causare i disturbi dello spettro autistico. In un nuovo studio su The Journal of Pediatrics ricercatori dei CDC (Centers for Disease Control and Prevention) statunitensi hanno infatti dimostrato che non c’è associazione tra ricevere “troppi vaccini troppo presto” e la condizione.
 
In realtà c’erano già altre prove scientifiche a dimostrazione del fatto che i vaccini non causano autismo. Eppure, nonostante questo, quasi un terzo dei genitori è convinto del contrario, e quasi un genitore su 10 rifiuta o ritarda le vaccinazioni perché convinto che sia più sicuro che seguire le indicazioni delle autorità sanitarie. In particolare, una delle principali preoccupazioni derivava dal numero di vaccinazioni somministrate in un solo giorno e, cumulativamente, nei primi due anni di vita.
 
Il dottor Frank DeStefano e i colleghi della CDC and Abt Associati hanno analizzato i dati, raccolti da 3 Organizzazioni di Gestione Assistenziale Sanitaria, di 256 bambini con disturbi dello spettro autistico e 752 bambini non affetti da tali disturbi. Hanno osservato l’esposizione cumulativa di ogni bambino agli antigeni, ovvero le sostanze nei vaccini che causano la reazione del sistema immunitario del corpo per produrre anticorpi e combattere le malattie, e il numero massimo di antigeni che ogni bambino riceve in un singolo giorno di vaccinazione.
I ricercatori hanno stabilito il numero totale di antigeni sommando il numero dei differenti antigeni in ogni vaccinazione che ogni bambino riceve in un giorno, come pure in tutti i vaccini che ogni bambino riceve fino ai due anni di età. Gli autori hanno quindi scoperto che il totale degli antigeni ricevuti dai vaccini nei primi due anni, o il numero massimo ricevuto in un solo giorno, era lo stesso sia nei bambini affetti da disturbi dello spettro autistico che in quelli non affetti da tali disturbi. Inoltre, comparando i numeri di antigeni, nessuna relazione è stata trovata nel valutare le sottocatogorie di disordine autistico e da disturbi dello spettro autistico con una regressione.
 
Sebbene l’attuale calendarizzazione dei vaccini in età infantile contenga più vaccini di quella della fine degli anni Novanta, il numero massimo di antigeni cui un bambino può essere esposto nei primi due anni di età è 315, contro le diverse centinaia della fine degli anni Novanta. Siccome differenti tipi di vaccini contengono differenti quantità di antigeni, questa ricerca dimostra che contando semplicemente il numero di vaccini ricevuti non si tiene adeguatamente in conto come differenti vaccini e combinazioni di vaccini stimolano il sistema immunitario. Per esempio, il vecchio vaccino a cellula intera contro la pertosse causava la produzione di circa 3mila differenti anticorpi, mentre i nuovi vaccini acellulari causano la produzione di 6 o meno differenti anticorpi.
 
Il sistema immunitario di un bambino è in grado di rispondere a molti stimoli immunologici e, dalla data di nascita, i neonati sono esposti a centinaia di virus e un numero incommensurabile di antigeni al di fuori della vaccinazione. Secondo gli autori, “la possibilità che la stimolazione immunologica derivante dai vaccini durante i primi uno o due anni di vita possa essere collegata allo sviluppo di disturbi dello spettro autistico non è supportata da quanto sappiamo dalla neurobiologia di questi disturbi”. Nel 2004, una revisione complessiva dell’Istituto di Medicina concludeva che non c’è relazione causale tra certi tipi di vaccino e l’autismo, e questo studio supporta quella conclusione.

03 Aprile 2013

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