Sigarette elettroniche. Tirelli: “Con loro si fuma meno della metà”

Sigarette elettroniche. Tirelli: “Con loro si fuma meno della metà”

Sigarette elettroniche. Tirelli: “Con loro si fuma meno della metà”
Il direttore del dipartimento di oncologia medica dell’istituto Tumori di Aviano non condivide le posizioni espresse da Garattini e ritiene che "attendere i risultati a lungo termine delle sigarette elettroniche è assurdo in presenza di vantaggi immediati per i forti fumatori". 

Le sigarette elettroniche producono “un vantaggio evidente e immediato per l’impatto altamente positivo che possono avere sui forti fumatori che, per esempio, da trenta sigarette al giorno possono passare alla metà o ad un terzo delle sigarette proprio grazie all’utilizzo delle sigarette elettroniche sicuramente non cancerogene”. E’ quanto ha affermato Umberto Tirelli, direttore del dipartimento di oncologia medica dell’istituto Tumori di Aviano.

Tirelli ha poi attaccato le posizioni espresse da Silvio Garattini. “Attendere i risultati a lungo termine delle sigarette elettroniche è assurdo in presenza di vantaggi immediati per i forti fumatori che, se solo riducessero del 10-20% l’utilizzo delle sigarette cancerogene che fumano, ridurrebbero la mortalità di 8-16 mila morti l’anno sugli 80 mila che attualmente si verificano in correlazione con le sigarette tradizionali. Il fatto che con le sigarette elettroniche con nicotina non si smetta di fumare e si continui ad assumerenicotina è la stessa identica situazione che si verifica con i cerotti e i chewing gum alla nicotina”.

Per Tirelli è poi evidente il vantaggio determinato dalle sigarette elettroniche con nicotina rispetto agli altri dispositivi a base di nicotina. “La gestualità le rende molto più appetibili al forte fumatore e conseguentemente più efficaci per ridurre i danni sulla salute delle sigarette tradizionali. In conclusione, ritengo che vada incoraggiato l’utilizzo delle sigarette elettroniche con nicotina, anche se senza sarebbe meglio, per coloro che non riescono a smettere di fumare e sono tanti, come succede per esempio in Gran Bretagna”. 

05 Giugno 2013

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