Sicilia. Il 14 giugno a Palermo convegno per rete a sostegno pazienti anemici

Sicilia. Il 14 giugno a Palermo convegno per rete a sostegno pazienti anemici

Sicilia. Il 14 giugno a Palermo convegno per rete a sostegno pazienti anemici
Nel corso dell'iniziativa si discuterà del progetto "Anemia Alliance Italia” e della sua applicazione sul territorio siciliano. L'obiettivo è creare un legame più stretto ed un percorso definito tra ospedale e territorio.

Garantire lo stato di salute ai malati di anemia, garantirela qualità di vita e la prognosi del paziente, promuovere programmi di prevenzione, facilitare l'accesso a nuovi farmaci e a nuove tecnologie. Gestire al meglio una malattia spesso correlata a patologie croniche quali lo scompenso cardiaco e a malattie dell’apparato digerente quali, ad esempio, le patologie infiammatorie intestinali; ma anche neoplasie, insufficienza renale e sanguinamenti uterini gravi e che, genera un grande impatto a livello di costi socio-sanitari: questi gli obiettivi del progetto “Anemia Alliance Italia”, promosso da Fondazione Charta e dall’Associazione Parlamentare per la Tutela e la Promozione del Diritto alla Prevenzione, con il patrocinio del Senato della Repubblica e con un grant non condizionato di Vifor Pharma. L’iniziativa sarà al centro del convegno “Rete tra ospedale e territorio a supporto del paziente anemico” che si terrà venerdì 14 giugno a Palermo.

“L’Anemia Alliance Italia è una piattaforma partecipativa di esperti con competenze diverse, ma con la comune missione di ridurre l'impatto dell'anemia e prevenirne complicanze e disabilità; tra le prime iniziative ha pubblicato un position paper con le raccomandazioni dalle diverse aree terapeutiche, per una gestione più appropriata della patologia – ha spiegato Francesco Fedele, direttore DAI Malattie Cardiovascolari e Respiratorie, Azienda Policlinico Umberto I e Direttore della Scuola di Specializzazione in Malattie Cardiovascolari dell’Università di Roma ‘La Sapienza – A Palermo parte il primo Forum a cadenza annuale per discutere lo stato dell’arte dell’anemia in Italia, cui seguiranno eventi educativi sul territorio, per la formazione della classe medica. ‘Anemia Alliance Italia’ sarà inoltre attiva sul fronte della ricerca, promuovendo studi clinici, epidemiologici e di costo-efficacia”.

Quando l’anemia si presenta associata ad altre patologie come ad esempio scompenso cardiaco o nelle malattie dell’apparato digerente quali le malattie infiammatorie croniche dell’intestino, viene spesso considerata fattore di comorbidità indotto dalla malattia di base, così che viene curata solo quest’ultima patologia, immaginando di curare anche la carenza di ferro. “Al contrario, l’anemia aumenta la gravità delle condizioni patologiche di base, determinando una significativa riduzione della qualità di vita del paziente, accrescendo spesso il tasso di mortalità e di ospedalizzazione. È necessario quindi che l’anemia venga curata autonomamente e con terapie mirate”. E’ quanto sostiene Achille P. Caputi, direttore Unità Operativa SD di Farmacologia Clinica, Azienda Ospedaliera Universitaria "G. Martino" di Messina.
 
Poco usati, ma già disponibili nel nostro Paese, i farmaci iniettabili di ultima generazione che, con un’unica infusione e in tempi ancor più rapidi, forniscono la quantità di ferro necessaria al paziente. La poca conoscenza di questi nuovi farmaci, costringe ad avvalersi di farmaci poco maneggevoli e che richiedono un elevato numero di infusioni. Simili risultati anche per i preparati orali che permettono di assorbire solo il 10-20% causando spesso intolleranza intestinale.
 
“Per la gravità delle conseguenze sulla salute e sulla qualità di vita dei pazienti occorre pensare ad una nuova concezione e una più attenta gestione dell’anemia: la multidisciplinarietà del suo processo di diagnosi e cura, la necessità di un legame più stretto ed un percorso definito tra ospedale e territorio. Qui in Sicilia, auspichiamo sia possibile avvalersi di una “Rete per l’Anemia”, in modo da offrire assistenza ottimale ai residenti nelle zone periferiche dell’Isola – quelle più lontane dalle strutture sanitarie – come già esiste in Sicilia per altre patologie gravi, come l’Epatite Virale Cronica e la Leucemia Mieloide”, ha affermato Antonio Craxì, professore Ordinario di Gastroenterologia dell’Università di Palermo.

11 Giugno 2013

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