Sardegna. De Francisci: “Per la disabilità serve un Patto Regione Comuni”

Sardegna. De Francisci: “Per la disabilità serve un Patto Regione Comuni”

Sardegna. De Francisci: “Per la disabilità serve un Patto Regione Comuni”
Per migliorare la legge 162 del 1998, secondo l’assessore, occorre un’alleanza tra Regione e Comuni. Ma occorre anche intervenire sulla  “redazione del piano dei servizi sociali rivisitando l’insieme dei servizi e riportandoli a un quadro organico con al centro la persona”.

Per migliorare la legge 162/98 sulle disabilità, venendo sempre più incontro alle esigenze degli utenti, occorre tornare alle sue finalità originarie ed è necessaria una nuova alleanza istituzionale, in particolare tra Regione e Comuni.
 
È il messaggio che ha lanciato l’assessore della Sanità, Simona De Francisci aprendo nei giorni scorsi i lavori della Commissione sulla 162, organismo del quale fanno parte Asl, associazioni riconosciute, sindacati e l’Anci Sardegna (associazione Comuni italiani).
 
Pilastro sociale. “Questo strumento normativo – ha affermato l’assessore – è uno dei pilastri del nostro sistema socio-sanitario e nel quale la Sardegna è all’avanguardia in Italia. D’accordo con tutti i soggetti interessati, è però necessario migliorarlo, rivedendo quegli aspetti che in questi ultimi anni l’hanno appesantito. Un processo che via via, in alcuni casi, ha fatto perdere di vista gli obiettivi primari della legge 162, tra cui il raggiungimento della maggiore autonomia possibile del paziente, il recupero funzionale e sociale della persona, la garanzia dei servizi per la prevenzione, la cura e la riabilitazione”.
 
Interventi concertati. L’assessore ha rimarcato che ogni revisione sarà concertata secondo le disposizioni della legge regionale 23/2005, ma che è necessario intervenire presto, considerato che a fronte di una diminuzione della spesa le richieste a valere sulla legge 162 sono invece in aumento. Nel 2012 i piani personalizzati sono stati oltre 36mila (36.190). “Occorre – ha detto De Francisci – dare completa applicazione alla 23/2005 recuperando l’azione programmatoria e di vigilanza della Regione: rivedere la 162 è solo uno degli aspetti di un più ampio lavoro da svolgere con le istituzioni, ovvero la redazione del piano dei servizi sociali rivisitando l’insieme dei servizi e riportandoli a un quadro organico che abbia al centro la persona. In questi mesi la Commissione ha lavorato bene, si tratta ora di omogeneizzare azioni e proposte per arrivare a una sintesi condivisa”.
 
Patto istituzionale. L’altro aspetto riguarda il “patto tra Regione e Comuni”: “ La Regione non può essere lasciata sola – ha chiarito De Francisci – e anche i Comuni devono fare la propria parte. Così come ci stiamo impegnando per garantire risorse aggiuntive alle amministrazioni comunali sul programma “Ritornare a casa”, anche sulla 162 gli enti locali devono integrarsi in una logica di sistema, interfacciandosi direttamente con i territori. Alla Regione spettano le funzioni di programmazione e controllo e di creare le condizioni perché il sistema locale si renda attivo nel territorio, così da consentire un effettivo decentramento ma guidato. Un risultato che si potrà raggiungere con il rafforzamento dei rispettivi ruoli istituzionali, nell’esclusivo interesse degli utenti e delle loro famiglie”, ha concluso l’assessore della Sanità.
 
Le proposte già elaborate saranno esaminate dalla parte istituzionale della Commissione che predisporrà una bozza di documento attuativo in discussione in seduta plenaria presumibilmente entro il mese prossimo.

25 Giugno 2013

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