Sostenibilità Ssn. L’indagine del Senato, l’Agenas in audizione

Sostenibilità Ssn. L’indagine del Senato, l’Agenas in audizione

Sostenibilità Ssn. L’indagine del Senato, l’Agenas in audizione
Ticket, riordino della rete ospedaliera e delle cure primarie, piani di rientro, finanziamento del sistema, tagli e prezzi di riferimento. Questi i temi principali affrontati dai vertici dell’Agenas, Bissoni e Moirano, nel corso dell’audizione in Commissione Sanità di Palazzo Madama. 

Il presidente dell’Agenas, Giovanni Bissoni, e il direttore Fulvio Moirano sono stati auditi ieri dalla Commissione Igiene e Sanità del Senato nell’ambito indagine conoscitiva sulla sostenibilità del Ssn con riferimento alla garanzia dei principi di universalità, solidarietà ed equità.
 
L’indagine, simile ma diversa da quella in corso alla Camera, il cui obiettivo principale è mettere in luce i meriti e le pecche del Ssn, ha preso il via ufficialmente ieri con l’audizione dei vertici dell’Agenas che hanno parlato, tra l'altro, di ticket facendo rilevare come questi abbiano generato “un calo delle entrate ed una perdita di competitività per quanto riguarda talune prestazioni specialistiche, con conseguente migrazione verso il settore privato e rinuncia alle stesse cure”; di riordino della rete ospedaliera e delle cure primarie “interventi rimasti al palo”; di piani di rientro che “hanno avuto una connotazione eccessivamente economicistica” e per questo vanno rivisti recuperando la “centralità delle politiche sanitarie”.
 
L’audizione è stata aperta da Moirano il quale dopo aver illustrato ai senatori la natura dell'Agenzia e sottolineato come il suo compito esclusivo riguardi la formazione Ecm ha fatto presente gli ulteriori compiti connessi all'affiancamento delle regioni sottoposte a piani di rientro, oltre ad ulteriori azioni che riguardano l'Health Technology Assesstment, il monitoraggio dei tempi di attesa e delle performance sanitarie, attraverso il programma nazionale di valutazione esiti (Pne). Infine Moirano ha riferito che l'Agenzia esprime pareri sulla programmazione sanitaria delle regioni ed è coinvolta in alcuni progetti specifici, quali ad esempio, quello sulla cronicità.  

Finanziamento Ssn 
“L’Italia – ha riferito Bissoni – si caratterizza per un finanziamento del sistema sanitario nazionale non eccessivo rispetto alla media dei Paesi dell'Unione europea, anche tenuto conto della profonda disomogeneità nell'erogazione dei servizi e delle prestazioni sanitarie tra le varie regioni. In particolare, l'andamento della spesa sanitaria nel decennio 2000 – 2010 ha fatto registrare un incremento in termini nominali, il quale però risulta assai contenuto in termini reali se si considera il tasso di inflazione e l'aumento demografico. Non solo, quindi, questo incremento appare in linea con le indicazioni dell'Ocse, ma va valutato anche alla luce del fatto che la spesa sanitaria italiana negli anni '90 risultava tra le più basse. Si sono quindi registrati miglioramenti in termini di appropriatezza delle prestazioni, sebbene si tratti di una questione complessa sulla quale si misurano tutti i servizi sanitari, sia universalistici sia assicurativi”.
 
Tagli 
Bissoni si è poi soffermato sull'impatto delle diverse disposizioni che negli ultimi anni sono state fatte rientrare nella cosiddetta politica di spending review. “A fronte di una rideterminazione preliminare del Fondo sanitario nazionale – ha spiegato – si sono effettuati interventi sui contratti di lavoro e sui livelli della spesa farmaceutica, interventi che hanno avuto un impatto notevole. Invece, le disposizioni concernenti il prezzo di riferimento di beni e servizi hanno prodotto un impatto al di sotto delle aspettative". Inoltre, “con riferimento alla politica dei tagli lineari, bisogna preliminarmente tener conto del fatto che alcune regioni hanno margini di manovra alquanto ristretti poiché, nel passato, sono già intervenute in questo ambito. Peraltro, secondo Bissoni "in un sistema caratterizzato dal finanziamento onnicomprensivo è inevitabile che qualunque intervento sul Fondo sanitario nazionale assuma di per sé le caratteristiche di un taglio lineare”.
 
Ticket 
L'Agenas, ha ricordato il suo presidente, ha “svolto uno studio sui ticket attraverso il quale si è rilevato un calo delle entrate ed una perdita di competitività per quanto riguarda talune prestazioni specialistiche, con conseguente migrazione verso il settore privato e rinuncia alle stesse cure".
Bissoni più avanti ha detto di reputare “apprezzabile la posizione assunta dal Governo sui 2 miliardi di euro aggiuntivi per quanto concerne i ticket, ribadendo tuttavia che questi non hanno prodotto le entrate previste perché parte dei soggetti paganti è uscita dal Sistema". Secondo Bissoni, quindi, il problema della compartecipazione alla spesa si risolve o "allargando la platea dei paganti o allargando la platea delle prestazioni soggette a pagamento”.
 
Interventi di riordino 
Bissoni ha fatto notare che gli interventi di riordino della rete ospedaliera e delle cure primarie “sono rimasti poi al palo". E più in generale, su questo punto si sono riscontrati atteggiamenti diversi da parte delle regioni con ulteriore accentuazione del divario tra l'Italia settentrionale e quella meridionale.
 
Piani di rientro
Per quanto riguarda i piani di rientro "l'articolo 120 della Costituzione attribuisce al Governo l'esercizio di poteri sostitutivi, quando necessari, per garantire i livelli di assistenza. Tuttavia, i piani di rientro hanno avuto una connotazione eccessivamente economicistica, mentre avrebbero dovuto incidere anche sul riordino dei servizi; il solo controllo dei fattori di spesa non sempre sortisce effetti positivi in ambito sanitario. Per questa ragione, dovrebbe essere rivista la natura dei piani di rientro, attraverso un recupero della centralità delle politiche sanitarie. Il Patto per la salute 2010-2012 aveva introdotto in tal senso alcune novità, alle quali però non è stato dato seguito, preferendo insistere in una logica di continuità con i vecchi piani”. L’augurio di Bissoni pertanto è che la revisione di tali “strumenti possa effettivamente essere concretizzata nell'ambito del nuovo Patto per la salute chiamato a stabilire obiettivi ed azioni”. 
 
Prezzi di riferimento
Sui prezzi di riferimento di beni e servizi, Bissoni ha ricordato che “in un primo momento l'Agenzia predispose un elenco che conteneva i beni e servizi più ricorrenti, anche se tale elenco doveva servire soltanto ad una prima valutazione. Tuttavia esso è divenuto poi la base per il calcolo del prezzo di riferimento, nonostante esso comprendesse beni non omogenei. È  stato quindi predisposto un nuovo elenco, rendendo le voci più omogenee, sebbene la valutazione su alcuni servizi resti alquanto problematica, ad esempio proprio per quanto riguarda il vitto, sul quale bisogna tener conto di molteplici fattori; inoltre occorre un coinvolgimento della stazione appaltante oltre ad un più efficace coordinamento fra tutti i soggetti che esercitano competenze in questo settore”.

03 Luglio 2013

© Riproduzione riservata

Il personale sanitario e la grande delusione della manovra: niente piano assunzioni né aumenti generalizzati degli stipendi. E cresce la protesta. I medici: “Una doccia gelata, pronti a mobilitazione”
Il personale sanitario e la grande delusione della manovra: niente piano assunzioni né aumenti generalizzati degli stipendi. E cresce la protesta. I medici: “Una doccia gelata, pronti a mobilitazione”

Doveva essere la manovra del personale sanitario. Quella capace di dare finalmente un segnale concreto a medici, infermieri e professionisti del Servizio sanitario nazionale, dopo anni segnati da carenze di...

Farmaceutica. Meloni: “Settore trainante del Made in Italy”. Produzione a 74 miliardi nel 2025. E sul Testo unico sulla farmaceutica: “Accelerare l’accesso all’innovazione”
Farmaceutica. Meloni: “Settore trainante del Made in Italy”. Produzione a 74 miliardi nel 2025. E sul Testo unico sulla farmaceutica: “Accelerare l’accesso all’innovazione”

Una produzione da 74 miliardi di euro e un export che supera i 69 miliardi nel 2025. Sono i numeri con cui la presidente del Consiglio Giorgia Meloni rivendica il...

Manovra. Schillaci: “La salute non è una voce di spesa. No ai contentini per cercare consenso”
Manovra. Schillaci: “La salute non è una voce di spesa. No ai contentini per cercare consenso”

La salute non può essere considerata semplicemente una voce di spesa e le politiche sanitarie non devono ridursi a misure di facciata pensate per ottenere consenso nell'immediato. È il messaggio...

Manovra. Gemmato respinge le critiche: “Ingeneroso parlare di tagli alla sanità. Il Fondo cresce di quasi 10 miliardi tra il 2025 e il 2027”
Manovra. Gemmato respinge le critiche: “Ingeneroso parlare di tagli alla sanità. Il Fondo cresce di quasi 10 miliardi tra il 2025 e il 2027”

“Dire che ci sono stati dei tagli alla sanità mi sembra quantomeno ingeneroso”. Non ci sta il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, che respinge al mittente le critiche avanzate da...