Il commento e le proposte di Epposi per il self care
Tuttavia, solo il 20% dei consumatori si sente molto fiducioso nel gestire la propria salute. Questa situazione evidenzia il ruolo fondamentale dell’educazione alla salute nel fornire conoscenze, capacità e abilità nella pratica del self care. C’è un evidente collegamento fra l’educazione alla salute e la fiducia e la volontà di prendersi la responsabilità della propria salute.
I consumatori considerano il personale sanitario specializzato una figura fondamentale nella prevenzione e nella gestione della propria salute e una fonte primaria di informazioni sul self care, sull’automedicazione e sul trattamento di patologie minori. Una percentuale significativa decide di recarsi dal medico di base prima di adottare cambiamenti nello stile di vita o praticare l’automedicazione.
Nonostante una buona comprensione e conoscenza delle pratiche del self care, i consumatori individuano la presenza di ostacoli a una piena comprensione dei benefici derivanti dal self care. Se si desidera che i consumatori si assumano grandi responsabilità relative alla propria salute e al proprio benessere, è necessario fornire loro una guida e un riferimento. Sono necessari incoraggiamento, assistenza, e le conoscenze, le abilità e gli strumenti essenziali per svolgere questo compito.
Per ottenere livelli più elevati di self care è necessario un cambiamento del modo in cui il personale sanitario specializzato si relaziona con i propri pazienti e con altri specialisti sanitari, soprattutto i farmacisti. È necessaria una condivisione nella gestione clinica dei pazienti, in particolare per quanto riguarda le patologie minori che non richiedono l’intervento di un medico di base.
Sono necessarie nuove politiche allo scopo di delineare il ruolo del personale sanitario specializzato nel self care. È necessario porre maggiore enfasi sulla cura condivisa, la prevenzione, la gestione dello stile di vita e il coinvolgimento del consumatore. La formazione relativa alle capacità sarà molto importante per cambiare l’immagine culturale che vede il personale sanitario specializzato come prestatore di cure e i pazienti come destinatari passivi.
Le istituzioni dovranno rendere il self care parte integrante delle politiche sulla salute, agevolando la collaborazione fra gli stakeholder per sviluppare soluzioni accessibili, pratiche e sostenibili. Fra queste soluzioni rientrano maggiori investimenti nella promozione della salute e nella prevenzione delle patologie. Le istituzioni dovranno inoltre cercare di migliorare le collaborazioni con gli stakeholder, come l’industria farmaceutica e le assicurazioni mediche, per migliorare gli esiti grazie alla condivisione di dati e risorse.
Sono necessarie nuove politiche che sostengano il self care al fine di chiarire il ruolo dell’industria nel passaggio ad una maggiore responsabilità. È necessario semplificare l’accesso ai farmaci da banco (sulla base di dati che ne dimostrino la sicurezza e l’efficacia, laddove un più ampio spettro di farmaci si dimostri adatto all’utilizzo senza prescrizione) e alle terapie complementari e alternative. Allo stesso tempo, l’industria dovrà continuare a garantire un accesso tempestivo a farmaci di alta qualità che siano sicuri, efficaci e accessibili.
Anche le assicurazioni mediche e i fornitori di cure a livello statale rivestono un ruolo fondamentale, contribuendo all’integrazione degli incentivi per il self care. Con l’aumento esponenziale dei costi della sanità, le persone e le famiglie devono essere incoraggiate a praticare la prevenzione e le adeguate misure di automedicazione e ad adottare alternative sane allo scopo di prevenire interventi costosi e a lungo termine.
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03 Ottobre 2013
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