Alicino (Federspecializzandi): “Troppe regole sfuggono ai controlli. L’unica vera soluzione è un salto culturale”
“Fortunatamente casi come questi sono eccezioni, non la regola”, sottolinea Alicino commentando l’arresto del primario del Sant’Andrea di Roma che in cambio di falsi attestati di tirocinio chiedeva agli specializzandi di compiere turni massacranti e di coprire i medici strutturati. Tuttavia, secondo il presidente di Federspecializzandi il problema esiste, non solo. "I casi di specializzandi lasciati a fare il lavoro dei medici strutturati "sono molto più numerosi di quelli denunciati, e lo diciamo da tempo. Sulla questione avevamo anche inviato una lettera alla Fnomceo”, spiega Alicino.
Questo, secondo Alicino, accade perché lo specializzando si trova in una condizione di “asimmetria di rapporti” e di “soggezione” nei confronti del professore. E così, "è più portato a subire che non a denunciare”. Il tutto, ricorda Alicino, “a dispetto della legge, che stabilisce chiaramente che gli specializzandi non possono essere sostitutivi del personale di ruolo”. Si tratta di una situazione che per il presidente di Federspecializzandi è indubbiamente “grave”, anche perché “calpesta il diritto del cittadino di avere l’assistenza migliore possibile e il diritto del giovane medico di avere una formazione adeguata secondo le modalità corrette”.
“Il punto – prosegue Alicino – è che non esiste alcun controllo reale e rigoroso sui tirocini. I libretti che dovrebbero certificarlo, come visto, possono essere falsificati facilmente, ma anche là dove i praticantati sono svolti – e, voglio sottolineare, si tratta della maggior parte dei casi – non esiste un modo per assicurare che allo specializzando siano state trasmesse tutte le competenze previste e che lui le abbia effettivamente acquisite”, spiega Alicino. Secondo il quale, infatti, non sempre infatti i tirocini sono all’altezza delle loro funzioni. “In più, tutto questo avviene in modo molto disomogeneo da Regione a Regione, da Scuola a Scuola”.
Per Alicino, se la legge può essere utile a identificare regole e percorsi standardizzati, tuttavia c’è una sola cosa che può assicurare il corretto funzionamento del percorso di qualificazione del medico: “Un salto culturale in avanti. Si tratta di questo, più che di una questione politica o legislativa, perché ci saranno sempre troppe regole che continueranno a sfuggire ai controlli". Una questione culturale, dunque. Perché "troppo spesso lo specializzando è considerato 'mano d’opera a basso costo zero’, purtroppo”. Ma, conclude Alicino, "stiamo lavorando per cambiare le cose. È un percorso tutt’altro che immediato, ma ci stiamo lavorando”.
17 Ottobre 2013
© Riproduzione riservata
Gli speciali
Sanità digitale per garantire più salute e sostenibilità. Ma servono standard e condivisione
I più letti

Inibitori di Pompa Protonica. Aifa introduce una nota che ne regola la prescrivibilità

Schillaci: “Intollerabile che l’accesso alle cure dipenda dal Cap o dal reddito. Difendere universalismo e gratuità del SSN”

Schillaci: “Basta trucchi sull’intramoenia. Manipolare i dati è una questione di onestà”

Richiamo globale su latte artificiale e altri prodotti per neonati per tossina da Bacillus cereus

La Dirigenza delle Professioni Sanitarie: oltre il vicolo cieco di vent'anni di penalizzazioni, un investimento necessario per la salute pubblica

Al via la riforma del Servizio sanitario nazionale. Nascono gli ospedali di terzo livello e quelli "elettivi" senza Pronto Soccorso. Riordino disciplina per medici di famiglia e pediatri

Prevenzione melanoma. Via libera del Senato al testo che istituisce la giornata nazionale. Arriva il consenso informato per l'esecuzione dei tatuaggi

I dieci motivi per cui gli Infermieri con Laurea Magistrale ad Indirizzo Clinico dovrebbero afferire alla Dirigenza

Inibitori di Pompa Protonica. Aifa introduce una nota che ne regola la prescrivibilità

Paziente ucciso da un altro paziente in reparto di Psichiatria. “L’assassino era pericoloso e in attesa di trasferimento in Rems”