Specializzandi. Question time alla Camera. Reggi (Miur): “Governo al lavoro per finanziare più contratti”

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Così il sottosegretario all'Istruzione ha risposto alla Camera all'interrogazione presentata da Gian Luigi Gigli (PI) e sottoscritta da Paola Binetti (PI). Confermata anche la volontà dell'Esecutivo di ridurre la durata dei corsi di specializzazione per poter reinvestire le risorse risparmiate nell'aumento dei contratti di formazione specialistica

"Il ministero dell'Istruzione sta operando d'intesa con il ministro della Salute con l'intento di finanziare un maggior numero contratti specializzazione. Anche sul fronte della durata dei corsi di specializzazione, l'intento è quello di ridurli così da consentire un risparmio di risorse da reinvestire per un ulteriore aumento del numero dei contratti di specializzazione. Per il futuro, poi, si stanno studiando nuove modalità di individuazione dell'effettivo fabbisogno di medici. E' in corso una ricognizione con le Regioni per semplificare la prcedura di individuazione al fine di poter avere un fabbisogno più vicino alle reali esigenze del Paese". Così Roberto Reggi, sottosegretario all'Istruzione ha risposto alla Camera all'interpellanza urgente n. 2-00488, presentata da Gian Luigi Gigli (PI) e sottoscritta da Paola Binetti (PI).

Gigli si è detto parzialmente soddisfatto della risposta fornita dal sottosegretario, constatando che "da parte del Governo qualcosa si sta mettendo in moto". Di fronte a quello definito un "problema esplosivo", Gigli ha parlato di un "sistema schizofrenico" che, da un lato negli ultimi anni ha richiesto l'aumento del numero di medici, mentre dall'altro ha ridotto le possibilità per i giovani camici bianchi di potersi specializzare o accedere ai corsi di medicina generale. "Così si rovina un'intera generazione di giovani medici", ha detto il deputato di Per l'Italia.
"Siamo di fronte a tre possibili strade: l'Italia può decidere di avere meno medici, possiamo scegliere di togliere il prerequisito della formazione specialistica per lavorare all'interno del Ssn, dequalificando in questo modo il sistema, oppure possiamo decidere di investire considerando questo problema una priorità. Dobbiamo non uccidere la speranza dei nostri giovani – ha concluso Gigli -. Se si rendono conto che per loro in questo Paese non c'è speranza di futuro, anche in campo bio-medico ci troveremo a patire una fuga di cervelli".
 
Giovanni Rodriquez

Giovanni Rodriquez

04 Aprile 2014

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