Manovra. La vigilia del CDM. In ballo quasi 4 miliardi di tagli alla sanità nel triennio. E il Patto per la Salute scricchiola. Ma Lorenzin non ci sta e promette battaglia

Manovra. La vigilia del CDM. In ballo quasi 4 miliardi di tagli alla sanità nel triennio. E il Patto per la Salute scricchiola. Ma Lorenzin non ci sta e promette battaglia

Manovra. La vigilia del CDM. In ballo quasi 4 miliardi di tagli alla sanità nel triennio. E il Patto per la Salute scricchiola. Ma Lorenzin non ci sta e promette battaglia
Per la sanità le anticipazioni parlano di una riduzione del Fondo sanitario di 868 mln già da quest'anno e di 1,508 mld a partire dal 2015. Tagli a farmaceutica, privato convenzionato. Interventi anche sugli stipendi per manager e dirigenti a seconda del ruolo e risparmi da beni e servizi. E le Regioni potrebbero far saltare il Patto. Ma il ministro è pronta a vender cara la pelle

La manovra con il decreto per le coperture sugli sgravi Irpef sarà il protagonista sul tavolo del consiglio dei Ministri convocato per oggi pomeriggio alle 15.30. Un confronto che, perlomeno, sulla sanità si preannuncia acceso. In ballo, secondo le bozze del provvedimento (il nome ufficiale è Misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale – Per un’Italia coraggiosa e semplice) circolate negli ultimi giorni parlano di 2,4 miliardi di euro di riduzione al Fondo sanitario per il prossimo biennio. Una cifra sostanziosa e lontana dalle previsioni del Pianeta sanità e che precisamente prevede una riduzione della spesa sanitaria di 868 mln già da quest'anno e di 1,508 mld a partire dal 2015. Numeri che hanno preso in contropiede in primis il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin che ha già annunciato che sarà battaglia.
“Sui tagli alla sanità io sono combattiva fino all’ultimo momento, il sistema nazionale non può reggere tagli lineari”, ha affermato in una conferenza stampa nella sede di Ncd dove ha anche annunciato la sua candidatura alle prossime elezioni europee. E poi sulle bozze circolate chiarisce: “Il testo finale ancora non c’è”. "Lotterò per Patto della Salute – aveva dichiarato stamani a Giovanni Minoli a Mix 24, su Radio 24 – l’accordo con le regioni è ultima chance per nostro servizio sanitario nazionale”
 
Anche perché le Regioni, anche se ancora non ad alta voce, hanno fatto già sapere che se ci saranno i tagli la firma del Patto per la Salute salterà. E con essa tutto il progetto di riassetto del sistema sul quale il ministro ha basato l'intera strategia del suo dicastero. Se la firma del Patto saltasse, tra l'altro, oltre a vanificare il lavoro sui tanti tavoli di intervento (dai ticket, ai Lea, tanto per intenderci) salterebbe anche quell'operazione "spending fai da te" sulla quale avevano concordato Errani e Lorenzin con lo scopo di operare i risparmi in casa, trattenendone i benefici per reinvestirli nel settore. 
 
Tornando al merito delle anticipazioni di ieri, e che finora non hanno trovato smentite, è emerso come gli interventi riguardino la farmaceutica, con un abbassamento dei tetti per territoriale e ospedaliera, nonché l’introduzione delle gare per i generici. Giù anche le tariffe delle convenzioni per specialistica e ospedalità privata, mentre per gli stipendi potrebbero arrivare vari scaglioni di tetto per manager e dirigenti a seconda del ruolo (da 60mila a 168mila euro). Infine, sono preventivati 700 milioni di risparmi (2014-2015) dai beni e servizi.
 
L.F.

L.F.

18 Aprile 2014

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