Management Asl. La “rivoluzione” di Lorenzin. “Un albo professionale per i DG. Più meritocrazia, obiettivi veri e stipendi adeguati”

Management Asl. La “rivoluzione” di Lorenzin. “Un albo professionale per i DG. Più meritocrazia, obiettivi veri e stipendi adeguati”

Management Asl. La “rivoluzione” di Lorenzin. “Un albo professionale per i DG. Più meritocrazia, obiettivi veri e stipendi adeguati”
Ma non basta: “Dobbiamo portare la scelta dei direttori sanitari e dei primari fuori dalla politica. Serve più meritocrazia e un metodo di selezione in cui si applicano merito e capacita di gestione”. Quindi sì ad “un albo professionale per i Dg, che però devono avere degli obiettivi veri, non falsati come avviene spesso oggi”. Così la ministra della Salute oggi alla Cattolica. 

L’agenda di incontri di questa mattina della ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, prevedeva per oggi, tra gli altri, anche una 'lectio magistralis' con consegna dei diplomi post laurea agli studenti dell’Alta Scuola di economia e management dei sistemi sanitari (Altems) dell’Università Cattolica di Roma. La ministra ha parlato a braccio, toccando diversi temi spaziando dalla mancanza di programmazione in sanità, alla necessità che il sistema sia meno “farraginoso” perché ha detto “si fanno troppi passaggi e quando alcuni provvedimenti in discussione in conferenza Stato-Regioni si applicano sono già vecchi, e non più al passo con i tempi”, poi ha parlato della necessità di riformare il modello “io ho chiesto alle regioni, prima che sia attiva la riforma del Titolo V, di cedere una parte della loro sovranità”.
 
La ministra non ha voluto fare accenno a quanto finora emerso nell'inchiesta su Expo 2015, anche se “è argomento di stretta attualità – ha spiegato – io vorrei uscirne”. Ma in ogni caso la parte centrale del suo intervento è stata focalizzata sui manager in sanità. “Noi abbiamo un deficit di programmazione sanitaria – ha affermato il ministro – e un sistema di norme che frena effetti, buona programmazione e soprattutto abbiamo un sistema di arruolamento totalmente falsato. Dobbiamo portare la scelta dei direttori sanitari e dei primari fuori dalla politica. Serve più meritocrazia e un metodo di selezione in cui si applicano merito e capacità di gestione. Io sono favorevole all'istituzione di un albo professionale per i direttori generali, ma anche a dare degli obiettivi veri, non falsati come avviene spesso oggi''.
 
“Tutto ciò che è scientifico – ha aggiunto nel corso della sua lectio magistralis la ministra – deve essere fuori dalla politica, serve un salto culturale di tutti con più meritocrazia nella scelta dei primari e dei direttori generali”.
 
Meritocrazia dunque perché “non è detto che un bravissimo medico sia bravo a fare il direttore sanitario. I manager del settore sanitario – ha continuato Lorenzin – gestiranno un comparto che sarà sempre più importante nel nostro Paese e abbiamo quindi bisogno dei migliori, ma veramente dei migliori”. I migliori però devono anche essere stimolati e, come nel privato, occorre “introdurre dei premi per il raggiungimento degli obiettivi perché un manager è un manager e va trattato in quanto tale”. E dunque occorre tener presente che ai migliori deve esser riconosciuta “una remunerazione all'altezza del ruolo, altrimenti rimarranno nel privato”.
 
Poi la ministra ha parlato delle riforme, lamentando che il sistema è troppo lento e farraginoso. “Alcuni dei provvedimenti in discussione in conferenza Stato-Regioni sono già vecchi, e quando entreranno in azione non saranno più al passo con i tempi”. Secondo Lorenzin “Molte misure che giacciono in conferenza Stato-Regioni, che sono lì da anni, sono già vecchie rispetto ai cambiamenti e ai processi che sono avvenuto sui territori. Dobbiamo trovare un modo non solo per legiferare in maniera più veloce ma anche per attuare le norme più velocemente, e quando ci sono delle situazioni di criticità riuscire anche a cambiarli, essere più elastici e flessibili”.
 
Per questo secondo la Lorenzin non si può aspettare la riforma del Titolo V della Costituzione per agire in campo sanitario, ricordando in proposito di aver “chiesto alle regioni, prima che sia attiva la riforma, di cedere una parte della loro sovranità”. Insomma in questo momento ognuno deve fare la propria parte “per creare un sistema efficiente di valutazione e controllo che non può aspettare la riforma costituzionale”.
 
In più Lorenzin ha ribadito che come “fino ad oggi la politica sanitaria è stata gestita dal ministero dell'Economia, ma dobbiamo riportarla ai manager della salute, perché – spiegato tra gli applausi – un ragioniere non può occuparsi della salute pubblica. Le tabelle che riguardano la rete della riorganizzazione territoriale spesso non funzionano perché non sono realistiche”. Nel pianificare, è l’invito di Lorenzin, specie in sanità “occorre tener presente di tutto perché la sanità è in interconnessione con tutto. E le scelte che si fanno non possono prescindere da questo”. E ai futuri manager presenti nell’Aula della Cattolica ha lanciato un monito “quando dovrete gestire la politica farmaceutica nelle vostre regioni dovrete considerare le ricadute che le vostre scelte avranno sul vostro territorio”.
Il problema sono i soldi che mancano “per questo occorre risparmiare e reinvestire. In modo da spingere sui margini di efficientamento che ancora abbiamo”.
 
Per Lorenzin “possiamo costruire una nuova stagione. Però lo dobbiamo volere tutti e dobbiamo crederci tutti. E tutti dobbiamo fare un passo in avanti”. In veste di ministra ha detto di aspettarsi “da voi un grandissimo impegno perché' voi gestirete il bene comune piu' importante che ci sia: quello della salute delle persone". E in conclusione ha salutato i nuovi manager augurando loro “buon lavoro, perché nelle vostre mani ci sarà molta della nostra vita”. 

14 Maggio 2014

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