Assogenerici: “Equivalenti leva fondamentale per il risparmio, ma ancora penalizzati dal pay-back”
In particolare, nel rapporto si legge che nel 2013 la spesa farmaceutica convenzionata ha raggiunto gli 8,6 miliardi, con una diminuzione del 3,4% (si era ridotta di poco meno del 10% nel 2012). Quindi, una “consistente riduzione” da ricondurre, secondo la Corte dei Conti, “all’effetto combinato di diversi fattori: la riduzione del prezzo medio dei farmaci, per effetto dell’inserimento nel prontuario di nuovi farmaci generici; l’implementazione dell’attività di monitoraggio del livello di appropriatezza delle prescrizioni terapeutiche; i risparmi originati dall’incremento dello sconto sul prezzo dei farmaci a carico di grossisti e farmacisti; la rideterminazione all’11,35 per cento del tetto relativo alla farmaceutica territoriale, al netto degli importi corrisposti dal cittadino per l'acquisto di farmaci ad un prezzo diverso dal prezzo massimo di rimborso stabilito dall'AIFA, con attivazione del meccanismo del pay-back già previsto dalla normativa vigente in caso di superamento del predetto tetto; la crescita della quota di compartecipazione alla spesa a carico del cittadino, in relazione alle misure di compartecipazione adottate in talune regioni sottoposte ai piani di rientro e ai ticket sui farmaci vigenti anche in regioni non sottoposte ai piani di rientro”.
"Ciononostante – continua la nota di Assogenerici -, nel nostro paese i produttori di farmaci equivalenti sono tenuti al pagamento del pay-back in caso di superamento del tetto di spesa programmato come i produttori di branded" e questo, secondo Hausermann, "penalizza ingiustamente tutto un settore che è invece all’origine del risparmio. E’ vero che quella che resta fuori controllo è la spesa farmaceutica ospedaliera, ma – spiega Hausermann – non si può ignorare che il tetto è cronicamente sottostimato, e anche in questo caso esigere il pay back da chi commercializza farmaci a brevetto scaduto, intrinsecamente meno costosi, oltretutto attraverso il meccanismo delle gare, che prevede l’aggiudicazione al prezzo più basso, è un controsenso: questi farmaci devono essere esclusi dal sistema del payback applicato alla spesa ospedaliera”.
“Se si vuole diminuire ulteriormente la spesa, facendo leva sul farmaco equivalente – ha concluso il presidente di Assogenerici – si dovrebbe eliminare dalla normativa italiana il meccanismo del patent linkage, che ritarda l’ammissione alla rimborsabilità dei nuovi farmaci equivalenti, con un mancato risparmio pari a tre milioni di euro al giorno. Un meccanismo, peraltro, che ormai è presente soltanto in Italia, è stato più volte dichiarato illegittimo dalla Commissione Europea e dal Parlamento Europeo, che ha anche votato una proposta di direttiva che ne proibisce l’introduzione nelle normative nazionali”.
04 Giugno 2014
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