La ‘Soft Therapy’ del Policlinico Gemelli: un mix tra terapia psicosociale e un farmaco innovativo
L'opportunità offerta da Nalmefene è quella di passare da un approccio basato sull’astensione totale ad un nuovo approccio basato invece sulla riduzione del consumo, che può rappresentare una tappa intermedia verso la completa astensione. Il nuovo modello è stato adottato per la prima volta, a partire dal mese di marzo, al Day hospital di Psichiatria e Farmacodipendenze del Policlinico “Gemelli” di Roma’. Si basa su tre pilastri: terapia farmacologica a base di Nalmefene, terapia riabilitativa di gruppo e colloqui individuali con il medico orientati alla riduzione del consumo.
“Il nuovo approccio, grazie all’obiettivo più realistico che propone – spiega Luigi Janiri, responsabile della Sub-Unità Alcologica del Day Hospital di Psichiatria e Farmacodipendenze del Policlinico “Gemelli” di Roma, diretto dal Professor Pietro Bria, – ci ha consentito di ‘agganciare’ e prender in carico presso la nostra struttura quelle persone che con molta probabilità non avrebbero iniziato un percorso di cura se la soluzione loro proposta fosse stata ancora l'astensione totale e immediata. Aver proposto un'opzione di trattamento meno radicale rispetto all'astensione, li ha motivati a chiedere aiuto”.
In soli tre mesi, il Day Hospital del Policlinico Gemelli ha ricevuto oltre 70 richieste per entrare in trattamento con la Soft Therapy. Oltre il 60% di queste chiamate sono arrivate da persone che non avevamo mai cercato aiuto per risolvere il loro problema. Circa il 30% è entrato invece in trattamento con il nuovo approccio mentre gli altri necessitavano di un intervento mirato all’astensione immediata.
“Dall’avvio del programma, possiamo già dirci soddisfatti per aver creato le condizioni per l’emersione quantomeno di una parte del sommerso, – conclude Janiri, – e per essere intanto riusciti a costituire e a mantenere attivo il gruppo riabilitativo e, soprattutto, per essere finalmente in grado di dare una risposta a persone che fino a ieri erano destinati ad arrendersi all’alcol. Attendiamo con ansia che questo nuovo farmaco riceva la rimborsabilità anche in Italia, come già avvenuto negli altri paesi europei. In questo modo, i nostri pazienti potranno così beneficiare di un trattamento per la loro patologia non più a loro spese ma a carico del Ssn”.
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20 Giugno 2014
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