Basilicata. Pittella “A breve schema di legge su eterologa”

Basilicata. Pittella “A breve schema di legge su eterologa”

Basilicata. Pittella “A breve schema di legge su eterologa”
Il presidente della regione ha riferito che a breve proporrà per la Basilicata “uno schema che segua le indicazioni date in Conferenza” ieri. Pittella comunque si augura che il Parlamento legiferi in materia per colmare “un vuoto normativo non più tollerabile” e che lo faccia aprendo “al confronto e al dibattito con Chiesa, associazioni e comunità”. 

Dopo la Toscana che ha fatto da apripista, si allarga dunque il fronte delle regioni che si stanno attrezzando per fornire ai propri residenti la possibilità di diventare genitori grazie anche al ricorso della fecondazione eterologa. Sarà la Basilicata, infatti, che dopo le indicazioni date ieri dalla Conferenza delle regioni, a predisporre uno schema affinché “la fecondazione eterologa sia inserita nei Livelli essenziali di assistenza e che per le donne fino a 43 anni il costo sia sostenuto dal sistema sanitario nazionale”.
 
Ad annunciarlo è lo stesso governatore Marcello Pittella che ha riferito che “a breve” proporrà “al Consiglio regionale di Basilicata, uno schema che segua le indicazioni date in Conferenza”.
 
Per Pittella si tratta infatti di “una grande conquista di civiltà, un passo compiuto dal Paese nella direzione del riconoscimento di diritti e progresso. Va dunque valutata con favore l'approvazione all’unanimità da parte dei presidenti di Regione delle linee guida sulla fecondazione eterologa”.
 
Il presidente della Basilicata ricorda dunque che “nella condivisione totale è stata tracciata la cornice regolamentare entro la quale le Regioni potranno muoversi normando e deliberando in materia, a cominciare da quelle che presentano centri abilitati alla procreazione medicalmente assistita. Si uniformano così in tutta Italia le procedure per la Pma”.
 
In conclusione Pittella ha auspicato che il Parlamento legiferi in materia per colmare “un vuoto normativo non più tollerabile” e che lo faccia aprendo “al confronto e al dibattito con Chiesa, associazioni e comunità”.

05 Settembre 2014

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