Violenza contro le donne. Le iniziative nelle Regioni
Il presidente della regione Puglia, Nichi Vendola, spiega il bando di un concorso di idee nel marzo scorso con l’obiettivo di spingere le scuole a riflettere sui temi della violenza di genere e del femminicidio: “volevamo dire chiaramente che la violenza sulle donne è il raccapricciante esito di una cultura sessista e discriminante che ha radici molto lontane”. E’ stata così promossa l’elaborazione di soluzioni artistiche in forma di claim, spot o video per arricchire la campagna di comunicazione già avviata un anno fa sul tema “Troppo amore: sbagliato”.
La Regione Lombardia tenta di arginare il fenomeno stanziando 1 milione di euro all'anno. "E' la stessa cifra – ha spiegato Paola Bulbarelli (assessore regionale alla Casa, Housing sociale e Pari opportunità) – che il Governo mette a disposizione per tutto il Paese. E' evidente che c'è qualcosa che non va. A questa stregua mi auguro che il Dl Stabilità non vada a toccare anche quei pochi fondi che abbiamo a disposizione". Risorse che Regione Lombardia usa anzitutto per incrementare la rete a sostegno delle vittime, i 25 centri antiviolenza, "che speriamo di poter portare presto a 50", e le case rifugio, "la prima sicurezza per coloro che hanno avuto il coraggio di uscire allo scoperto e vogliono rifarsi una vita".
In Venetosi segnala l’iniziativa “Posto occupato”, che l’assessore regionale alle politiche di genere, Maria Luisa Coppola, ha proposto a tutti i Comuni, le Province e le Aziende Ulss del Veneto. “E la risposta è stata finora entusiasmante”.
La Provincia autonoma di Bolzano ha presentato la “App” contro la violenza sulle donne. La "App per le ragazze" è stata sviluppata dalla Commissione provinciale per le pari opportunità per le donne e il Servizio donna. L'assessore Martha Stocker, ha sottolineato come sia di “fondamentale importanza informare le ragazze e le giovani donne sulle varie forme di violenza contro di loro”.
La Regione Lazio raddoppia il numero delle strutture per il contrasto alla violenza sulle donne ed estende la rete regionale dei servizi antiviolenza a tutte le province del Lazio. E' quanto prevede una delibera approvata dalla giunta.
“Il Lazio cambia – spiega Nicola Zingaretti – anche nell'attenzione nei confronti delle donne e di coloro che hanno subito violenza. Noi vogliamo evitare che oltre l'onta della violenza fisica, si aggiunga la violenza della solitudine. Avevamo promesso una nuova legge e l'abbiamo fatta: punta sulla prevenzione, sull'informazione, sulla sensibilizzazione nelle scuole e poi soprattutto raddoppiamo i centri antiviolenza”.
Il presidente della Toscana, Enrico Rossi, rileva che “la violenza sulle donne è ovunque e riguarda tutti noi. In Toscana 28 donne uccise negli ultimi 4 anni e 119 bambine abusate nel 2013. Nessun uomo pensi 'Io non lo faccio' e quindi non mi riguarda. Nessuna donna pensi 'A me non è mai successo' e quindi non mi riguarda. Smetterà di riguardarci solo quando nessuno abuserà più di una bambina o di una donna. Nessuno si senta escluso”.
Infine il presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, rilancia l'auspicio che nelle prossime settimane il Consiglio regionale possa approvare il disegno di legge per le politiche di genere e per una nuova civiltà delle relazioni tra donne e uomini. "Che ci permetterà – ha affermato Marini – anche di tutelare e difendere le donne vittime di violenza, ma soprattutto continuare a mettere in campo la rete dei servizi necessaria a produrre quei cambiamenti culturali e sociali indispensabili per costruire il rispetto di genere e di tutte le donne".
Fonte: Regioni.it
25 Novembre 2014
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