Silvestro: “Il futuro della sanità è nelle reti, anche professionali. Medici compresi”
In questo quadro, ha continuato Silvestro, va discusso del ruolo dell’infermiere libero professionale, questa figura, ha detto, “da sola non va da nessuna parte, vanno cioè create le condizioni per fare sistema”.
Tutto ciò mantenendo e rivendicando “la specificità di noi infermieri, intercettando l'alta domanda, sempre più crescente, di assistenza”.
“Il Sistema sanitario italiano – ha spiegato la presidente Ipasvi – purtroppo non è ancora attrezzato per far fronte agli epocali cambiamenti demografici, sociali e patologici della popolazione residente in Italia. Da questo punto di vista diventa centrale il nostro approfondimento costante e quotidiano per meglio inquadrare i bisogni di salute del cittadino attraverso processi di assistenza che abbiamo già dimostrato di saper gestire”.
“Questo dato di fatto, che è anche nostra ferma consapevolezza da sempre ha aggiunto ancora Silvestro – sta nuovamente alimentando resistenze da parte della classe medica, soprattutto dopo l'approvazione del comma 566 della legge di stabilità 2015 che rende finalmente ineludibile e certo l'iter di ridefinizione dell'organizzazione del lavoro dei professionisti sanitari e per un ridisegno dei processi di cura e di assistenza coerente con le aspettative degli assistiti oltre che con l’evoluzione scientifica e tecnologica di tutte le professioni sanitarie”.
“Un comma non aggiunto per caso – ha ricordato Silvestro – ma per dare una risposta concreta ad una domanda di cambiamento ben percepibile nella società contemporanea”.
“Da questo punto di arrivo non si torna più indietro – ha concluso la presidente Ipasvi – anzi, si riparte da qui per una riorganizzazione del lavoro nelle strutture pubbliche dove il dispiegamento delle potenzialità delle diverse professioni, a cominciare proprio da quella infermieristica, può consentire di recuperare efficienza e appropriatezza nella risposta sociosanitaria”.
Nel corso del convegno si è affrontata inoltre la situazione presente di affanno per tutti i liberi professionisti italiani e le problematiche connesse alle norme vigenti sull'assicurazione professionale. Qualità della prestazione, approfondimento disciplinare, studio e confronto degli esiti sono i fattori di successo individuati dal Comitato centrale Ipasvi per contrastare la concorrenza sleale da parte di chi infermiere non è o anche di chi eroga prestazioni in modo irregolare. Pratiche sleali aumentate in tempi di persistente crisi economica, che vanno però ridimensionate solo attraverso una costante crescita professionale e non tramite arroccamenti.
11 Gennaio 2015
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