Giannini in audizione su laurea e specializzazione: “Modello francese al momento non proponibile”. E su specializzazioni:“Con decreto riordino 700 borse in più”

Giannini in audizione su laurea e specializzazione: “Modello francese al momento non proponibile”. E su specializzazioni:“Con decreto riordino 700 borse in più”

Giannini in audizione su laurea e specializzazione: “Modello francese al momento non proponibile”. E su specializzazioni:“Con decreto riordino 700 borse in più”
La firma del decreto sulle specializzazioni forse già stasera o domani. Il ministro: "Rispetteremo le scadenze e la prova sarà entro aprile". "Vogliamo coinvolgere le Regioni in una rete formativa nazionale, in questo modo si potrebbero avere un altro migliaio di borse in più".

"Se, teoricamente, il miglior sistema di valutazione possibile per una Facoltà che necessità di un numero programmato di laureati come Medicina, non dovrebbe concentrarsi su semplici risposte a quesiti che vanno anche al di fuori delle competenze richieste, dobbiamo anche considerare che modelli diversi, come quello francese, che reputo anche eticamente più sostenibile, non potrebbero essere adottati nell'immediato perché gli ostacoli che ci troveremmo ad affrontare potrebbero procurare danni enormi". Così il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, è intervenuta oggi per  il seguito dell'audizione sugli orientamenti del Governo in materia di accesso ai corsi di Laurea e alle scuole di specializzazione in Medicina, presso le Commissioni riunite Cultura e Affari sociali.

Il ministro è tornato poi a ribadire che in Italia "abbiamo una cifra spropositata di persone che tentano l'accesso alla Facoltà di Medicina". Vista anche la mancanza di un orientamento già dalle scuole superiori che faccia loro comprendere le loro reali motivazioni e attitudini per questo percorso, senza l'attuale test d'ingresso "ci troveremo una massa critica di studenti con una 'mortalità accademica precoce' e con risultati non qualitativamente accettabili e vantaggiosi né per loro né per lo Stato". Questo lavoro spetta alle Università: "Sono le Università – ha riferito il ministro – a dover accompagnare i ragazzi in quest'attività di orientamento e di approfondimento di conoscenza e contenuti. In questo modo potremmo anche sottrarre gli studenti e le loro famiglie ad una vera e propria speculazione messa in atto da parte di enti privati e agenzie, intorno alla preparazione per il test di ingresso".
 
Il modello francese resta, però, non deve essere scartato del tutto. Resta un'alternativa valida, ma solo in prospettiva. "Sarà possibile cambiare gli attuali criteri di accesso  quando non avremo più, come oggi, oltre 100mila aspiranti medici, ma circa 25-30mila candidati correttamente motivati e qualificati", ha aggiunto Giannini.

Il ministro ha poi affrontato i nodi relativi alle specializzazioni. "All'interno del tavolo tecnico del Patto per la salute, a cui partecipano le Regioni e il ministro della Salute Lorenzin – ha detto – abbiamo sollevato il problema delle borse di studio. Quest'anno grazie ad un finanziamento extra possiamo dare 700 borse in più. Ora aspettiamo che il Mef faccia un analogo sforzo". Sul decreto per il riordino approvato in via definitiva dal Consiglio superiore di sanità. "Non ho dubbi che rispetteremo la scadenza del 28 febbraio e, di conseguenza, la prova sarà entro aprile", ha aggiunto (in proposito l'ufficio stampa del Miur da noi contattato ha precisato che la firma del decreto potrebbe avvenire già stasera o domani).

"Poi vogliamo coinvolgere anche le Regioni – ha concluso il ministro – all'interno di una rete formativa nazionale sotto il controllo del Governo con percorsi di formazione anche in ospedali non prettamente universitari. Se questo strumento venisse messo a sistema con accreditamenti rigorosi per i corsi delle scuole di specializzazione dei policlinici e per quelli non gestiti dalle università, ma sotto l'egida delle Regioni, si potrebbe arrivare ad un altro migliaio di borse in più". 

27 Gennaio 2015

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