Non autosufficienza. M5S: “In Patto Salute violazioni normativa europea. Senza fondi nelle casse regionali molti malati rischiano di non ricevere assistenza”

Non autosufficienza. M5S: “In Patto Salute violazioni normativa europea. Senza fondi nelle casse regionali molti malati rischiano di non ricevere assistenza”

Non autosufficienza. M5S: “In Patto Salute violazioni normativa europea. Senza fondi nelle casse regionali molti malati rischiano di non ricevere assistenza”
Lo denunciano, in una lettera aperta indirizzata al Commissario Vytenis Andriukaitis, i parlamentari italiani ed europei del Movimento. “Accettare che le prestazioni domiciliari, semi-residenziali e residenziali possono essere fornite ‘nei limiti delle risorse disponibili’ significa permettere alle istituzioni italiane di non stanziare i finanziamenti”. 

Gli interventi relativi alla non autosufficienza contenuti nell’ultimo Patto per la Salute, in particolare nei commi 1 e 2 dell’articolo 6, sono “discriminatori per i malati poiché in contrasto con la normativa vigente, oltre che con i principi sanciti in particolare negli articoli 10, 19 e 168 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), assicurando da un lato la copertura del servizio a soggetti con una sicura prospettiva di guarigione, e garantendo dall’altro solo parziale assistenza a chi invece, verosimilmente, potrà guarire con una probabilità statisticamente inferiore o, peggio ancora, non potrà mai guarire”. Lo denunciano i parlamentari, italiani ed europei, del M5S in una lettera aperta indirizzata a Vytenis Andriukaitis, Commissario Europeo per la salute e la sicurezza alimentare.

Il testo sottolinea inoltre che numerosi pazienti, in assenza di fondi specifici nelle casse regionali, rischiano “concretamente di vedersi negata integralmente l’erogazione dell’assegno per le cure domiciliari”. I parlamentari a cinque stelle ricordano, invece, che “tutti i cittadini malati, che siano bambini, giovani, adulti, anziani, ricchi, poveri, provvisti o meno di famiglie amorevoli e congiunti che stanno loro vicino oppure no, hanno invece equamente esigenza e diritto in base alla normativa vigente, italiana ed europea, alle prestazioni sanitarie indifferibili in tutti i casi in cui l’infermità non può, per qualsiasi motivo essere curata a domicilio dai parenti che volontariamente si sostituiscono al Servizio sanitario nazionale”.

Anche perché, osservano, accettare che “le prestazioni domiciliari, semi-residenziali e residenziali, che incidono profondamente sugli aspetti vitali e di tutela della salute delle persone sopra indicate e dei loro congiunti, possono essere fornite ‘nei limiti delle risorse disponibili’ significa permettere alle istituzioni italiane di non stanziare i finanziamenti indispensabili alla presa in carico sanitaria e sociosanitaria delle persone non autosufficienti e – conclude la lettera – di considerarle come individui indegni di ricevere le prestazioni indifferibili ed indispensabili per garantire la loro esistenza”.
 

22 Luglio 2015

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