Intervista a Lucignani (Aimn): “Per l’Italia non ci sono rischi per la salute da radiazioni”
Professore Lucignani, gli italiani hanno qualcosa da temere dall’incidente alla centrale giapponese di Fukushima?
Assolutamente no. Al momento non esiste alcun rischio per la salute nel nostro Paese. In ogni caso c’è un monitoraggio capillare continuo sul territorio per intervenire tempestivamente in caso di esposizione. Se ci fosse necessità, c’è anche un piano già predisposto per l’applicazione di un’attività di prevenzione. Oggi, però, non c’è nulla da temere e alcuna ragione di prevenzione.
Si stanno tuttavia registrando casi di persone che si recano in farmacia chiedendo ioduro di potassio..
Invito gli italiani a informarsi, anche attraverso il sito del ministero, dove si sottolinea chiaramente che attualmente in Italia non c’è alcuna ragione per l’uso di questo preparato, la cui somministrazione deve comunque essere seguita dal controllo medico. Anzi, occorre mettere in guardia dai possibili danni derivanti dall’assunzione di questo preparato. In pratica, chi assume ioduro di potassio rischia un danno maggiore da effetti collaterali che dalle radiazioni per le quali oggi, in Italia, non c’è alcun pericolo.
Per ritirare lo ioduro di potassio in farmacia è comunque necessaria la ricetta medica. Il controllo delle paure ingiustificate dovrebbe quindi partire dai medici?
Non mi risulta che i medici di medicina generale stiano facendo prescrizioni di questo tipo. Se così fosse, l’invito è di fermarsi. E quello rivolto alle farmacie è di non dispensare il farmaco. Ci preme sottolineare ancora una volta che attualmente l’assunzione di ioduro di potassio è ingiustificata mentre esistono dei rischi di effetti collaterali. Se i medici lo prescrivono sulla base di richieste del cittadino, sappiano che stanno danneggiando la salute del paziente.
Qual è il ruolo dei medici e delle farmacie in questo contesto?
Di sorveglianza, senz’altro. Ma in caso di contaminazione non spetta ai medici di medicina generale né alle farmacie territoriali intervenire. A questo scopo sono stati identificati precisi centri specializzati in Medicina nucleare che hanno il compito di monitorare la situazione e di effettuare i controlli sulle persone che temono di essere state contaminate. Ma questo riguarda solo le persone provenienti dal Giappone, perché per gli altri cittadini non esiste alcun rischio di contaminazione. In ogni caso, se ci fosse un allarme, è a questi centri che il cittadino deve rivolgersi. Le somministrazioni devono essere gestite esclusivamente all’interno delle strutture predisposte in caso di incidente nucleare.
Quali sono stati i risultati dei controlli sulle persone tornate dal Giappone dopo l’incidente alla centrale nucleare?
Alcune sono risultate contaminate da una piccola quantità di materiale radioattivo ma le loro condizioni di salute, secondo quanto riferito dai centri, non destano preoccupazione.
A queste persone vengono somministrati farmaci?
Ogni intervento dipende dalla concentrazione di radionuclide e della tipologia che si ritrova nelle urine. Ma neanche nel caso di presenza di tracce di radioattività è giustificata l’assunzione di ioduro di potassio. Questo per diverse ragioni. Anzitutto ci sono delle soglie di radioattività che segnano il momento in cui è necessario ricorrere al farmaco. Inoltre occorre ricordare che lo ioduro di potassio non protegge da altre sostanze radioattive né elimina lo iodio radioattivo già incorporato. Se quindi ci sono persone provenienti dal Giappone che hanno incorporato alti livelli di iodio radioattivo, lo ioduro di potassio non servirebbe comunque a nulla.
Quale consiglio vuole dare agli italiani?
Agli italiani chiediamo di non farsi prendere dal panico senza motivo. E di non pretendere il farmaco dal medico di famiglia e dalla farmacia del territorio. Se ci fosse un allarme, ed oggi non c’è, a gestirlo saranno le autorità sanitaria e i centri predisposti e pronti a farlo.
L. C.
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23 Marzo 2011
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