Umbria, Toscana e Marche firmano un patto per formare una “macroregione”

Umbria, Toscana e Marche firmano un patto per formare una “macroregione”

Umbria, Toscana e Marche firmano un patto per formare una “macroregione”
Toscana, Umbria e Marche “si assomigliano”. Hanno “numeri, necessità ed opportunità comuni” e  “possono dunque formare utilmente una macroregione. Soprattutto possono integrare molti servizi tra loro”. Questo lo scopo del Patto siglato nel fine settimana da Enrico Rossi, Catiuscia Marini e Luca Ceriscioli. Tra i primi interventi, la creazione di un'unica centrale acquisti per la sanità.

Insieme è meglio per tutti. Ne sono convinti i presidenti di Toscana, Umbria e Marche, cioè Enrico Rossi, Catiuscia Marini e Luca Ceriscioli, che per questo hanno sottoscritto nel fine settimana quello che loro stessi hanno definito, scherzando, “il patto del Sagrantino", vino rosso umbro con cui  hanno brindato sabato a pranzo. Lo scopo è creare una "macroregione" per "integrare molti servizi tra loro". Un progetto reso possibile perché Toscana, Umbria e Marche “si assomigliano” e hanno “numeri, necessità ed opportunità comuni”.

L'accordo a cui hanno dato il via libera i tre presidenti, illustrato in una nota della Regione Toscana, è un doppio binario, “con un occhio volto al presente e l'altro puntato un po' più avanti nel tempo, strabico come deve essere la politica”. I lavori comincerebbero subito per un progetto concreto di collaborazione tra le tre Regioni che possa mettere insieme, ad esempio, centrali acquisti e enti pagatori, servizi e politiche di programmazione, la gestione dei fondi comunitari o la forza di tre economie a vantaggio di export, turismo e internazionalizzazione. In parallelo, proseguirà "un dibattito non astruso e che coinvolga dal basso le tre comunità, con lo sguardo volto più avanti e sapendo che in Italia si discute di rivedere i confini regionali, per iniziare a capire se una macroregione dalla Toscana all'Umbria alle Marche, una regione che si affaccerebbe su due mari, possa nascere e come la si possa costruire”.

“Venti regioni in Italia penso che oggi siano troppe", ha affermato il presidente della Toscana, Enrico Rossi, che un mese fa aveva lanciato l'idea di un'alleanza tra le  tre regioni. Per Rossi, “intanto si potrebbe da subito dar vita ad un'unica centrale acquisti per la sanità". Una sanità  di tre regioni “virtuose e tra i primi cinque posti della graduatoria nazionale”, sottolinea la nota Toscana.

“Siamo tutte – ha ribadito Catiuscia Marini, secondo quanto riferito dall’Ansa – fra le prime cinque amministrazioni regionali in Italia nella gestione dei servizi sanitari. Abbiamo quindi dimostrato già singolarmente grandi capacità di governo". "Noi ragioniamo quindi – ha spiegato la presidente umbra – non come Regioni che zoppicano su politiche fondamentali (fondi europei, oltre che sanità, per parlare di due grandi macroaree di competenza) ma come Regioni che hanno già retto la prova". "Quindi il tema – ha aggiunto – è di sostanza, cioè fare insieme delle cose con la forza economica e anche di immagine che abbiamo, anche a livello internazionale".

Anche per il presidente delle Marche, Luca Ceriscioli, "oltre al disegno più ampio c'è la capacità, lavorando insieme, di mettere subito a frutto risultati".

Il dibattito su un'unica macroregione, sottolineano i tre presidenti, dovrà coinvolgere i consigli regionali ma anche il mondo delle imprese. Non dovrà essere una soluzione calata dall'alto né il frutto di un laboratorio a freddo.  Il prossimo passo sarà quello di produrre un documento, probabilmente già all'inizio del 2016, che sarà sottoposto ai consigli regionali.

23 Novembre 2015

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