Epatite C. Pitruzzella (Agcm): “La trasparenza è la regola, ma la riservatezza può essere motivata dall’ottenimento di prezzi più bassi”

Epatite C. Pitruzzella (Agcm): “La trasparenza è la regola, ma la riservatezza può essere motivata dall’ottenimento di prezzi più bassi”

Epatite C. Pitruzzella (Agcm): “La trasparenza è la regola, ma la riservatezza può essere motivata dall’ottenimento di prezzi più bassi”
Così il presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, è intervenuto oggi in commissione Affari Sociali nell’ambito della discussione della risoluzione sulla trasparenza degli accordi stipulati dall’Aifa con le case farmaceutiche. "Per superare i problemi che oggi si riscontrano si dovrebbe ragionare su come intervenire a livello europeo per poter armonizzare e calmierare i prezzi di questi farmaci". IL VIDEO INTEGRALE.

"La regola generale da seguire è quella della trasparenza dei prezzi. La riservatezza, come eccezione, può però in alcuni casi essere motivata in rapporto ad un vantaggio specifico dell’acquirente, e quindi all'ottenimento di prezzi sensibilmente più bassi". Così il presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, Giovanni Pitruzzella, è intervenuto oggi in audizione in commissione Affari Sociali alla Camera, nell’ambito della discussione della risoluzione sulla trasparenza degli accordi stipulati dall’Aifa con le case farmaceutiche per la fornitura di farmaci innovativi.
 
Il presidente dell’Agcm ha precisato innanzitutto che, rispetto ai possibili effetti anticoncorrenziali attribuiti alla delibera dell’Aifa da una segnalazione pervenuta da un gruppo di parlamentari, l’accordo stabilito dall’Agenzia con la società Gilead per l’acquisto delle specialità medicinali Sovaldi e Harvoni prevedeva un meccanismo di sconti prezzo/volume, con la restituzione da parte dell’impresa (cosiddetto pay-back) di somme alle Regioni quale rimborso di pagamenti sugli acquisti già effettuati. Successivamente, l’Aifa ha stabilito che questi rimborsi non avvenissero più con versamenti monetari diretti, bensì attraverso l’emissione di “note di credito” alle amministrazioni regionali sui futuri acquisti.
 
Perciò, come ha spiegato Pitruzzella in audizione, “l’Autorità ha prontamente avviato un approfondito confronto con Aifa per comprendere le ragioni della modifica del regime di rimborso”, prendendo atto che era dovuto a “una grande mole di pagamenti ancora inevasi da parte di strutture sanitarie locali”. Da qui, la richiesta di “eliminare comunque ogni possibile dubbio concorrenziale a mezzo di un parere ex articolo 21 bis indirizzato ad Aifa”.
 
Il problema di fondo, secondo l’Antitrust, è che “l’assenza di armonizzazione della materia a livello Ue, dovuta al mantenimento delle relative competenze in capo agli Stati membri, ha fatto sì che la questione dei prezzi dei farmaci sia stata lasciata alla gestione a livello nazionale”. Le imprese farmaceutiche invece definiscono sconti e politiche di prezzo a livello globale, “con una sorta di asimmetria operativa che rende molto difficile giungere a soluzioni soddisfacenti per tutte le parti coinvolte”. A tutto ciò, s’aggiunge il rischio che “ove si perseguano prezzi ritenuti troppo bassi dalle imprese, queste potrebbero anche decidere – in virtù del principio della libertà d’impresa – di non rifornire dei propri prodotti un intero Stato”. A parere dell’Autorità, un contesto del genere “sembra effettivamente richiedere un rafforzamento della governance sanitario-farmaceutica in termini di contrattazione dei prezzi”.
 
“Una valutazione sull’opportunità di tali accordi di riservatezza – ha proseguito Pitruzzella – deve essere svolta dunque tenendo conto di un bilanciamento tra effetti a esclusivo vantaggio dell’impresa ed effetti a vantaggio del sistema sanitario nazionale e necessita di un’analisi caso per caso”. Il presidente dell’Antitrust ha concluso quindi il suo intervento davanti alla Commissione Affari sociali sottolineando che “in una prospettiva pro-concorrenziale è pacifico che un equilibrato confronto tra domanda e offerta comporti benefici di welfare generale: in quei casi in cui è possibile che gli acquisti di prodotti farmaceutici avvengano attraverso procedure di evidenza pubblica, si avranno garanzie di trasparenza dei prezzi e si eviteranno asimmetrie informative”.
 
Giovanni Rodriquez

 

Giovanni Rodriquez

02 Marzo 2016

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