Il governo della farmaceutica. Lorenzin e De Vincenti: “Dal tavolo della farmaceutica nuove soluzioni per tenere sotto controllo la spesa e garantire l’innovazione”. E intanto l’ospedaliera sfonda il tetto per 1,8 mld. Il convegno di Astrid

Il governo della farmaceutica. Lorenzin e De Vincenti: “Dal tavolo della farmaceutica nuove soluzioni per tenere sotto controllo la spesa e garantire l’innovazione”. E intanto l’ospedaliera sfonda il tetto per 1,8 mld. Il convegno di Astrid

Il governo della farmaceutica. Lorenzin e De Vincenti: “Dal tavolo della farmaceutica nuove soluzioni per tenere sotto controllo la spesa e garantire l’innovazione”. E intanto l’ospedaliera sfonda il tetto per 1,8 mld. Il convegno di Astrid
Ieri sera la fondazione presieduta dall'ex ministro e consigliere speciale di Renzi, Franco Bassanini. Esclusa l'ipotesi del tetto unico si lavora a diverse soluzioni. Dal potenziamento del ruolo delle farmacie ospedaliere per gli acquisti centralizzati alla possibilità di rimborsi utilizzando il sistema del Drg. Ma al momento, in realtà, non è stato ancora deciso nulla. 

“Il meccanismo che regola la spesa territoriale funziona perfettamente, mentre la spesa ospedaliera è fuori controllo e nel 2015 ha fatto emergere un buco di 1,8 miliardi a causa di un tetto troppo basso e del rapido cambiamento dei farmaci che, per le strutture, ha comportato problemi nell’acquisto e nella gestione”. E’ il ragionamento formulato dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, nel corso di un intervento presso il seminario ‘Investire e crescere in Italia, il ruolo dell’industria del farmaco’ promosso dalla Fondazione Astrid. “Occorrono quindi nuovi meccanismi e proprio in questi giorni, nell’ambito del tavolo per la farmaceutica – ha spiegato – stiamo cercando di metterli a punto. Le dinamiche degli ultimi anni hanno funzionato, pur tra luci e ombre, e ci hanno consentito di garantire l’accesso al farmaco anche nei momenti di crisi più dura. Mi auguro che i nuovi modelli elaborati dal tavolo possano risultare utili per i prossimi 5-10 anni”.

Lorenzin ha poi sottolineato che la chiave di volta risiede “nella produzione di informazioni certe e in tempo reale, grazie a flussi di dati omogeneizzati lungo tutto il territorio nazionale. La tecnologia, infatti, ci consente questo e anche di più. Per esempio possiamo migliorare le procedure di gestione, in termini di efficienza, presso le farmacie ospedaliere, in particolare tramite il fascicolo elettronico e automatizzando gli acquisti, elemento che consentirebbe di risparmiare circa il 20%”. Altro tema nodale riguarda i fondi per i farmaci. “La mia idea è costruirne uno ad hoc per gli innovativi, perché non basta soltanto quello per l’epatite”. Allo stesso tempo, però, la ricerca “non può concentrarsi soltanto sugli innovativi, escludendo gli antibiotici con tutte le drammatiche conseguenze che stiamo rilevando”. Nel complesso, a livello sistemico, “la grande sfida è riuscire, contemporaneamente, a controllare i prezzi e ad aprire il mercato”.

Sul tema si è espresso anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti, colui che ha ideato il meccanismo del payback. “La farmaceutica in Italia può contare su un punto di forza – ha sottolineato: il rapporto con il Ssn che svolge una funzione di controllo imprescindibile. Anche grazie a questo elemento la percezione all’estero del sistema di regole che governa il comparto è nettamente migliorato”. Per quanto concerne i tetti “introdurne uno che includa sia la territoriale che l’ospedaliera sarebbe sbagliato e deleterio, in quanto si tratta di due dinamiche troppo differenti. Stiamo invece ragionanando sulla fattibilità di applicare la logica del rimborso a Drg, che comprende anche il farmaco, estendendolo anche alla sanità pubblica, anche se in questo caso il rischio sarebbe quello di non riuscire a tenere dentro gli innovativi perché non potremmo pensare di aggiornare continuamente i valori dei Drg. Il tavolo apposito sta lavorando intensamente per varare una soluzione efficace”.

Nel corso del seminario promosso da Astrid è stato presentato uno studio composto da nove contributi di esperti di diversa estrazione, dal mondo istituzionale a quello delle Università e della ricerca, coordinati da Nicola C. Salerno: Paolo Bonaretti, Giuseppe Cananzi, Mauro A.M. Carai, Giancarlo Colombo, Ludovica Durst, Stefano Firpo, Simone Ghislandi, Claudio Jommi, Edwin Morley Fletcher. Il documento contiene dieci proposte per rilanciare l’economia, ridefinendo la politica industriale nel settore farmaceutico e assicurando la sostenibilità della spesa sanitaria di fronte alla sfida dei farmaci innovativi.
 
Gli autori evidenziano che pilastro irrinunciabile per attirare investimenti sono la stabilità e la prevedibilità dell’ambiente operativo: di qui la necessità di rendere strutturali i due strumenti di incentivazione recentemente introdotti per promuovere le spese di investimento in R&S, il credito d’imposta ed il patent box. “La farmaceutica è uno dei settori trainanti e strategici dell’economia italiana: occorre ripensare le politiche industriali e sanitarie per salvaguardare il patrimonio esistente e rinnovarlo per il futuro. Ed è importante farlo facendo ragionare insieme il mondo della ricerca, quello delle istituzioni e quello delle aziende” ha ragionato il presidente di Astrid, Franco Bassanini.

A livello di risorse, invece, un punto chiave è l’eliminazione di rendite e sprechi lungo tutta la filiera del farmaco, dall’efficientamento della distribuzione al dettaglio alla centralizzazione degli acquisti ospedalieri. Risparmiare di più sulla fascia A, cioè sui farmaci distribuiti in farmacia (in particolare incentivando la concorrenza di prezzo tra gli equivalenti a brevetto scaduto) significherebbe, teorizza lo studio, liberare risorse per i farmaci ospedalieri, la c.d. fascia H, dove si concentreranno i prodotti innovativi nei prossimi anni. In attesa che al meccanismo attuale di governo della spesa, tramite i tetti ed il ripiano a carico della filiera (pay back), subentrino modelli innovativi di definizione del prezzo, che valorizzino l’innovazione farmaceutica parametrando il prezzo di rimborso all’efficacia dimostrata.

“Il problema più complesso, la sfida più grande – ha osservato Nicola Salerno – è capire come migliorare la governance annuale deputata a ricreare coerenza tra programma di spesa e spesa effettiva. Il futuro potrebbe consistere in una contrattazione del prezzo sulla base del valore curativo. I tetti si sono configurati come strumenti insufficienti, ma senza una nuova governance è difficile rinunciarvi. Nel complesso occorre destinare all’innovazione tutte le risorse che riusciremo a liberare”.
 
Gennaro Barbieri

Gennaro Barbieri

17 Marzo 2016

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