Critiche anche dagli anestesisti Aaroi-Emac: “Si introducono elementi pericolosi”
Secondo il sindacato degli anestesisti “la prima sarebbe la convinzione che debba essere unicamente la donna a scegliere il percorso nascita più adeguato, in modo totalmente svincolato dalle esigenze e dalle indicazioni sanitarie e, soprattutto, dei più elementari criteri di sicurezza clinica. La seconda uno screditamento del rapporto fiduciarioche normalmente intercorre tra gli Operatori Sanitari e gli Utenti delle prestazioni sanitarie, in questo caso le future mamme, a danno soprattutto di queste e dei nascituri”.
“Cos’altro vorrebbero dire, ad esempio, i seguenti passaggi della Proposta di Legge? – si chiede l’Aaroi – . ART. 2. (Diritti della partoriente e consenso informato, libero e consapevole).
1. La partoriente è titolare dei diritti fondamentali della persona, senza alcuna limitazione nel periodo del travaglio e del parto e, in particolare, dei seguenti diritti:
…
c) redigere un piano del parto che ha carattere vincolante per la struttura ospedaliera prescelta;
…
e) ricevere un secondo parere medico prima di essere sottoposta a qualsiasi intervento medico invasivo o chirurgico.”
Per il sindacato “il punto c) creerebbe inevitabilmente situazioni di irrigidimento di decisioni cliniche, che invece, soprattutto nei Punti Nascita, è spesso indispensabile variare in tempi immediati. Il punto e) comporterebbe invece, di fatto, inaccettabili ritardi in tutte le procedure cliniche invasive (compresa, per esempio, la partoanalgesia), e particolarmente quando esse devono giocoforza essere altrettanto immediate. Ma di punti che nel disegno di legge, più che oscuri, derivano chiaramente da una scrittura ideologizzata dal cosiddetto “parto naturale a tutti i costi” ce ne sono tanti altri. Il parto è sì un evento fisiologico, ma esige una sicurezza che non può essere basata su ideologie”.
“Ferma restando la necessità di un miglioramento continuo della comunicazione tra medico e paziente – prosegue la nota – , occorre fare attenzione a sostenere campagne che facciano leva unicamente su esperienze vissute come negative in momenti particolari della propria vita,come quello del parto. Qualora e laddove si verifichino situazioni in cui manchi il rispetto per la persona, nei Punti nascita così come nelle altre strutture ospedaliere, li si persegua di conseguenza, ma senza farne paradigmi sui quali basare l’ennesimo tentativo di svilire la dignità della professione medica e delle altre professioni sanitarie coinvolte nelle cure agli Utenti”.
“Sarebbe molto meglio – conclude il comunicato -, in particolare in questo momento storico, unire le forze invece che contrapporle, al fine di ottenere risultati che mirino alla tutela reale della salute dei cittadini in generale, e delle future mamme in particolare
15 Aprile 2016
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