Dompé (Farmindustria): “Per i Convegni vogliamo appropriatezza e sobrietà”

Dompé (Farmindustria): “Per i Convegni vogliamo appropriatezza e sobrietà”

Dompé (Farmindustria): “Per i Convegni vogliamo appropriatezza e sobrietà”
Commentando il parere dell'Antitrust, che definisce “restrittivo della concorrenza” il divieto di soggiorno in alberghi di lusso posto da Farmindustria e Assobiomedica per i congressi finanziati dalle imprese, Sergio Dompé definisce le regole adottate dal Codice etico di Farmindustria “ignorantissime” ma, aggiunge, “funzionano”. Perché l’obiettivo è che i congressi siano di grande qualità, meglio se di portata internazionale, e anche che non siano percepiti dall’opinione pubblica come un “privilegio improprio”.

Quotidiano Sanità ha raccolto il commento del presidente di Farmindustria dopo il pronunciamento dell'Antitrust, che ha definito “restrittivo della concorrenza” il veto al soggiorno in alberghi di lusso per manifestazioni congressuali finanziate dalle imprese, stabilito nel Codice deontologico di Farmindustria e nel Codice etico di Assobiomedica.
 
Presidente Dompé, si torna a parlare delle limitazioni imposte dal vostro Codice deontologico in materia di Convegni scientifici e l’Antitrust sembra vedere ostacoli alla libera concorrenza nell’esclusione degli hotel a cinque stelle.
Abbiamo già avuto modo di spiegare le nostre posizioni al Presidente del Consiglio, ci siamo confrontati con il ministro del Turismo, con Federcongressi e Federalberghi, che sono due associazioni aderenti a Confindustria e dirette con grande equilibrio e capacità. Abbiamo spiegato e ci hanno capiti: il nostro scopo è solamente dare un’immagine corretta e corrispondente al vero.

Ma perché niente “cinque stelle”?
Sono lussi che vengono percepiti come un privilegio improprio. Un lavoro così delicato, così importante, dove c’è un contatto diretto con la sofferenza delle persone, impone una sobrietà di comportamenti e un’appropriatezza che noi abbiamo tradotto nel nostro codice etico prevedendo di non far coincidere i congressi scientifici con la stagione turistica e di non farli negli hotel di super lusso.
Si può essere ad un importantissimo convegno, avere un curriculum di grande prestigio internazionale, ma se nella pausa del Congresso si prende il sole su una spiaggia meravigliosa o si pasteggia ad aragoste e champagne, questo certamente pone problemi nel rapporto con l’opinione pubblica, anche se probabilmente non toglie nulla alla qualità del lavoro di quel professionista.

Il presidente Catricalà propone una soluzione che non si curi della categoria dell’hotel, ma che fissi invece un tetto alla quota alberghiera procapite.
Temo che potrebbe prestarsi a troppe “interpretazioni”. Il sistema che abbiamo adottato viceversa è “ignorantissimo”, sono il primo a riconoscerlo, però funziona maledettamente bene.

Restano le preoccupazioni del ministro del Turismo e degli operatori.
Lo capisco, come capisco l’amarezza di albergatori serissimi, che magari hanno faticato per anni per conquistare quella stella in più e che oggi si vedono sfuggire le presenze congressuali. Ma la nostra norma deontologica serve ad evitare il rischio di interpretazioni magari errate e sempre negative verso i comportamenti degli operatori della sanità.

Cosa le interessa dei Congressi scientifici?
Come presidente di Farmindustria sto cercando di ridurre il numero degli eventi locali e di aumentare molto i Congressi internazionali, quelli delle Società scientifiche internazionali, che hanno valore aggiunto, dove si fa il punto su una patologia. Questo, secondo me, è un modo di giocare per la squadra, per tutti. A me interessa che la convegnistica italiana incrementi, ma in modo qualificato.

Insomma, cambierete la norma deontologica?
Credo che ci sia la necessità di un confronto con il ministro della Salute, che è il nostro principale interlocutore, e con la stessa Autorità Antitrust. Cercheremo di trovare una soluzione che soddisfi anche le esigenze dell’Antitrust, ma salvando i principi che ci hanno spinto a scrivere le nostre norme deontologiche: appropriatezza e sobrietà.

E.A.
 

01 Giugno 2011

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