Aaroi-Emac: “Bene parto senza dolore, ma con quali Anestesisti Rianimatori?”
L’Aaroi-Emac, all’indomani del via libera del Ddl Lorenzin in Commissione Igiene e Sanità del Senato, interviene ancora una volta per sottolineare che l’inserimento del parto senza dolore nei Lea è possibile solo previo adeguamento delle già insufficienti dotazioni organiche dei Medici Anestesisti Rianimatori.
“Negli ospedali italiani mancano oggi circa 3000 Anestesisti Rianimatori – sottolinea l’Aaroi-Emac – a cui andrebbero aggiunte le risorse umane necessarie per offrire un servizio di partoanalgesia nei Punti Nascita italiani. Per dare una misura, una guardia h24 dedicata a tale servizio richiede 6 medici. Il silenzio su questo punto è assoluto così come sulla definizione dei Punti Nascita che sarebbero interessati. Ancora oggi esistono Punti Nascita con un numero di parti l’anno ben al di sotto di quanto in teoria dovrebbe essere consentito. Anche in queste realtà, in cui talvolta neanche viene assicurata la Guardia anestesiologica H24, andrebbe garantito il parto indolore?”
“Da anni si parla di partoanalgesia nei Lea- continua l’Associazione -, ma non ci risulta, ad oggi, alcuna ricognizione dei Punti Nascita italiani che possa rendere davvero concreto il diritto delle donne di scegliere un parto senza dolore.
Per quanto riguarda la partoanalgesia, il disegno di legge licenziato ieri renderà il diritto delle donne a partorire senza dolore fruibile soltanto sulla carta.
Per questo motivo, l’Aaroi-Emac è disponibile fin da subito ad un incontro con il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, per individuare il numero di Anestesisti Rianimatori necessari alla diffusione della partoanalgesia in Italia. Contestualmente l’Associazione si propone di contribuire ad identificare le caratteristiche dei Punti Nascita in cui inserire il Parto senza dolore H24”.
“In mancanza di una adeguata pianificazione e di una concreta disponibilità di risorse, l’Aaroi-Emac si opporrà con forza ad ogni tentativo di organizzare servizi di partoanalgesia ignorando tutti i ripetuti appelli finora lanciati affinché siano garantiti gli indispensabili ed elementari criteri di qualità e di sicurezza che l’intero percorso nascita richiede. Il DDL prevederebbe – a quanto è dato sapere – la novità che la partoanalgesia possa essere garantita ‘anche’ tramite ricorso a tecniche di anestesia locoregionale (le uniche realmente efficaci, di stretta competenza dei Medici Anestesisti Rianimatori): orbene, a parte il refuso (trattasi non di ‘anestesia’ ma di ‘analgesia’ ottenuta principalmente con tecnica ‘epidurale’), parrebbe che tali appelli siano serviti almeno a far ricredere il legislatore sulla possibilità di garantire ovunque l’analgesia epidurale del parto. Tuttavia, occorre spiegare ai Cittadini che per tecniche antalgiche diverse da quelle ‘locoregionali’ si intendono alcuni surrogati di controversa utilità, come ad esempio la somministrazione di protossido di azoto, una vecchia metodica rispolverata all’insegna del ‘low cost’”.
27 Aprile 2016
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