Governo clinico: primo round alla Camera. Chiesta pregiudiziale di costituzionalità

Governo clinico: primo round alla Camera. Chiesta pregiudiziale di costituzionalità

Governo clinico: primo round alla Camera. Chiesta pregiudiziale di costituzionalità
Ha fatto ieri il suo esordio all’Assemblea della Camera dei deputati il Ddl sul Governo clinico. Critiche dall’opposizione. Presentata anche la pregiudiziale di costituzionalità che sarà votata oggi prima del secondo round nell’Aula di Montecitorio.

Dopo la presentazione del testo da parte del relatore Domenico Di Virgilio (Pdl) ha preso la parola Paola Binetti (Udc) che ha sottolineato come il Ddl tenda a migliorare il processo di aziendalizzazione delle strutture sanitarie ma, in ogni caso, sia troppo generico nella disciplina relativa alla formazione e insufficiente rispetto alla valutazione dei dirigenti.
Antonio Palagiano (Idv) ha invece criticato il provvedimento in particolare rispetto al meccanismo di valutazione delle prestazioni erogate, vista l’assenza di indicazioni circa gli standard da seguire. Critiche anche sui requisiti necessari per ricoprire la carica di dirigente di strutture sanitarie per la quale riterrebbe opportuno prevedere un periodo di prova di almeno sei mesi. Nel reputare inoltre contraddittorie talune prerogative attribuite ai direttori di dipartimento, per i quali si prefigura per Palagiano un vero e proprio conflitto di interesse, il deputato Idv ha valutato negativamente le disposizioni concernenti i limiti di età per l’esercizio della professione medica (70 anni), auspicando un meccanismo rigoroso per la verifica delle capacità professionali dei medici con oltre sessantacinque anni di età.
La parola è poi passata ad Anna Margherita Miotto (Pd) la quale ha criticato il Ddl in quanto ispirato ad una visione ideologica volta a liberalizzare ulteriormente l’esercizio della professione medica in ambito privato, stigmatizzando peraltro l’inerzia del Governo e della maggioranza nell’adottare interventi strutturali per migliorare la qualità del Ssn. Inoltre, la Miotto ha lamentato una lesione delle prerogative delle regioni nonché la contraddittorietà intrinseca del complesso del provvedimento in discussione, cui ha manifestato netta contrarietà, paventando il rischio che dalla sua attuazione possano derivare inaccettabili conseguenze sulla composizione dell’offerta sanitaria, tale da restaurare di fatto il sistema previgente. Positivo il parere di Aurelio Salvatore Misiti (Misto-Mpa-Sud) che ha, in ogni caso, reputato necessario approfondire taluni aspetti del testo soprattutto per quanto riguarda i criteri di scelta dei dirigenti apicali. Giudizio positivo è giunto anche da Benedetto Francesco Fucci (Pdl), soprattutto in merito agli articoli 2 e 3 (Collegio di direzione ed i criteri di valutazione dei direttori generali). Il deputato Pdl ha poi sottolineato come gli art. 9 e 10 introducano opportuni elementi di razionalizzazione della materia tramite l’affermazione della centralità della figura del medico e la valorizzazione della sua professionalità.
Problemi di conflittualità con le competenze regionali sono state sollevate anche da Marco Calgaro (Misto-Apl) che ha chiesto anche il ritiro del provvedimento in quanto ispirato ad una logica clientelare e non in grado di incidere sulla disdicevole tendenza al mancato accertamento delle responsabilità, sottolineando che talune proposte emendative sono state presentate dalla sua componente politica in un’ottica di riduzione del danno. Critica anche Silvana Mura (Idv) che ha espresso il suo rammarico per l’occasione che il Parlamento sta perdendo per riformare uno dei settori nevralgici nella vita del Paese.
In chiaro scuro il giudizio di Luciano Pedoto (Pd) la quale ha giudicato positivo l’iniziale dibattito svoltosi in sede referente, soprattutto in merito all’inclusione del direttore scientifico tra gli organi dell’azienda, nonché l’attribuzione di poteri più ampi al Collegio di direzione, la cui composizione appare peraltro pletorica. La Pedoto, però, ha ritenuto tuttavia che le disposizioni recate dal provvedimento intervengano in maniera inopportuna su materie di competenza regionale o contrattualistica. La deputata Pd ha espresso infine, un giudizio nettamente critico sulle norme concernenti, la libera professione, richiamando le proposte emendative presentate al riguardo dal suo gruppo.
Carlo Castellani (Pdl) ha sottolineato alcuni aspetti qualificanti del provvedimento tra i quali la razionalizzazione dei processi di gestione delle strutture sanitarie, nuove disposizioni circa i limiti di età per il collocamento a riposo del personale  sanitario ed una diversa filosofia dei servizi erogati dal Sistema sanitario nazionale che ponga al centro dell’attenzione la figura del malato. Maria Antonietta Farina Coscioni (Pd) ha rilevato invece che nel provvedimento in discussione non è stato tenuto in debito conto l’ordine del giorno, presentato dai senatori radicali ed accolto dal Governo, volto ad  assicurare un sistema di valutazione indipendente sulla reale efficacia delle cure, nonché informazioni adeguate ai cittadini.
La deputata del Pd, Donata Lenzi ha invece richiamato al pericolo che talune misure in materia di svolgimento dell’attività libero-professionale del personale sanitario si possano tradurre in un pericoloso passo indietro rispetto alle riforme introdotte in passato, aprendo il varco a negative conseguenze in merito alla composizione delle liste d’attesa. La Lenzi ha sottolineato inoltre  che alcune disposizioni presenti nel testo in esame saranno sicuramente fonte di dubbi di illegittimità costituzionale per il possibile contrasto con le competenze regionali. A chiudere gli interventi è stato Lucio Barani (Pdl) che ha reputato le disposizioni recate dal testo unificato in materia di libera professione ispirate a finalità di trasparenza, qualità e meritocrazia.
Il Presidente ha poi dichiarato chiusa la discussione sulle linee generali e ha preso atto che il relatore ed il rappresentante del Governo hanno rinunziato alla replica. Inoltre il presidente ha avvertito che è stata presentata la questione pregiudiziale per motivi di costituzionalità Lenzi n. 1 e ha rinviato il seguito del dibattito alla seduta odierna.
 
L.F.
 
In allegato il resoconto della seduta.

08 Giugno 2010

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