Veneto. Rinnovato protocollo Regione-Università per formazione infermieri, ostetriche e professioni sanitarie

Veneto. Rinnovato protocollo Regione-Università per formazione infermieri, ostetriche e professioni sanitarie

Veneto. Rinnovato protocollo Regione-Università per formazione infermieri, ostetriche e professioni sanitarie
L’intesa assicura continuità ai corsi di laurea attivati a Padova e Verona e nei poli periferici collegati nei due atenei. Per il triennio 2014-2017 la Regione Veneto sosterrà le spese delle Università con 2.700.000 euro l’anno.

“Con la firma da parte del presidente Luca Zaia del protocollo di intesa, Regione Veneto e Università di Padova e di Verona hanno rinnovato la collaborazione attiva da oltre vent’anni per la formazione universitaria di infermieri, ostetriche, tecnici della riabilitazione e della prevenzione, secondo le esigenze di fabbisogno assistenziale previste dalla programmazione sociosanitaria e la domanda occupazionale delle aziende e dei servizi del sistema sanitario veneto”. L’annuncio in una nota della Regione Veneto.

“La qualità e lo sviluppo del sistema sanitario dipendono sempre più dalla formazione degli operatori, medici e non – commenta nella nota il presidente Luca Zaia – Per questo la Regione non solo monitora e partecipa all’offerta formativa delle scuole universitarie, in relazione anche al fabbisogno regionale e all’effettiva possibilità occupazionale, ma investe risorse del proprio bilancio per sostenere direttamente i percorsi formativi non solo dei medici, ma anche di tutte quelle professioni sanitarie, sempre più specialistiche, che sono il cardine di tutti percorsi assistenziali e il supporto indispensabile al buon funzionamento di ospedali e servizi. La sinergia tra università e sanità è presupposto e punto di forza della capacità di cura della sanità veneta”.

L’intesa tra Regione e i rettori dei due atenei assicura continuità ai corsi di laurea attivati a Padova e Verona (e nei poli periferici collegati nei due atenei) in Scienze infermieristiche, ostetrica, fisioterapia, logopedia, tecniche della riabilitazione, tecniche di laboratorio, tecniche di prevenzione, dietistica, igiene dentale, tecniche di radiologia, tecniche audioprotesiche, assistente sanitario, scienze delle professioni sanitarie: “Una vera propria galassia di percorsi formativi, paralleli o complementari alle scuole di medicina, che formano ogni anno in Veneto centinaia di professionisti”, osserva la Regione.

In particolare, spiega la nota, la collaborazione tra Regione e Università consente di assicurare docenti, sedi, attrezzature, tutor e supporto organizzativo ai vari corsi di studio, ripartendo i rispettivi compiti e carichi di spesa. Per il triennio 2014-2017 la Regione Veneto è impegnata a erogare 2.700.000 euro l’anno per le spese di docenza del personale sanitario impegnato nella didattica e nel tutoraggio e per le strutture e arredi nelle ‘scuole’ attive nelle varie Ulss e nei poli decentrali. Le due università, per parte loro, sosterranno le spese per i propri docenti e ricercatori, per il materiale didattico, le sedi e per il supporto tecnico-organizzativo.

Il protocollo d’intesa regola anche la ripartizione degli oneri e dell’organizzazione anche dei tirocini formativi e di orientamento che si svolgono nelle aziende sanitarie del Veneto, presso l’Istituto Oncologico veneto e, unico centro del privato-sociale, presso il centro “La Nostra Famiglia” di Conegliano.

07 Luglio 2016

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