Deficit di attenzione. L’epilessia triplica il rischio nei bambini

Deficit di attenzione. L’epilessia triplica il rischio nei bambini

Deficit di attenzione. L’epilessia triplica il rischio nei bambini
I bambini che soffrono di epilessia sarebbero colpiti tre volte di più dal disturbo da deficit di attenzione e attività (ADHD), mentre quelli che hanno sofferto di convulsioni febbrili sarebbero più a rischio di sviluppare il disturbo del 30%. A ipotizzarlo è uno studio danese pubblicato suPediatrics.

(Reuters Health) – I bambini che soffrono di epilessia sarebbero colpiti tre volte di più dal disturbo da deficit di attenzione e attività (ADHD), mentre quelli che hanno sofferto di convulsioni febbrili sarebbero più a rischio di sviluppare il disturbo del 30%. A ipotizzarlo è uno studio danese pubblicato suPediatrics. 
 
"Per i medici, è importante identificare i sintomi precoci di ADHD nei pazienti con epilessia o con convulsioni febbrili in modo da iniziare presto la giusta terapia ed evitare conseguenze negative a lungo termine dell’ADHD”, hanno detto Soren Dalsgaard, dell’Aarhus University, e colleghi, autori dello studio.
 
Lo studio
Lo studio ha preso in considerazione 906.379 bambini, di cui il 48,7% femmine, che sono stato seguiti per 22 anni. Di questi, 13.573 (1,5%) avevano una diagnosi di epilessia, 33.947 (3,8%) avevano sofferto di convulsioni febbrili e 21.079 avevano sviluppato ADHD. Dai dati raccolti, l’incidenza di ADHD ogni 100mila persone l’anno è stata di 752 nei bambini con epilessia e di 303 nei piccoli che avevano sofferto di convulsioni febbrili, rispetto a 204 tra i bambini che non avevano avuto questi problemi in infanzia. In particolare, i dati ‘aggiustati’ hanno mostrato un tasso di incidenza di 2,72 nei bambini che soffrivano di epilessia, di 1,28 nei piccoli con convulsioni febbrili e di 3,22 quando i bambini avevano entrambi i problemi.

Questo studio dimostrerebbe, dunque, “una stretta associazione tra epilessia e convulsioni e sviluppo di ADHD”, hanno scritto gli autori. “Sono state avanzate diverse ipotesi per spiegare questa associazione, una di queste sarebbe un fattore genetico comune”, hanno sottolineato i ricercatori danesi, che hanno anche evidenziato delle limitazioni dello studio, visto che i registri ospedalieri si basavano solo sulla diagnosi clinica, e non sui risultati di test di psicomotricità, e che l’ADHD veniva diagnosticata a livello ospedaliero.
 
Fonte: Pediatrics 2016

Reuters Staff

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

14 Luglio 2016

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