Yemen. Msf: “Bombardamenti indiscriminati su ospedali. Costretti ad evacuare staff da sei strutture nel nord del Paese”

Yemen. Msf: “Bombardamenti indiscriminati su ospedali. Costretti ad evacuare staff da sei strutture nel nord del Paese”

Yemen. Msf: “Bombardamenti indiscriminati su ospedali. Costretti ad evacuare staff da sei strutture nel nord del Paese”
La ragione risiede nei “bombardamenti indiscriminati (l’ultimo il 15 agosto che ha provocato 19 morti) e nelle rassicurazioni inaffidabili dalla coalizione a guida saudita”. “Regole di ingaggio, i protocolli e le procedure militari attuali sono inadeguati a evitare attacchi contro gli ospedali”.

“Dopo il bombardamento aereo dell’ospedale di Abs il 15 agosto, che ha provocato 19 morti e 24 feriti, Medici Senza Frontiere (MSF) ha deciso di evacuare il proprio staff dagli ospedali che supporta nei governatorati di Saada e Hajjah in Yemen settentrionale (in particolare gli ospedali di Haydan, Razeh, Al Gamouri, Yasnim nell’area di Saada, e gli ospedali di Abs e Al Gamouri in quella di Hajjah)”. Lo rende noto l’associazione umanitarie che sottolinea come “quello contro l’ospedale di Abs è il quarto e più letale attacco contro strutture supportate da MSF dall’inizio di questa guerra, ma ci sono stati altri innumerevoli attacchi contro altre strutture e servizi sanitari in tutto lo Yemen”.

“Dalla sospensione – sottolinea Msf in una nota –  dei negoziati di pace tra la coalizione a guida saudita e le forze Houti in Kuwait, 11 giorni fa, la coalizione ha ripreso una più intensa campagna militare in Yemen settentrionale. Negli ultimi 8 mesi, MSF ha incontrato esponenti di alto livello della coalizione a guida saudita in due occasioni a Riyadh, per garantire l’assistenza umanitaria e medica per gli yemeniti e per chiedere garanzie che gli attacchi contro gli ospedali sarebbero cessati. Ma i bombardamenti aerei sono comunque continuati, nonostante MSF abbia sistematicamente condiviso con tutte le parti in conflitto le coordinate GPS degli ospedali in cui lavora. I rappresentanti della coalizione dichiarano ripetutamente di onorare il Diritto Internazionale Umanitario, ma questo attacco mostra che hanno fallito nel controllare l’uso della forza e nell’evitare gli attacchi contro ospedali pieni di pazienti. MSF non è né soddisfatta né rassicurata dalla dichiarazione della coalizione secondo cui questo attacco è stato un errore”.

“Data l’intensità dell’attuale offensiva – scrive Msf – e avendo perso fiducia nella capacità della coalizione di evitare questi attacchi letali, MSF ritiene che gli ospedali nei governatorati di Saada e Hajjah non siano sicuri né per i pazienti né per lo staff. La decisione di evacuare lo staff da un progetto, che in questo caso include ostetrici, pediatri, chirurghi e specialisti di pronto soccorso, non è mai presa alla leggera, ma in mancanza di garanzie credibili che le parti di un conflitto rispetteranno lo status di protezione delle strutture sanitarie, degli operatori sanitari e dei pazienti, possono non esserci alternative. Sulla base degli ultimi eventi, questo è il caso dei governatorati di Hajjah e Saada”.

“Mentre resta necessaria un’investigazione indipendente”, MSF sottolinea “che le precedenti investigazioni militari della coalizione relative a strutture di MSF non sono state condivise con l’organizzazione”. 
 
“Questo ultimo incidente mostra che le regole di ingaggio, i protocolli e le procedure militari attuali sono inadeguati a evitare attacchi contro gli ospedali e necessitano di revisioni e cambiamenti” ha detto Joan Tubau, direttore generale di MSF. “MSF chiede alla coalizione a guida saudita e ai governi che la supportano, in particolare Stati Uniti, Regno Unito e Francia, di garantire l’applicazione immediata di misure volte ad aumentare in modo sostanziale la protezione dei civili.”

In ogni caso “gli ospedali supportati da MSF a Saada, Haydan, Razeh, Abs, Yasnim, and Hajjah continueranno a lavorare con staff del Ministero della Salute e volontari. Questi ospedali stanno già lottando per affrontare le necessità mediche causate dalle nuove campagne di bombardamenti e gli acuti bisogni creati o esacerbati dalle numerose carenze di beni a cui gli Yemeniti stanno cercando di resistere. MSF chiede a tutte le parti in conflitto di garantire la sicurezza di questi ospedali e di consentire che continuino a fornire cure mediche in modo neutrale e imparziale”.

MSF è profondamente “rammaricata per le conseguenze di questa evacuazione per i propri pazienti e per i colleghi yemeniti del Ministero della Salute che continueranno a lavorare nelle strutture sanitarie in condizioni non sicure. Auspichiamo che le condizioni di sicurezza miglioreranno in modo che la popolazione abbia un po’ di respiro e che le équipe di MSF siano in grado di tornare a fornire cure mediche estremamente necessarie. MSF è rammaricata per il fallimento collettivo nel proteggere i civili yemeniti dall’azione militare e fornire una risposta umanitaria adeguata per aiutarli.  MSF condanna il modo in cui tutti gli attori coinvolti, la coalizione a guida saudita, gli Houti e i loro alleati, stanno conducendo questa guerra compiendo attacchi indiscriminati senza alcun rispetto dei civili. MSF ancora una volta porge le proprie più sincere condoglianze alle famiglie del nostro staff e dei pazienti che sono morti durante l’attacco. Il fatto che staff medico e persone malate o ferite vengano uccise all’interno di un ospedale dice tutto sulla crudeltà e la disumanità di questa guerra”.

Prima di questa evacuazione, MSF era attiva in 11 ospedali e centri di salute in Yemen e forniva supporto ad altri 18 ospedali o centri di salute in otto governatorati: Aden, Al-Dhale’, Taiz, Saada, Amran, Hajjah, Ibb and Sana’a. Più di 2.000 operatori di MSF lavorano oggi in Yemen, tra cui 90 operatori internazionali.

22 Agosto 2016

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