Terapia antiaggregante. Quella prolungata non è efficace per tutti

Terapia antiaggregante. Quella prolungata non è efficace per tutti

Terapia antiaggregante. Quella prolungata non è efficace per tutti
Dopo un intervento coronarico percutaneo (PCI), una doppia terapia antipiastrinica (DAPT) prolungata offre vantaggi ad alcuni individui, ma non a tutti. È quanto emerge da una sottoanalisi del trial PRODIGY. “Nel complesso, non è stato riscontrato nessun vantaggio chiaro di 24 mesi di DAPT su sei mesi di terapia”, ha dichiarato Marco Valgimigli, dell’Ospedale universitario di Berna, Svizzera, autore principale dello studio . 

(Reuters Health) –  Dopo un intervento coronarico percutaneo (PCI), una doppia terapia antipiastrinica (DAPT) prolungata offre vantaggi ad alcuni individui, ma non a tutti. È quanto emerge da una sottoanalisi del trial PRODIGY. “Nel complesso, non è stato riscontrato nessun vantaggio chiaro di 24 mesi di DAPT su sei mesi di terapia”, ha dichiarato Marco Valgimigli, dell’Ospedale universitario di Berna, Svizzera, autore principale dello studio . “È emerso anche un segnale preoccupante di sanguinamento massiccio nei pazienti che assumevano una doppia terapia antipiastrinica prolungata”.
 
In una presentazione nell’ambito del Congresso della Società Europea di Cardiologia tenutosi il 30 agosto e in un articolo online su JAMA Cardiology, Valgimigli e colleghi hanno confrontato gli outcome in 246 pazienti con malattia arteriosa periferica (PAD) e 1724 pazienti non affetti da essa.

I primi presentavano un maggior rischio di decesso e eventi ischemici (HR, 2.80). Per questi pazienti, una DAPT prolungata riduceva il rischio dell’endpoint primario – un insieme composito di decesso, infarto del miocardio o eventi cerebrovascolari (HR, 0.54) – nonché quello di trombosi dello stent certa o probabile (HR, 0.07). In pazienti non affetti da PAD, tuttavia, una DAPT prolungata aumentava il rischio di raggiungere l’endpoint primario (HR, 1.28). Tra i soggetti con PAD, i ricercatori hanno dichiarato che il sanguinamento nelle varianti di tipo 2, 3 o 5 è stato riscontrato in sei individui che avevano ricevuto una doppia terapia antipiastrinica prolungata e in otto che ne hanno ricevuta una breve (HR, 0.77).

Le conclusioni
“La nostra attuale analisi”, ha continuato Valgimigli, “supporta l’idea che i pazienti con aterosclerosi diffusa (cioè coloro con malattia coronarica e periferica) traggano un grande beneficio senza nessun ulteriore rischio di sanguinamento quando trattati con DAPT prolungata. Crediamo che questi siano i pazienti in cui i benefici abbiano più peso dei rischi e a cui si dovrebbe offrire un trattamento prolungato”. Il ricercatore ha detto anche che i nuovi risultati, uniti a quelli delle precedenti sottoanalisi eseguite dal suo gruppo, non indicano che “una DAPT di due anni dovrebbe essere la tendenza dominante dopo l’impianto di uno stent coronarico, ma esistono categorie di pazienti in cui questa strategia di trattamento è vantaggiosa, tra cui chi è affetto anche da PAD, chi viene trattato per restenosi dello stent e chi presenta sindrome coronarica acuta”.
 
Fonte: JAMA Cardiol 2016
 
David Douglas
 
(Versione Italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

David Douglas

09 Settembre 2016

© Riproduzione riservata

Sperimentazioni cliniche, l’Italia tiene ma cambia volto: cresce la ricerca internazionale, rallenta il no profit. Oncologia sempre al primo posto
Sperimentazioni cliniche, l’Italia tiene ma cambia volto: cresce la ricerca internazionale, rallenta il no profit. Oncologia sempre al primo posto

L’Italia supera il primo anno di piena applicazione del Regolamento europeo sulle sperimentazioni cliniche senza perdere terreno, ma il sistema cambia profondamente pelle. È quanto emerge dal 22° Rapporto Nazionale...

Biotech Act, i punti di EFPIA per accelerare
Biotech Act, i punti di EFPIA per accelerare

Un’occasione per imprimere maggiore velocità e competitività al settore europeo delle scienze della vita. È questo l’auspicio che EFPIA, attraverso una nota stampa pubblicata il 23 luglio, formula per il...

Vyvgart. Rischio contaminazione per alcuni lotti: “Ispezionare le fiale prima dell’uso”
Vyvgart. Rischio contaminazione per alcuni lotti: “Ispezionare le fiale prima dell’uso”

Argenx BV, in accordo con l'Agenzia Europea per i Medicinali (Ema), ha comunicato un rischio di contaminazione per alcuni lotti del farmaco Vyvgart 1000 mg soluzione iniettabile (efgartigimod alfa). Il problema riguarda...

Alzheimer, Eli Lilly Italia: iniziative per garantire l’accesso a donanemab in attesa della rimborsabilità del SSN
Alzheimer, Eli Lilly Italia: iniziative per garantire l’accesso a donanemab in attesa della rimborsabilità del SSN

Garantire ai pazienti italiani con malattia di Alzheimer l'accesso alle opzioni terapeutiche approvate, proseguendo nel dialogo con le istituzioni per il riconoscimento della rimborsabilità da parte del Servizio Sanitario Nazionale...