Lettera appello della Siep: “Psichiatria sparita dall’agenda politica”

Lettera appello della Siep: “Psichiatria sparita dall’agenda politica”

Lettera appello della Siep: “Psichiatria sparita dall’agenda politica”
Si chiudono oggi le adesioni alla lettera aperta firmata dalla Siep (Società di Epidemiologia psichiatrica) presieduta da Fabrizio Starace, psichiatra napoletano direttore del dipartimento Salute mentale della Ausl di Modena. L’appello è rivolto al ministro della Salute e ai presidenti delle Regioni e mira a restituire priorità al tema della Salute mentale di Comunità, oggi letteralmente sparita dall’agenda politica sanitaria italiana.

“Riteniamo che ciò possa e debba essere realizzato innanzitutto attraverso una puntuale azione di conoscenza, diffusa, partecipata, trasparente, che coinvolga tutti i portatori di interessi – scrive la Siep –  l’assenza di dati certi su quanto, come e con quali risultati vengono perseguite le politiche di salute mentale nel nostro Paese è tanto più grave se si considera l’impietosa denuncia che sul tema ha prodotto solo tre anni fa la Commissione parlamentare d’inchiesta sul Servizio sanitario”.

L’Appello è stato già sottoscritto dalla maggior parte dei direttori dei Dipartimenti di Salute mentale italiani (l'elenco delle sottoscrizioni con gli aggiornamenti in corso d'opera si trova sul sito siep.it). È la prima volta che i responsabili delle strutture sanitarie deputate a realizzare i principi della Riforma del 1978 fanno sentire coerentemente la propria voce, sottolineando la contraddizione tra l’aumento della domanda di assistenza, cui i Servizi sono chiamati a far fronte, e l’inadeguatezza dei meccanismi organizzativi e di finanziamento. Sotto la lente le scelte adottate negli ultimi anni che – secondo la Siep – stanno di fatto impoverendo la capacità di risposta dei Servizi territoriali considerati pietre angolari della Salute mentale di comunità”.

“È un processo questo – avverte Starace- che siamo certi non corrisponda alle intenzioni degli amministratori, dei professionisti, tantomeno degli utenti e dei loro familiari. E tuttavia esso prosegue, sotto traccia, in modo quasi ineluttabile, minando la motivazione degli operatori, annientando la speranza dei cittadini. Quello che chiediamo – aggiunge il presidente della Siep – non ha la portata della rivoluzione culturale operata con la 180: molto più modestamente chiediamo di far luce su quanto si fa e non si fa in Salute mentale nelle Regioni italiane e sulla dissociazione, non più tollerabile, tra enunciazione di principi e pratiche reali”.

Per aderire all’appello, sia individualmente sia in nome delle Associazioni che si rappresentano, è semplice: basta inviare una mail all’indirizzo [email protected] inserendo aderisco nell’oggetto o nel corpo del messaggio, aggiungendo se si vuole le proprie osservazioni e commenti.

In cantiere, secondo quanto annunciato dalla Siep, ci sarà poi un momento di informazione pubblica sullo stato dell’arte della Salute mentale in Italia che traccerà il punto sulla situazione con istituzioni locali e nazionali.    

Et. Mau.

10 Ottobre 2016

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