Ospedale di Brescia. Ancora irregolarità nel bando per il primario della medicina d’urgenza

Ospedale di Brescia. Ancora irregolarità nel bando per il primario della medicina d’urgenza

Ospedale di Brescia. Ancora irregolarità nel bando per il primario della medicina d’urgenza

Gentile Direttore,
come già a suo tempo segnalato in via istituzionale e pubblicato su QS, il 09 novembre 2015, in esecuzione della deliberazione n.632 del 26/08/2015, relativo al conferimento di un incarico quinquennale di direzione della struttura complessa di Pronto Soccorso presso l’Azienda ospedaliera “Spedali Civili” di Brescia, è stata identificata l’U.O.C. a concorso, come Area della Medicina Diagnostica e dei Servizi – disciplina “Anestesia e Rianimazione”.
 
Ciò risulta essere in palese contrasto rispetto alla normativa vigente, la quale identifica le strutture complesse di Pronto Soccorso nell’ambito dell’area Medica e delle specialità mediche – disciplina “Medicina e Chirurgia d'accettazione e d'urgenza”. In considerazione di ciò Academy of Emergency medicine (AcEMC) ed altre Società Scientifiche espressero la loro contrarietà a vari livelli. Il Ministero della Salute rispondeva prontamente, invitando l’Azienda Ospedaliera Spedali Civili di Brescia a riconsiderare le proprie azioni.

Incurante di ciò, ed anzi in modo quasi beffardo, la stessa Direzione ha ritirato il bando, procedendo successivamente in modo alquanto singolare: l’avviso è stato nuovamente pubblicato utilizzando l’escamotage della doppia disciplina. Si legge infatti che le discipline previste sono: “Anestesia e Rianimazione (Area della Medicina Diagnostica e dei Servizi) oppure Medicina e Chirurgia d’Accettazione e d’Urgenza (Area medica e delle Specialità Mediche)”. Il termine “oppure”, in casi come questo, suona assurdo e beffardo. Potrebbe lei immaginare un Concorso Pubblico per Direttore di Struttura Complessa di Dermatologia, bandito nella disciplina di Dermatologia oppure Medicina Interna?

Si continua a non comprendere per quali ragioni (forse meglio: motivazioni, in quanto la “ragione” pare essere andata perduta) venga mantenuta la disciplina concorsuale di Anestesia e Rianimazione, incompatibile “ope legis” con la disciplina di Medicina e Chirurgia di Accettazione e di Urgenza cui afferiscono per legge tutti i concorsi per copertura di ruoli medici in Pronto Soccorso e Medicina d’Urgenza. Ciò continua a costituire una gravissima violazione delle norme concorsuali, e si ribadisce ancora una volta che, ai fini concorsuali, in osservanza della vigente normativa, nessuna affinità od equipollenza è prevista tra le discipline “Anestesia e Rianimazione” e “Medicina e Chirurgia d'accettazione e d'urgenza”. Ciò in precisa ottemperanza ai D.Lgs. 30.12.1992, n. 502 e D.Lgs. 28.07.2000, n. 254, secondo quanto previsto dal D.M. 30.01.1998 e successive modificazioni ed integrazioni.

Ricordiamo anche che, con decreto istitutivo (GU 118 del 23.05.2006), è stata costituita da ormai un decennio la Scuola di Specializzazione in Medicina d’Emergenza-Urgenza, finalizzata precipuamente a formare specialisti qualificati a prestare la loro opera nelle strutture di Pronto Soccorso e Medicina d’Urgenza.

Sarebbe veramente singolare che una struttura di Pronto Soccorso, i cui professionisti sono stati assunti nella disciplina di “Medicina e Chirurgia d'accettazione e d'urgenza” potesse essere diretta da un professionista che, in base alla specializzazione conseguita, nemmeno potrebbe lavorare al fianco dei propri colleghi gerarchicamente a lui sottoposti.

È superfluo sottolineare che in nessun altro Ospedale italiano il posto di Direttore di UOC di Pronto Soccorso e Medicina d’Urgenza è stato mai coperto nella disciplina di Anestesia e Rianimazione, almeno non da quando – ben oltre un decennio – sono in vigore le normative vigenti.
Le stesse Società Scientifiche Europee di settore hanno da tempo espresso il loro disappunto per quanto sta accadendo.
 
Gianfranco Cervellin, MD
Direttore della struttura complessa Pronto soccorso e medicina d’urgenza dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma

29 Dicembre 2016

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