Marazziti (DeS-CD): “Nessuna forzatura in Commissione. Controproducente muro contro muro e ostruzionismo procedurale”
"La sera di ieri è stata riempita dalle dichiarazioni-stampa di chi ha lasciato l'aula, con ricostruzioni, ovviamente parziali, come accade nella comunicazione tutta politica. Il non accoglimento di una richiesta di sospensione senza limite – per presentare il quesito alla Presidenza della Camera sulla curiosa innovazione procedurale proposta – è stato descritto come rifiuto della Presidenza, tralasciando il fatto che l'accoglimento della proposta, strada più ‘indolore’ per chi guidava la seduta, avrebbe fatto esaurire il tempo per le proposte emendative, proprio a danno dei Gruppi e dei parlamentari che più tardi hanno lasciato l'aula, e che più intendevano, o avrebbero avuto interesse a discutere nel merito il testo. Ma la politica, di sa, a volte è strana, e a volte diventa spiacevole. E si tralasciano i fatti per parlare ai 'propri'.
Ho garantito a tutti, con 10 sedute e molte riunioni informali, 32 ore di votazioni sugli emendamenti – anche si si tratta di una legge di soli 5 articoli- spazi non comparabili ad altre pur complesse leggi – prosegue Marazziti -. Tutti i miglioramenti ai primi due articoli sono stati bipartisan, non corrispondendo a maggioranze precostituite, ma frutto del dialogo creato. Molti cambiamenti hanno reso il testo accettabile e condiviso anche a deputati cattolici, con riformulazioni accettate e proposte dalla relatrice".
"I temi posti sul tavolo, anche quando non è maturato, o non ancora maturato un punto di vista comune, restano come sfide e opportunità ulteriori anche per l'aula. Per questo penso che non fosse necessario un ostruzionismo dell'ultimo giorno, deciso a priori, visto che l'emendamento Amato, anche se non fosse stato riformulato, esisteva da un mese e come di prassi sarebbero caduti gli emendamenti non aggiuntivi sullo stesso articolo 3. Nessun colpo di mano, nessun canguro o mini-canguro: solo un po' di tempo perso e un'azione spiacevole verso la Presidenza che ha garantito tutti gli approfondimenti, spesso invitando a concentrare il dibattito sui punti-chiave anziché fare scorrere il tempo in maniera ripetitiva su emendamenti marginali o addirittura su materie già accolte dalla relatrice, non sempre ascoltato", aggiunge.
"La Presidenza della Camera si pronuncerà sul ricorso procedurale. Nella sostanza, i temi sensibili che vedono distanza radicale di vedute possono essere affrontati anche nelle prossime settimane. Il lavoro fatto sull'art. 1, sul consenso informato e le premesse chiaramente non eutanasiche della legge, all'art.2, sulle garanzie a favore della tutela dei disabili e di persone non autosufficienti e della loro vita, e l'approvazione dell'art.4 che offre una strada innovativa, ovvero la "pianificazione condivisa delle cure" come via maestra per ricostruire l'alleanza medico-paziente riconciliando i diritti della persona e la responsabilità medica in un percorso condiviso per chi entra una fase difficile della vita per malattie cronico-degenerative sono acquisizioni che possono essere importanti per ricucire contrapposizioni e ferite nel Paese. Quanto alle DAT, ho le mie opinioni personali e di coscienza e come deputato presenterò emendamenti che spero possano migliorare il testo attuale. Come Presidente della Commissione continuerò a lavorare perché, al di la dello scontro politico tra i gruppi, acuito dalla frammentazione e dall'incertezza di sistema, si lavori sul merito delle questioni", conclude.
17 Febbraio 2017
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