Tai chi, l’esercizio da fare “a memoria”

Tai chi, l’esercizio da fare “a memoria”

Tai chi, l’esercizio da fare “a memoria”
Gli anziani che vogliono fare attività fisica per rafforzare le funzioni cerebrali hanno una ampia gamma di esercizi tra cui scegliere, ma se vogliono migliorare quella cognitiva il più indicato è il tai chi. È quanto emerge da uno studio australiano pubblicato dal British Journal of Sports Medicine

(Reuters Health) – Northey e il suo gruppo, dell’Università di Canberra in Australia, hanno revisionato i dati di 36 studi che valutavano quanto l’intensità e la frequenza dei diversi tipi di esercizio fisico fossero associati a miglioramenti della funzione cognitiva in persone sopra i 50 anni.I ricercatori hanno utilizzato soggetti di controllo ai quali sono stati assegnati, in modo casuale, specifici esercizi, al fine di valutare come l’attività influenzasse le funzioni cognitive.


 


Il tai chi, una pratica di meditazione cinese che unisce la respirazione profonda a movimenti lenti e fluidi, è risultata associata alle migliori performance in termine di benessere rispetto all’esercizio aerobico e ad altri tipi di allenamenti, benché anche questi siano stati associati a miglioramenti della funzione cognitiva.  L’allenamento che offre i miglioramenti più significativi dura dai 45 ai 60 minuti. Per quanto riguarda l’intensità, l’esercizio fisico moderato-vigoroso è quello maggiormente associato a benefici significativi. In conclusione, lo studio dimostra che i maggiori benefici sulla salute del cervello  si ottengono con un esercizio fisico di circa 45 minuti due o più volte a settimana.

“L’età è un fattore di rischio inevitabile quando si tratta di declino cognitivo e altri disturbi neurologici come la demenza o la malattia di Alzheimer – dice Joe Northey – Come il nostro studio dimostra, un’attività aerobica moderata rappresenta un modo semplice ed efficace per migliorare le funzioni del cervello, riducendo anche l’impatto di altri fattori di rischio sul declino cognitivo, come l’obesità e il diabete”.

Fonte: British Journal of Sports Medicine

Lisa Rapaport

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

Lisa Rapaport

28 Aprile 2017

© Riproduzione riservata

Negli Stati Uniti il morbillo uccide di nuovo. E l’Italia è il primo Paese d’Europa per contagi
Negli Stati Uniti il morbillo uccide di nuovo. E l’Italia è il primo Paese d’Europa per contagi

Un bambino è morto a New York, il primo decesso per morbillo nello Stato dopo trent'anni. Basterebbe questo per capire quanto poco serva perché una malattia considerata sotto controllo torni...

Morbillo. Pediatri Fimp e Sip: “Coperture vaccinali insufficienti. Una malattia prevenibile non può tornare a mettere in pericolo i bambini”
Morbillo. Pediatri Fimp e Sip: “Coperture vaccinali insufficienti. Una malattia prevenibile non può tornare a mettere in pericolo i bambini”

“La morte di un bambino per morbillo nello Stato di New York, il primo decesso registrato dopo trent’anni, è una notizia drammatica che ci ricorda quanto sia pericoloso considerare alcune...

Pharma, l’innovazione digitale alla prova dei risultati: aperte le candidature agli European AI & Digital Pharma Awards
Pharma, l’innovazione digitale alla prova dei risultati: aperte le candidature agli European AI & Digital Pharma Awards

Una campagna digitale che migliora la relazione con i medici. Un programma che accompagna i pazienti durante il trattamento. Una piattaforma per il confronto scientifico o un progetto di comunicazione...

Johnson & Johnson, 50 anni in Italia: investire in salute conviene, lo studio Cerm ne misura il valore
Johnson & Johnson, 50 anni in Italia: investire in salute conviene, lo studio Cerm ne misura il valore

La farmaceutica italiana genera valore economico, occupazione e competitività, ma deve poter contare su regole stabili e condizioni che favoriscano gli investimenti. È quanto emerge dallo studio realizzato dal CERM,...