Manovrina. Gli emendamenti della commissione salute. “Si usino i fondi dell’intramoenia d’azienda per le assunzioni urgenti”

Manovrina. Gli emendamenti della commissione salute. “Si usino i fondi dell’intramoenia d’azienda per le assunzioni urgenti”

Manovrina. Gli emendamenti della commissione salute. “Si usino i fondi dell’intramoenia d’azienda per le assunzioni urgenti”
Arrivano, dopo quelli porposti dalla commissione affari finanziari, gli ememdnamenti alla manovrina della commissione salute delle Regioni che chiede maggior conivogimento dei goverantori nei decreti sulla fattura elettronica e indica meccansimi e risorse (dall'intramoenia d'azienda) per assumere personale dirigente e far fronte agli obblighi Ue. GLI EMENDAMENTI. 

Arrivano dopo quelle della commissione affari finanziari, anche dei richieste di emendamento alla manovrina della commissione salute delle Regioni.
Il primo è semplicemente che si condivida in Stato-Regioni il meccanismo di accesso dell’Aifa ai dati della piattaforma SDI (Sistema di Interscambio) della fattura elettronic, che devono essere definite dal ministero della Salute e dell’Economia.

Il secondo riguarda sempre le fatture elettroniche e chiede anche i n questo caso il coinvolgimento delle Regioni nelle scelte per l’adeguamento dei sistemi informativi dopo la previsione di obbligatorietà dell’indicazione del codice AIC da gennaio 2018. Le Regioni sottolineano che i tempi sono stretti, il decreto Mef-Salute urgente e altrettanto urgente, quindi è il coinvolgimento delle Regioni.

Un terzo emendamento chiede che i farmaci ai quali è stato riconosciuto il requisito dell’innovatività terapeutica condizionata, sono inseriti di diritto nei prontuari regionali/aziendali ma non accedono ai fondi per i farmaci innovativi e oncologici innovativi istituiti con la legge Finanziaria 2017 in linea con la determina Aifa n.519 dd. 31/03/2017.

Poi le Regioni propongono un nuovo articolo 32 che riguarda il riparto del fabbisogno per l’assistenza agli stranieri. La richiesta stabilisce che il riparto delle risorse tra le Regioni deve avvenire con intesa in Stato-Regioni e si deve consentire alle Regioni di avere a disposizione più tempo per effettuare la ricognizione prevista dall’articolo. L’emendamento richiede espressamente che il Fabbisogno sanitario standard, già ad un livello percentuale del Pil più basso rispetto ad altri Paesi anche europei,  sia salvaguardato relativamente agli oneri previsti per l’assistenza agli stranieri.
 
“In considerazione del costante e continuo incremento del fenomeno dell’immigrazione legato agli sbarchi sulle coste delle regioni con affaccio sul mar Mediterraneo  che ha ormai assunto un carattere strutturale – commemnatno le Regioni –  si chiede al Governo di aprire immediatamente un confronto tra lo Stato e le Regioni per analizzare compiutamente gli impatti sui servizi sanitari sia delle operazioni di soccorso sanitario ai migranti sia delle tutele garantite alle persone richiedenti asilo” .  

Un ulteriore emendamento riguarda l’edilizia sanitaria e segnala che la proroga contabile abbinata al nuovo codice dei Contratti non permetterà di affidare incarichi di progettazione (mancata entrata) e quindi nel 2018 le Regioni non potranno rispettare i termini di approvazione progetti e appalto delle oper) che quindi saranno a rischio di revoca in presenza di fasi nel frattempo avviate dei procedimenti (progettazione e/o appalto), vanificando anni di lavoro e creando “oneri impropri” derivanti dai contratti (come quello di progettazione) nel frattempo stipulati proprio in funzione dell’Accordo di Programma previsto dal succitato comma. La proposta prevede di inserire anche nella manovrina l’ emendamento già approvato in occasione del parere al decreto legge milleproroghe che raddoppia e quasi triplica i tempi per l’ammissione degli interventi al finanziamento.

L’ultimo emendamento è sul personale ed è un vero e proprio articolo aggiuntivo in cui per quanto riguarda l’orario di lavoro secondo le norme Ue prevedendo la possibilità di utilizzare nel limite del  50% della spesa 2016 le risorse che finanziano l’intramoenia aziendale, quelle che da contratto sono richieste “via eccezionale e temporanea, ad integrazione dell’attività istituzionale, dalle aziende ai propri dirigenti allo scopo di ridurre le liste di attesa o di acquisire prestazioni aggiuntive, soprattutto in presenza di carenza di organico ed impossibilità anche momentanea di coprire i relativi posti con personale in possesso dei requisiti di legge, in accordo con le equipes interessate e nel rispetto delle direttive regionali in materia”.

Per incentivazione la facoltà assunzionale le Regioni prevedono anche il mancato computo nella spesa del personale dei costi derivanti da tali assunzioni.
Il costo in materia di personale verrebbe poi calcolato a livello regioale e non di singola azienda e le Regioni in equilibrio economico avrebbero maggiore flessibilità per quanto riguarda l’obiettivo relativo alla spesa di personale. Poi tornano in house servizi sanitari in precedenza affidati all’esterno se è attestato che in questo modo si determinano economie di gestione rispetto all’assegnazione in appalto.

Le Regioni spiegano che “per incentivare o anche per consentire tali operazioni che possono comportare significative economie di bilancio, si ritiene opportuno prevedere una ‘neutralizzazione’ della spesa del personale conseguente alla riassunzione del servizio, qualora la stessa comporti incremento delle unità”. E per evitare che le eventuali economie possano venire, in tutto o in parte, vanificate, si  stabilisce le relative assunzioni possano avere luogo nel limite delle dotazioni organiche e dell’importo dei relativi fondi contrattuali.

La reinternalizzazione deve avvenire dopo almeno 5 anni da precedenti operazioni di esternalizzazione e il tutto, spiegano le Regioni, si inserisce nell’ambito di applicazione delle previsioni dell’art.22 del Patto per la Salute.

L’emendamento prevede poi per la dichiarazione di inidoneità e inabilità del personale dipendente del Ssn alla propria funzione per motivi di salute  di integrare la commissione medica di verifica con un rappresentante della Regione per  fornire ai componenti della commissione ulteriori elementi di conoscenza e orientare meglio i giudizi e la loro applicazione nella realtà articolata e multidisciplinare del mondo della sanità pubblica. Infine l’ultima parte dell’emendamento consente alle regioni di affrontare con nuove assunzioni le emergenze relative all’assistenza dopo gli eventi sismici.

25 Maggio 2017

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