Celiachia. Test poco utili per evidenziare danno della mucosa intestinale

Celiachia. Test poco utili per evidenziare danno della mucosa intestinale

Celiachia. Test poco utili per evidenziare danno della mucosa intestinale
Secondo una metanalisi pubblicata da Gastroenterology, i test per la transglutaminasi nel siero (tTg) e gli anticorpi endomisiali (EMA) non sarebbero in grado di rilevare un’atrofia persistente dei villi in molti pazienti celiaci che seguono diete senza glutine. La metanalisi è stata condotta su 11 studi che hanno coinvolto 1088 pazienti.

(Reuters Health) – I test per gli anticorpi anti-tTg nel siero e EMA IgA, comunemente usati per verificare la presenza di malattia celiaca, non sono stati concepiti per il monitoraggio dei pazienti celiaci, ma vengono comunque usati e difesi da diverse società di gastroenterologia a questo scopo.
 
La metanalisi
Partendo da questa evidenza, Donald R. Duerksen dell’Università di Manitoba di Winnipeg, in Canada, ha valutato la letteratrura relativa all’affidabilità di questi test come biomarcatori dell’atrofia dei villi in pazienti celiaci trattati con una dieta priva di glutine. In 11 studi che hanno incluso 1088 pazienti, la sensibilità stimata dei tTG IgA era del 50% e la specificità per il rilevamento di atrofia persistente dei villi in soggetti che non assumevano glutine era pari all’83%. Analogamente, in 20 studi che hanno coinvolto 1189 pazienti, gli EMA IgA presentavano una sensibilità stimata del 45% e una specificità del 91% per il rilevamento di atrofia persistente dei villi. L’accuratezza generale era del 78,1% per i tTG IgA (87,9% per i bambini) e dell’87,1% per gli EMA IgA (80,6% per i bambini). Sensibilità e specificità degli anticorpi tTG and EMA IgA risultavano analoghe per il rilevamento di lesioni di Marsh di tipo 2 o 3.
 
Le conclusioni
“Anche se ampiamente disponibili e relativamente non invasivi, gli anticorpi per tTG IgA nel siero e EMA IgA sono poco legati agli esiti sulla mucosa”, concludono i ricercatori. “La maggior parte dei pazienti con malattia celiaca risulta negativa ai tes tdegli anticorpi mentre segue una dieta senza glutine, anche quelli con un danno persistente della mucosa”. “Un risultato del test positivo è utile poiché presenta una buona specificità per l’atrofia persistente dei villi e segnala una probabile ingestione di glutine in corso”, continuano gli autori. “Tale risultato dovrebbe suggerire una valutazione di tipo alimentare da condurre con un dietologo esperto in celiachia. Un esito negativo del test dà molte meno informazioni e non dovrebbe essere interpretato come indicatore di guarigione mucosale, né come indicazione per una dieta priva di glutine”.
 
Fonte: Gastroenterology 2017
 
Will Boggs MD
 
(Versione Italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

Will Boggs

13 Giugno 2017

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