Torino. Alle Molinette asportato in modo non invasivo un rarissimo angiofibroma rinofaringeo che colpiva un bambino di 11 anni

Torino. Alle Molinette asportato in modo non invasivo un rarissimo angiofibroma rinofaringeo che colpiva un bambino di 11 anni

Torino. Alle Molinette asportato in modo non invasivo un rarissimo angiofibroma rinofaringeo che colpiva un bambino di 11 anni
Non era mai capitato che una patologia così complessa ed articolata fosse affrontata esclusivamente per via endoscopica con un endoscopio in 3D. L’intervento della durata di circa 7 ore è avvenuto esclusivamente per via transnasale con una perdita intraoperatoria di sangue contenuta. L’asportazione è stata completa non solo nella enorme porzione nasale, ma anche nella sua estensione intracranica per un diametro di circa di 7 cm.

Per la prima volta è stato asportato in modo non invasivo con un endoscopio 3D attraverso una narice un rarissimo angiofibroma rinofaringeo che colpiva un bimbo di 11 anni dal naso al cervello, presso l'ospedale Molinette della Città della Salute di Torino. Un intervento innovativo e rivoluzionario.

L’angiofibroma rinofaringeo (Ar) è una rara neoplasia vascolare, che colpisce quasi esclusivamente bambini e ragazzini di età compresa tra i 7 ed i 21 anni. L’incidenza varia da 1:5000 a 1:60000. Questa neoplasia è estesamente vascolarizzata con possibili emorragie cataclismatiche sia spontanee, sia durante l’asportazione. Anche se classificata come lesione benigna, l’Ar ha un comportamento localmente invasivo che può anche portare a morte il paziente. La sua sede di origine è a livello della fossa nasale; da qui la crescita verso le strutture nobili quali l’orbita ed il cervello. La classificazione della patologia si basa sulle dimensioni.

Il caso che si è presentato all’attenzione dell’Otorinolaringoiatria pediatrica (diretta da Paolo Tavormina) della Città della Salute di Torino è di un bambino di 11 anni, affetto da un angiofibroma giovanile in uno stadio estremamente avanzato, che dal naso si estendeva all’interno del cervello (stadio IV), comportando una completa erosione dell’osso che separa il naso dalla base del cranio.

Il bambino, previa embolizzazione (procedure necessaria a ridurre il sanguinamento), effettuata dal Neuroradiologo Mauro Bergui, veniva operato, presso l'ospedale Molinette della Città della Salute, da un’equipe combinata Otorinolaringoiatria universitaria (diretta da Roberto Albera) e di Neurochirurgia universitaria (diretta da Alessandro Ducati).

Con l’ausilio di strumentazione all’avanguardia (endoscopia 3D HD e neuronavigazione TC-RMN guidata) l’équipe multidisciplinare formata da Giancarlo Pecorari e Claudia Bartoli (otorinolaringoiatri), dai neurochirurghi Francesco Zenga e Paolo Pacca e dall’anestesista Sante Atlante ha con successo portato a termine l’intervento chirurgico.

Le dimensioni di questo Ar sono considerate una difficile sfida chirurgica con il solo approccio endoscopico. Per la prima volta una patologia così complessa ed articolata è stata affrontata esclusivamente per via endoscopica con un endoscopio in 3D. La tecnologia tridimensionale ha permesso, infatti, una più elevata accuratezza e precisione del gesto chirurgico.

L’intervento della durata di circa 7 ore è avvenuto esclusivamente per via transnasale con una perdita intraoperatoria di sangue contenuta. L’asportazione è stata completa non solo nella enorme porzione nasale, ma anche nella sua estensione intracranica per un diametro di circa di 7 cm dal naso fino al cervello. Non sono stati rilevati danni estetici, funzionali o neurologici. Il decorso post-operatorio è stato rapido portando alla dimissione del piccolo paziente dopo circa 20 giorni e consentendogli la completa ripresa di una vita di bambino.


 


Lorenzo Proia

21 Giugno 2017

© Riproduzione riservata

Settimana della Scienza dello Spallanzani: capire la ricerca per comprendere il presente
Settimana della Scienza dello Spallanzani: capire la ricerca per comprendere il presente

Novant'anni dalla fondazione e trent'anni dal riconoscimento come Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS): nel 2026 lo Spallanzani celebra due ricorrenze che rappresentano l'occasione per riflettere sul...

Regione Lombardia scrive al ministro Schillaci: “Gli attuali indicatori non fotografano la qualità reale del Ssn”
Regione Lombardia scrive al ministro Schillaci: “Gli attuali indicatori non fotografano la qualità reale del Ssn”

Regione Lombardia chiede al Ministero della Salute di rivedere il sistema con cui vengono misurate le performance del Servizio sanitario nazionale. Lo fa con una lettera firmata dall'assessore al Welfare...

Case di comunità. La sfida ora è riempirle di professionisti e servizi. Il punto della Conferenza delle Regioni
Case di comunità. La sfida ora è riempirle di professionisti e servizi. Il punto della Conferenza delle Regioni

Con 1.224 Case di comunità attive al 30 giugno 2026, 186 in più rispetto al target minimo di 1.038 fissato dal Pnrr, la nuova assistenza territoriale entra nella fase decisiva:...

San Raffaele di Milano. Ispezioni e criticità riscontrate, stop al laboratorio di Embriologia
San Raffaele di Milano. Ispezioni e criticità riscontrate, stop al laboratorio di Embriologia

L’ Ats Città Metropolitana di Milano ha disposto la sospensione dell'attività del Laboratorio di Embriologia dell'Irccs Ospedale San Raffaele, afferente alla macroattività di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) di III livello,...