Mangiacavalli (Ipasvi): “Un atto di civiltà e di vera tutela della salute pubblica”
“La Federazione Ipasvi – prosegue – ha già più volte affermato che il primo nemico da sconfiggere in questi casi è l’ignoranza e la scienza, la clinica e le evidenze devono guidare la nostra azione quotidiana, oltre naturalmente al buon senso di capire che di fronte alla tutela della salute non si possono e non si devono fare scelte personali che mettono a rischio i pazienti contro ogni evidenza scientifica”.
Secondo la presidente Ipasvi, gli infermieri si sentono in prima linea in questo, perché l’assistito ha bisogno di capire ed è qui che l'infermiere interviene comunicando con lui e colmando eventuali lacune, rispondendo ai suoi dubbi, soddisfacendo la sua insicurezza anche sociale. “In questo senso – aggiunge – ci dispiace non vi sia menzione alla nostra opera nel decreto, ma non per questo ci tireremo indietro: i pazienti sono con noi h24 e nei momenti delle visite domiciliari, ma non solo, il contatto è con tutta la famiglia con tempi più prolungati e uno scambio sicuramente più proattivo rispetto ad altre professioni”.
Ed è ufficiale e di poche settimane fa la posizione unanime del Consiglio nazionale della Federazione Ipasvi, di tutti cioè i 103 presidenti dei Collegi provinciali che hanno riconosciuto la necessità delle campagne vaccinali e si sono detti pronti a contribuire in modo diretto attraverso i nostri professionisti all’informazione e all’educazione alla salute che deve essere la base di una nuova cultura della popolazione, in linea con la comunità scientifica nazionale internazionale che riconosce alle vaccinazioni un ruolo essenziale a livello di prevenzione e di lotta alle principali malattie diffusive.
“La Federazione nazionale dei Collegi Ipasvi – si legge nel documento di posizionamento degli infermieri -, firmataria anche della Carta di Pisa sulle vaccinazioni negli operatori sanitari per riconoscere il valore della vaccinazione soprattutto tra i professionisti, ha chiaramente sottolineato la necessità che il suo ruolo, per ottenere i migliori risultati, tenda in termini di empowerment dei pazienti, a comunicare in modo intenzionale con l’assistito e agevolare così la scelta vaccinale”.
“Riconfermiamo – conclude Mangiacavalli – la nostra massima collaborazione in termini di attività professionale e progettuale alle istituzioni preposte alla programmazione e ad assicurare agli assistiti e alla comunità scientifica la presenza attiva degli infermieri e assistenti sanitari, come sempre finora dimostrato nonostante le pesanti carenze di organici, per garantire di fa fronte ai bisogni dei pazienti”.
28 Luglio 2017
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