Aou Sassari. Porte aperte ai visitatori nella clinica di Neonatologia per raccontare le storie di bambini e genitori

Aou Sassari. Porte aperte ai visitatori nella clinica di Neonatologia per raccontare le storie di bambini e genitori

Aou Sassari. Porte aperte ai visitatori nella clinica di Neonatologia per raccontare le storie di bambini e genitori
Nella Giornata mondiale della prematurità la struttura dell'Aou di Sassari apre le porte ai visitatori e racconta le storie di tanti bambini e genitori ospitati nel reparto. Le mamme hanno raccontato le paure vissute dopo il parto prematuro e le giornate trascorse in ospedale. Tra gli ospiti c'èra anche Daniele che oggi ha 27 anni e che nella clinica è arrivato quando di settimane ne aveva appena 23 e pesava poco più di 500 grammi.

Hanno raccontato la loro storia, quella delle loro bambine, Luna, Gaia e Francesca, le paure vissute dopo il parto prematuro, la vita nel reparto, le loro emozioni, la grande attenzione e l'affetto ricevuto. Sono le tre mamme che, questa mattina nella clinica di Neonatologia e terapia intensiva neonatale dell'Aou di Sassari, hanno portato la loro testimonianza davanti a un pubblico numerose di “visitatori” che ha partecipato all'open day organizzato dalla struttura di viale San Pietro in occasione della “Giornata mondiale della prematurità”.
 
In tanti, dentro la piccola biblioteca dell'istituto di Neonatologia, si sono stretti attorno alle tre mamme, si sono commossi e chi tra i presenti non ha trovato la forza di raccontare la propria storia, si è riconosciuto in quei racconti. Le figlie delle tre “testimoni” adesso sono cresciute: la più piccola ha quasi due anni, un'altra 13 e la più grande 28 e quest'utlima, sette mesi fa, è diventata a sua volta mamma di un'altra bambina.
 
Tra gli ospiti c'èra anche Daniele che oggi ha 27 anni e che nella clinica è arrivato quando di settimane ne aveva appena 23 e pesava poco più di 500 grammi.
 
Storie a lieto fine che, in alcuni casi, si intrecciano con altre storie di chi, invece, non ce l'ha fatta, nonostante gli sforzi della medicina che, dagli anni Sessanta a oggi, ha ridotto notevolmente i tassi di mortalità dei neonati prematuri. Il tasso di sopravvivenza per i neonati prematuri, infatti, è in continuo miglioramento grazie ai progressi compiuti dalla scienza.
 
Un open day, quello di questa mattina, che ha condotto il “visitatore” lungo un percorso di immagini, video e foto sino alle porte della terapia intensiva dove, all'interno delle incubatrici, i piccoli sono seguiti da medici, infermieri, personale di supporto e genitori nel loro cammino verso la “maturità”. Ed è proprio alle porte della terapia intensiva che è stato inaugurato l'angolo dei ricordi, con quattro bacheche che raccolgono foto, disegni e lettere dei genitori che raccontano le loro storie.
 
"Avete lasciato il segno – ha detto il direttore sanitario dell'Aou Nicolò Orru rivolto al personale della Neonatologia – ed è significativo vedere l'affetto che i genitori rivolgono agli operatori che li sostengono nell'avviare un precoce contatto con il piccolo neonato e nel favorire l'allattamento materno, che potrà proseguire anche dopo le dimissioni".
 
L'open day quindi ha colto nel segno e permesso di raccontare la realtà della prematurità e le problematiche a essa legate. Per la Clinica di Neonatologia l'iniziativa voleva essere l'occasione per trasmettere anche un messaggio di speranza all'esterno della mura, dove racchiude e protegge quei piccoli bimbi nati troppo presto e che pesano poco più di una piuma.
 
Se in Italia, ogni anno nascono circa 40 mila bambini prematuri che rappresentano il 6,9-7 per cento dei nati, a Sassari la percentuale sale sino al 13,5 per cento. "Si tratta di un dato riconducibile al fatto che – ha spiegato Giorgio Olzai – nella clinica di Ostetricia dell'Aou, vengono conteggiate anche le gravidanze a rischio del bacino di utenza della Neonatologia".
 
Nel 2016 al primo piano della palazzina del Materno infantile sono stati ospitati 440 neonati, la metà circa dei quali nati prima della 37esima settimana.
 
Il bambino pretermine inizia un percorso in salita, con difficoltà inizialmente massime, dovute all'immaturità degli organi. Un cammino complesso e complicato con esiti che, in alcuni casi, il bambino porterà con sé per tutta la vita. Tra i problemi più frequenti si segnalano quelli respiratori e quelli visivi. "Dobbiamo fare in modo che – ha aggiunto la neonatologa Giuseppina Spanedda – il nuovo ambiente che accoglie i bambini sia il più ospitale possibile". "E dei bambini dobbiamo capirne lo stato e i loro bisogni alimentari", ha aggiunto l'infermiera Maria Zicchi che commossa ha spiegato il funzionamento del reparto che vanta una storia di quasi 40 anni.
 
La struttura, inoltre, ha pensato anche alle mamme, per le quali la Neonatologia è arrivata a prevedere una sezione balie in grado di ospitare 12 mamme per il soggiorno notturno e altre ancora per il soggiorno diurno.
 
All'incontro di oggi hanno partecipato anche il direttore della clinica di Ginecologia e ostetricia Salvatore Dessole, quindi la responsabile del Servizio infermieristico dell'Aou Pina Brocchi, e ancora Angelo Dore sino al 2012 direttore della Neonatologia, Rachele Corti neonatologa storica del reparto e adesso in pensione.
 
Erano presenti poi le rappresentanti locali dell'Unicef e della Uisp che operano nel reparto.

18 Novembre 2017

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