L’attacco delle Regioni in 4 mosse
La prima azione sarà quelle di restituire allo Stato le competenze assegnate dal decreto legislativo 112 . “Chiederemo la convocazione straordinaria della conferenza Stato-Regioni – ha detto Errani –con al primo punto all’ordine del giorno: accordo tra Stato e Regioni per la restituzione delle competenze relative allo Stato, con l’impegno di mettere nella manovra le norme per riprendersi le competenze”.
Competenze che i soldoni corrispondono a ben 3.186 milioni di euro. Peccato che i tagli previsti dalla manovra, ha ricordato Errani arrivano a ben 4mila milioni di euro.
Non solo, Errani ha sottolineato che riguardo al Fondo per le aree sottoutilizzate le Regioni chiederanno: “la possibilità di gestire, soprattutto per le Regioni a Obiettivo convergenza, i fondi strutturali. È un’iniziativa forte ma questa è la condizione nella quale ci troviamo”. Si istituisca subito, ha quindi aggiunto Errani “una commissione straordinaria per valutare le spese di funzionamento e quindi anche degli sprechi congiunta tra Governo e Regioni”.
Ancora, la terza mossa annunciata dai Governatori è l’incontro con l’Associazione nazionale dei Comuni italiani (Anci) e l’Unione delle province d’Italia (Upi) per istituire una piattaforma comune. “Le ricadute dei tagli alle Regioni – ha affermato Errani –si faranno sentire anche su Comuni e Province, a seconda delle competenze che svolgono”.
In programma anche nuovi incontri con le parti economiche e sociali: “Le riconvocheremo la prossima settimana per fare il punto sull’andamento della discussione e presenteremo una serie di dati sulla differenza dell’efficienza di competenze gestite dallo Stato centrale rispetto alla gestione delle competenze da parte delle Regioni”.
Dulcis in fundo, le Regioni chiederanno un incontro al presidente del Consiglio e ai presidenti di Camera e Senato per illustrare la nostra posizione”. Conclusi questi passaggi, ha proseguito Errani, “daremo informazione anche a Napolitano”.
Soprattutto, ha chiosato Errani: “Continueremo ostinatamente a cercare il confronto, dialogo e l’accordo con il Governo come abbiamo fatto in questi anni e continueremo a fare. La nostra posizione non è pretestuosa né politicamente segnata dai pregiudizi. Questo luogo costituisce politiche relative al funzionamento delle istituzioni. Noi – ha ribadito il presidente della Conferenza delle Regioni – abbiamo detto a Tremonti di firmare un’intesa che affronti la manovra con il principio dell’equità”.
(E. M.)
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24 Giugno 2010
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