I fattori che incidono sulle inefficienze regionali
“Una buona “combinazione” di questi indicatori – sottolinea il Rapporto – è data ad esempio da un costo contenuto per i posti letto, accompagnato da un case mix alto (le prestazioni complesse implicano un impiego maggiore di risorse da parte degli ospedali che incide sui costi), da un’elevata capacità di attrarre pazienti da altre regioni e da un tasso di ospedalizzazione proporzionato al case mix e all’indice di attrazione. Un alto tasso di ospedalizzazione, ad esempio, è segno di inefficienza (“ricoveri impropri”) se non è accompagnato da un buon case mix e dalla capacità di attirare pazienti”.
Gli esempi regionali. Ogni realtà locale presenta combinazioni diverse. La Regione Veneto, si distingue come una delle più virtuose sotto molti aspetti: costo posto letto utilizzato tra i più contenuti (circa 272mila euro annui); elevata complessità delle prestazioni (1,07 contro la media di 1,01); alto indice di attrazione di pazienti provenienti da altre Regioni (1,43); tasso di ospedalizzazione contenuto (119,4 contro il dato medio delle regioni a statuto ordinario 136,2).
Dietro l’alto tasso di inefficienza del Piemonte ci sono invece: un alto costo per posto letto utilizzato (360,6 migliaia di euro annui), elevato indice di invecchiamento (pari a 1,31, secondo solo alla Liguria), alto indice di complessità delle prestazioni (1,10 rispetto ad una media delle regioni a statuto ordinario di 1,01), un consistente indice di fuga dei propri pazienti, un tasso di ospedalizzazione che è in assoluto fra i più bassi d’Italia.
Al Centro troviamo il Lazio con un tasso di inefficienza tra i più elevati, dato su cui giocano un costo medio per posto letto utilizzato che è il più alto in assoluto (442,9 migliaia di euro), senza un tasso di invecchiamento pronunciato, con una complessità di prestazioni media e un tasso di ospedalizzazione decisamente alto.
Emblematica poi è la Calabria: tasso di inefficienza in assoluto il più elevato d’Italia (46,4%), costo per posto letto utilizzato collocabile nella fascia medio-bassa, indicatore di invecchiamento basso così come l’indice di complessità delle prestazioni (0,85), indicatore di fuga straordinariamente elevato e un tasso di ospedalizzazione contenuto.
Tra le regioni a statuto specialee le province autonome si vede subito che la Sardegna sembra trovarsi nella situazione peggiore, col 41,8% di inefficienza sommersa, più o meno come Lazio o Campania, con alcuni fattori che giocano a suo sfavore: modesta complessità delle prestazioni (pari a 0,91, tra le più basse rispetto alle altre regioni), un indice di fuga molto elevato rispetto a quello di attrazione e un tasso di ospedalizzazione che si colloca al di sotto della media nazionale.
Subito dopo la Sardegna c’è la Sicilia con un margine di inefficienza di 37,8%, un costo per posto letto utilizzato medio-alto (317,8 migliaia di euro), un indicatore di invecchiamento basso (0,88), un indice di complessità di prestazioni che si colloca al penultimo posto rispetto a tutte le altre Regioni (0,87), un indicatore di fuga che è secondo solo a quello della Calabria e un tasso di ospedalizzazione molto basso (128,3) come del resto presentano quasi tutte le regioni a statuto speciale (con una media del 129,8 per 1.000 abitanti). Sembra fare meglio il Friuli Venezia Giulia con un tasso di inefficienza più contenuto (24,8%), pur presentando il costo per posto letto tra i più elevati, accompagnato però da un indicatore di complessità delle prestazioni di fascia alta, da un indice di attrazione dei pazienti elevato (1,32), da un basso indice di fuga (0,76) e da un tasso di ospedalizzazione inferiore alla media delle regioni a statuto speciale (126,2 contro 129,8).
01 Dicembre 2011
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