Toscana. Intersindacale: “La Usl Toscana Centro cede i pazienti ai privati. La privatizzazione della Sanità è oramai esplicita”

Toscana. Intersindacale: “La Usl Toscana Centro cede i pazienti ai privati. La privatizzazione della Sanità è oramai esplicita”

Toscana. Intersindacale: “La Usl Toscana Centro cede i pazienti ai privati. La privatizzazione della Sanità è oramai esplicita”
Sul banco degli imputati una delibera della direzione generale della Usl per contenere le liste di attesa che prevede l’acquisizione di prestazioni da strutture sanitarie private attraverso un “avviso di manifestazione di interesse”. Un bando da 2,8milioni per acquistare 72mila tra controlli specialistici ed ecografie addominali. LA DELIBERA

“La via toscana alla privatizzazione della Sanità è oramai esplicita. La delibera assunta dalla Usl Toscana Centro spinge il sistema sanitario regionale verso una privatizzazione sempre più marcata, seguendo una logica economica, produttivistica e individualistica che mette in secondo piano la qualità e l’appropriatezza delle prestazioni e la presa in carico del paziente in un percorso diagnostico e terapeutico”.
 
Punta il dito contro il provvedimento della Usl Toscana Centro, l’Intersindacale Medica, Veterinaria e della Dirigenza Sanitaria regionale (Anaao Assomed – Aaroi Emac – Cimo – Cisl Medici – Fesmed – Fvm – Anpo Ascoti Filas Medici – Cgil Medici – Fassid (Aipac, Aupi, Sinafo, Snr, Simet) che chiede al Presidente della Giunta e al Consiglio Regionale un atto urgente per revocare la delibera e un confronto immediato per capire la reale volontà politica del Governo Regionale sui temi sanitari.
 
Obiettivo della delibera sul banco degli imputati è quello di realizzare un progetto sperimentale di acquisizione di prestazioni specialistiche ed ecografiche per contenere le liste di attesa, grazie all’acquisizione di prestazioni da strutture sanitarie private attraverso un “Avviso di manifestazione di interesse”. Un progetto, della durata di circa 12 mesi, che vale 2.824.800 di euro calcolato su base annua per erogare in totale 72mila tra controlli specialistici e visite (36mila visite/pacchetto e 36mila eco-addome).
 
“La criticità legata al rientro nei tetti di spesa sui costi del personale è diventata l’occasione giusta – sottolineano le sigle sindacali – si depotenzia la parte pubblica del sistema sanitario riducendo il numero di professionisti e si apre la strada al privato con un’offerta low cost dove la logica industriale troverà risposta in prestazioni esternalizzate trasferendo l’importo dei ticket pagati dai cittadini, più qualche milione di euro, fuori dal sistema pubblico impoverendolo sempre di più”.
 
Molti quindi per l’Intersindacale gli interrogativi senza risposta: “Che visite riceveranno i cittadini a fronte del rimborso di 20 euro a prestazione di cui si legge sulla stampa? Chi ne garantisce la qualità? Siamo sicuri che non si prospetti un danno all’erario tale da interessare la Procura generale della Corte dei Conti? Si tratta dell’atto isolato di una direzione aziendale? E se fosse così, questo non metterebbe in discussione il mandato fiduciario dato da una politica regionale che ha fatto della prevalenza pubblica del Ssr il suo marchio di fabbrica? Oppure siamo di fronte ad una strategia pianificata che trova coperture nella politica regionale?”.
 
Per questo, hanno concluso: “Chiediamo al Presidente della Giunta e al Consiglio Regionale un atto urgente che preveda la revoca della delibera e un confronto immediato per capire la reale volontà politica del Governo Regionale sui temi sanitari e sulla relazione con i professionisti che hanno investito vita e carriera nell’obiettivo di garantire ai cittadini della Regione Toscana un sistema sanitario che sia pubblico, universalistico e gestito nella massima trasparenza”.

16 Aprile 2018

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