Bologna. Primo intervento di chirurgia protesica assistita dal robot al Rizzoli

Bologna. Primo intervento di chirurgia protesica assistita dal robot al Rizzoli

Bologna. Primo intervento di chirurgia protesica assistita dal robot al Rizzoli
Il direttore della Clinica Ortopedica Faldini: “Come spesso accade con le nuove tecnologie, la chirurgia assistita dal robot promette ottimi risultati, ma ha anche qualche limite. Consente un allineamento protesico molto accurato, ma richiede un maggior tempo operatorio. È quindi uno strumento utile, da impiegare in pazienti selezionati”

Eseguito per la prima volta all’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna un intervento di chirurgia protesica assistita dal robot; a operare è stato Cesare Faldini, direttore della Clinica Ortopedica I, con la sua equipe.
 

La sostituzione di un’articolazione con una protesi è uno degli interventi più frequenti tra quelli eseguiti al Rizzoli. Negli ultimi anni l’operazione è diventata meno invasiva, consentendo ai pazienti di alzarsi già il giorno dopo l'intervento: i muscoli, che un tempo venivano sezionati, oggi vengono separati, come "passando attraverso un sipario" spiega Faldini. “In questo modo i ‘motori’ dell'articolazione da operare non vengono toccati e la ripresa del paziente è più precoce, e praticamente priva di dolore”.

In questo contesto, il robot in sala operatoria rappresenta uno strumento in più a disposizione del chirurgo. Il robot è un braccio meccanico, collegato a un computer nel quale sono state inserite le immagini TAC del paziente: durante l’intervento eseguito dal chirurgo con il robot, quest’ultimo identifica i punti di taglio dell'osso con precisione estrememante accurata avvalendosi di un navigatore tridimensionale.
 
“Come spesso accade con le nuove tecnologie, la chirurgia assistita dal robot promette ottimi risultati, ma ha anche qualche limite”,  continua Faldini. "Consente un allineamento protesico molto accurato, ma richiede un maggior tempo operatorio. È quindi uno strumento utile, da impiegare in pazienti selezionati, per esempio quando l'anatomia articolare risulta compromessa a seguito di gravi traumi. È bene ricordare che il successo di una procedura chirurgica come la sostituzione protesica di un’articolazione passa attraverso l'esperienza di un’intera equipe, che comprende l'anestesia e la terapia antalgica, la chirurgia, la riabilitazione e il servizio di assistenza. È solo attraverso un sistema integrato di competenze che una nuova tecnologia come la robotica deve essere considerata come un ulteriore sviluppo della tecnologia in ambito chirurgico, capace di affiancare all'esperienza del chirurgo la precisione della macchina”.

31 Maggio 2018

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